Mercoledì mattina Marcello Manca, campione del mondo di free boxe, è stato ospite dell’IPIA di Alghero. Ha incontrato insegnanti e studenti, si è seduto con loro, ha parlato. Niente palco, niente microfono ufficiale.
L’iniziativa è venuta dalla scuola. Manca ha accettato e si è presentato. Dopo l’incontro ha scritto un messaggio sui social ringraziando l’istituto per l’accoglienza e dicendo che porterà la giornata con sé “con grande affetto”.
Con i ragazzi si è parlato soprattutto di quello che succede prima di una vittoria. Gli allenamenti, le rinunce, i periodi in cui le cose non vanno. Manca ha raccontato anche alcuni passaggi del match mondiale, quelli che i presenti gli hanno chiesto di ripercorrere. I ragazzi hanno fatto domande. L’atmosfera, a quanto si capisce, era abbastanza informale.
Non è la prima volta che un atleta passa nelle scuole della zona. Di solito queste visite durano un’ora, al massimo un’ora e mezza, e poi ognuno torna alla propria giornata. Questa, almeno dalle parole di chi era presente, sembra sia andata bene.
Domenica 24 maggio la borgata ha ospitato la gara podistica sui 13 chilometri e la camminata di 6 km. Sul podio Giuseppe Fenu, Giuseppe Corda, Angelo Canu, Anna Maria Ballone, Michela Pensè e Tiziana Camedda. L’assessore Daga in gara con il pettorale numero 3, e tre bambini: Riccardo Perino, Gabriele Ruiu e Gabriele Carta, tra i protagonisti della giornata.
C’era il sole, c’era il caldo tipico di fine maggio, e c’erano oltre 230 persone pronte a correre o camminare per le strade di Santa Maria La Palma. Domenica 24 maggio è andata in scena la quinta edizione della Santa Maria La Palma Corre, appuntamento ormai consolidato nel calendario sportivo della borgata algherese, organizzato dal Comitato di borgata con la partecipazione delle istituzioni cittadine e il sostegno della comunità locale.
Una manifestazione che, edizione dopo edizione, ha trovato una sua identità precisa: non una gara di élite, non una macchina organizzativa fredda e distante, ma qualcosa di più vicino a una festa di paese con le scarpe da corsa. E anche stavolta ha funzionato.
Duecento e più, tra corsa e camminata
Gli iscritti complessivi hanno superato quota 230, distribuiti tra la prova podistica competitiva sui 13 chilometri e la camminata non competitiva di 6 km. Quest’ultima ha registrato una partecipazione significativa — oltre 100 persone — a conferma che la Santa Maria La Palma Corre non è solo una questione di cronometro. Famiglie, cittadini, appassionati di passeggiate e semplici curiosi hanno scelto di esserci, a modo loro. Ed è una delle cose che rendono questo appuntamento diverso da molte altre gare podistiche del territorio.
Il caldo si è fatto sentire fin dalle prime ore della mattina, ma non ha tolto nulla alla voglia di partecipare. Anzi, c’era un’atmosfera rilassata e positiva, quella che si trova negli eventi che funzionano non perché tutto è perfetto, ma perché la gente ci crede davvero.
Le istituzioni in campo, nel senso letterale
Alla partenza erano presenti il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e il presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi, che ha dato lo starter ufficiale alla gara. Presenze istituzionali attese, ma non formali: in una manifestazione come questa, essere lì vuol dire qualcosa.
Il caso più parlato della mattinata, però, è stato un altro. L’assessore allo Sport Enrico Daga si è presentato alla partenza con il pettorale numero 3 e le scarpe da corsa ai piedi, e ha affrontato il percorso da 13 chilometri insieme agli altri atleti. L’invito a partecipare gli era stato rivolto pubblicamente da Amabile Simbula durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Daga non si è tirato indietro. Un gesto semplice, che non ha bisogno di grandi commenti: in una gara popolare, un amministratore che scende in campo vale più di qualsiasi discorso ufficiale.
I risultati della gara
Sul piano sportivo, nella prova maschile sui 13 chilometri ha vinto Giuseppe Fenu, precedendo Giuseppe Corda e Angelo Canu.
In campo femminile il primo posto è andato ad Anna Maria Ballone e Michela Pensè che hanno tagliato il traguardo insieme seguite da Tiziana Camedda.
Classifiche brevi, ma meritate. In una gara di questo tipo, dove il confine tra agonismo e partecipazione è sottile, arrivare al traguardo è già un risultato.
Riccardo Perino, Gabriele Ruiu e Gabriele Carta,: i più piccoli sul percorso
Uno dei momenti più apprezzati della giornata è stato vedere tre bambini — Gabriele, Riccardo e l’altro Gabriele — cimentarsi con il percorso da 13 chilometri. Non erano lì per vincere, naturalmente. Ma erano lì, e questo basta. In un’epoca in cui i bambini faticano sempre più a staccarsi dagli schermi, vederli su un percorso di gara, con le gambe in movimento e il fiatone, fa un certo effetto. Per loro va un applauso a parte, indipendente da qualsiasi classifica. Sono loro, in fondo, il futuro di questo appuntamento.
Il terzo tempo, quello che resta
A manifestazione conclusa, è arrivato il momento forse più atteso da molti: il cosiddetto terzo tempo, con i prodotti del territorio a fare da protagonisti. Fragole, pomodorini, vini, miele e altre eccellenze dell’agro algherese hanno animato il momento conviviale che ha chiuso la mattinata. Niente di elaborato, niente di artificioso: solo buon cibo locale, qualche chiacchiera sulla gara appena finita e la soddisfazione di chi ha partecipato a qualcosa che vale la pena fare.
Ha chiuso in bellezza anche l’estrazione finale di prodotti locali, che ha coinvolto i partecipanti e ribadito — se ce ne fosse ancora bisogno — il legame stretto tra questa manifestazione e il territorio che la ospita.
Alla prossima
Alla fine della mattinata, tra chi si asciugava il sudore e chi già riprendeva fiato attorno ai tavoli, il commento più ricorrente era già uno: ci vediamo alla sesta. Perché quando una cosa funziona davvero, non serve aggiungere molto altro.
Partenza alle 9.30. Due percorsi: camminata di 6 km e corsa di 13 km. Iscrizioni aperte, modulo in fondo all’articolo.
La notizia utile prima di tutto: domenica 24 maggio 2026, alle 9.30, si disputa la quinta edizione della gara podistica organizzata dal Comitato di Borgata di Santa Maria La Palma. Due percorsi vicino al lago di Baratz, uno da 6 chilometri aperto a tutti e uno da 13 per chi vuole qualcosa di più impegnativo. Le iscrizioni sono già aperte e il modulo si può scaricare in fondo a questo articolo.
La manifestazione è stata presentata ieri pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Alghero, a Villa Maria Pia. Una conferenza stampa partecipata, con il sindaco Raimondo Cacciotto, il presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi, l’assessore allo Sport Enrico Daga e il presidente del Comitato di Borgata Amabile Simbula accompagnato dai consiglieri del CDB Giorgio Meloni e Mario Nonne.
La conferenza stampa:
La presentazione ha seguito il formato classico delle conferenze istituzionali: tavolo, microfono, interventi in sequenza. Ma al di là della forma, i contenuti hanno confermato che attorno a questa gara c’è un interesse reale, non solo di facciata.
Il sindaco Cacciotto ha aperto i lavori inserendo l’appuntamento nel quadro più ampio di quello che ha definito uno “straordinario 2026” per Alghero. Ha ricordato di aver partecipato alle premiazioni dell’edizione precedente e di essere rimasto colpito dall’atmosfera: famiglie, volontari, corridori, un clima che raramente si trova negli eventi sportivi più strutturati. Ha ringraziato Amabile Simbula, gli sponsor e chi ha lavorato all’organizzazione — e non si è trattato di un ringraziamento di circostanza, almeno a giudicare dal tono.
Mimmo Pirisi, presidente del Consiglio comunale, ha invitato i cittadini a partecipare, sottolineando che la gara è anche un modo per conoscere l’agro algherese, quei pezzi di territorio che restano spesso fuori dai circuiti più frequentati. Una mattinata all’aperto, accessibile a grandi e piccoli, che porta le persone in luoghi altrimenti poco raccontati.
L’assessore allo Sport Enrico Daga ha inquadrato l’evento nella vocazione naturale del territorio per gli sport outdoor, sottolineando come appuntamenti di questo tipo contribuiscano a mettere in valore l’agro algherese non soltanto nei mesi estivi.
Le pettorine ufficiali.
A chiudere la conferenza stampa, un momento più informale. Amabile Simbula ha consegnato le pettorine ufficiali della gara ai rappresentanti istituzionali presenti: il sindaco Cacciotto ha ricevuto il numero 1, il presidente del Consiglio Pirisi il numero 2, l’assessore allo Sport Daga il numero 3. Un gesto simbolico, ma che dice qualcosa sul tono della manifestazione: non solo dichiarazioni d’intenti, ma un invito concreto a esserci, domenica mattina, ai blocchi di partenza.
Il Comitato di Borgata e la crescita della manifestazione.
Il cuore della conferenza, però, era Amabile Simbula. È lui il presidente del Comitato di Borgata di Santa Maria La Palma, ed è dalla sua realtà che questa gara è nata e cresciuta nel tempo.
Cinque edizioni non si mettono in piedi per caso. Simbula e Nonne hanno ripercorso il percorso della manifestazione: un’idea locale, nata in borgata, che anno dopo anno ha allargato il raggio fino ad avere una partecipazione di respiro regionale.
Non è una cosa scontata – aggiunge Giorgio Meloni -dietro ci sono riunioni, permessi, telefonate, volontari da coordinare, sponsor da convincere, logistica da gestire. Tutto questo con le risorse e le energie di un comitato di borgata, non di una struttura professionale. Il risultato, alla quinta edizione, è un evento che funziona. Che porta persone a Santa Maria La Palma, che muove famiglie, che fa conoscere un territorio spesso trascurato dai riflettori. Non serve enfatizzare: i numeri delle edizioni precedenti parlano da soli.
Il territorio come protagonista: Baratz, la Cantina, l’agro.
Uno degli elementi che distingue questa gara da una semplice corsa domenicale è il contesto in cui si svolge. I percorsi si sviluppano vicino al lago di Baratz, in un’area di notevole interesse ambientale e paesaggistico. Sei chilometri per chi cammina, tredici per chi corre: in entrambi i casi, si parla di un tracciato che vale la pena fare anche solo per i luoghi che attraversa.
Ma c’è di più. Il passaggio dalla Cantina Santa Maria La Palma è diventato uno degli elementi caratteristici della manifestazione. Sport e produzione locale si incontrano nello stesso spazio, senza forzature. Non è un gadget promozionale: è la realtà dell’agro algherese che entra direttamente nell’evento. Chi partecipa non solo corre o cammina — attraversa un pezzo di territorio vivo, fatto di vigne, di lago, di borgata.
È questo, probabilmente, il motivo per cui la gara continua a crescere. Non si tratta solo di cronometri e classifiche. È un appuntamento che racconta Santa Maria La Palma e l’agro algherese in modo diretto, concreto, senza bisogno di dépliant.
Come partecipare
L’appuntamento è fissato per domenica 24 maggio 2026, con partenza alle 9.30. I due percorsi sono la camminata di 6 chilometri, aperta a tutti senza particolari requisiti agonistici, e la corsa di 13 chilometri per chi vuole misurarsi su un tracciato più lungo.
Le iscrizioni sono già aperte. Il modulo è disponibile in fondo a questo articolo.
Domenica 24 maggio 2026, partenza alle 9.30. Due percorsi, uno per tutti: 6 km di camminata e 13 km di corsa attorno al lago di Baratz. Iscrizioni aperte, modulo scaricabile in fondo all’articolo.
Cinque edizioni, una comunità intera che corre. Torna puntuale l’appuntamento più atteso della borgata algherese: la Santa Maria La Palma Corre 2026, corsa e camminata campestre organizzata dal Comitato di Borgata Santa Maria La Palma con il patrocinio del Comune di Alghero e la Fondazione Alghero. Un evento che negli anni è diventato molto più di una semplice gara: è una festa del territorio, un rito collettivo tra filari di vite, campi aperti e il paesaggio della laguna.
Il percorso da 13 km — riservato alla corsa — si snoda attorno all’area naturalistica del lago di Baratz, con tredici punti di riferimento lungo un tracciato ad anello che parte e arriva nel cuore della borgata. Per chi preferisce godersi la mattinata a passo più tranquillo, è prevista una camminata di 6 km, aperta a tutti, famiglie incluse.
«Un’occasione per riscoprire il territorio a piedi, tra natura, sport e convivialità — come solo Santa Maria La Palma sa fare.»
La quota di iscrizione è fissata a 10 euro, comprensiva di pettorina e sacca merenda. La partenza è prevista per le ore 9.30; le iscrizioni dell’ultimo minuto sono possibili la mattina stessa dell’evento a partire dalle ore 8.00. Ci si può iscrivere contattando il numero 3296915388, oppure recandosi presso il Tabacchino S.M. La Palma o il Tabacchino Pisanu Marcella in Via XX Settembre.
L’evento vede la partecipazione e il sostegno di numerose attività e realtà sportive locali. Maggiori dettagli — percorsi, classifiche, premi e programma della giornata — saranno comunicati dopo la conferenza stampa ufficiale. Nel frattempo, chi vuole assicurarsi il proprio posto in gara può già scaricare e compilare il modulo di iscrizione disponibile qui sotto.
Modulo di iscrizione — Dichiarazione liberatoria adulti
Compila e porta il modulo firmato il giorno della gara (o consegnalo in anticipo presso i punti di iscrizione). Valido per la corsa/camminata ludico motoria di 13 km.
info e iscrizioni:
329 691 5388
Tabacchino S.M. La Palma
Tabacchino Pisanu Marcella — via XX Settembre Alghero
Il campione algherese Marcello Manca stende l’avversario alla prima ripresa e conserva la cintura mondiale di Free Boxe. Nonostante una schiena a pezzi e una vigilia complicata.
ALGHERO — Ci sono vittorie che si costruiscono nel tempo, ripresa dopo ripresa. E poi ci sono quelle che arrivano di botto, prima ancora che il pubblico abbia finito di sistemarsi sulla sedia. Quella di Manca appartiene alla seconda categoria.
L’atleta algherese si è riconfermato campione del mondo di Free Boxe con un KO alla prima ripresa. Secondo titolo iridato consecutivo. Archiviato in fretta, quasi con brutalità.
Il paradosso di una vigilia complicata
Chi lo seguiva sapeva che la preparazione non era filata liscia. Problemi alla schiena nelle settimane finali, il tipo di inconveniente che ti logora la testa più che i muscoli. Sul ring però non si è visto nulla di tutto questo. O meglio: si è visto solo il risultato.
“Non mi sarei mai immaginato una vittoria alla prima ripresa,” ha detto Manca a match concluso. “Soprattutto per i problemi alla schiena. Forse il colpo che ho subito nei primi secondi mi ha dato la scossa necessaria. Ancora non riesco a crederci.”
È un meccanismo che chi frequenta i ring conosce bene: a volte è proprio il momento di difficoltà che accende qualcosa. Il dolore sveglia, non addormenta.
Alghero spinge, il campione risponde
Il Piazzale della Pace, affacciato sul porto. Il pubblico algherese tutt’intorno, l’aria di mare, una serata che sapeva già di grande prima ancora che si salisse sul ring. Manca se n’è accorto: “Erano lì a tifarmi e incitarmi al massimo.” Non è retorica. Su un ring, sentire il calore di casa pesa. Conta.
Bene anche gli altri atleti sardi in gara: Lai e Denegri, delle palestre Training Sparta e Boxe Torres “Mario Muretti”, si sono fatti valere. La spedizione algherese ha retto nel complesso, guidata dai maestri Maurizio Muretti e Raffaele Lai.
Un riconoscimento va anche all’organizzazione — Giovani in Scena, Comune di Alghero e Fondazione Sardegna — che ha allestito una manifestazione di livello internazionale. Non è scontato, specie in una piazza di provincia. Ma Alghero con la boxe ha un rapporto serio.
La dedica che chiude il cerchio
Il momento più vero della serata è arrivato dopo il verdetto, quando i microfoni si avvicinano e il campione cerca le parole giuste. Manca le ha trovate subito:
“Grazie al Maestro Mario Ballone. So che tu eri lì, come sempre, con le tue parole in algherese a incitarmi più che mai.”
Ballone non c’è più. Ma certi maestri non spariscono del tutto. Restano nel modo in cui un pugile si muove, nella guardia, nel timing. Chiunque abbia vissuto una palestra capisce cosa intende Manca. Non è retorica. È riconoscenza vera.
Quello che resta
Due titoli mondiali. Un KO al primo round nonostante la schiena a pezzi. Una città che si è fermata a guardare. Alghero ha la sua storia da raccontare, e Manca continua a scriverla — con i guantoni, non con le parole.
Ci sono mattine che non si raccontano facilmente. Non perché manchino le parole, ma perché quelle giuste arrivano dopo.
Al Cinema Miramare di Alghero, giovedì 23 aprile, è successo qualcosa che va oltre una premiazione. C’erano 123 ragazzi. Un palco. E un tempo sospeso, durato quasi tre ore, in cui nessuno aveva fretta di andare via. Non è scontato. Non lo è vedere un’intera sala piena – 375 posti – restare in silenzio, attenta, partecipe. Non lo è, soprattutto, quando i protagonisti sono i ragazzi. Eppure è successo.
Un concorso che negli anni è diventato altro
Il Concorso “Luca Scognamillo” non è più solo un concorso. Negli anni è cresciuto, ha cambiato forma, ha allargato i suoi confini. Sempre più scuole, sempre più studenti. Anche istituti tecnici e professionali, che hanno portato dentro il loro sguardo, il loro modo di sentire. Segno che il bisogno di esprimersi non appartiene a pochi. È qualcosa che attraversa tutti.
L’inizio: quando il silenzio dice tutto
La mattinata si è aperta senza spiegazioni. Un video. Le immagini di Luca. E sotto, una chitarra: quella di Sebastiano Deriu, che ha composto un brano solo per lui. Poi la poesia. “Per i miei versi” recitata da Sofia D’Ambrosio. E subito dopo, qualcosa che non era previsto sulla carta, ma che è rimasto dentro: il monologo di Debora Fermo. Parole scritte da una ragazza che Luca non lo ha mai conosciuto. Eppure lo ha sentito. Ha detto, in modo semplice e vero, che si può conoscere qualcuno anche così: attraverso le sue parole. Ed è stato, forse, uno dei momenti più autentici della mattinata.
Quando le parole trovano un suono
Le poesie non sono rimaste sole. Ad accompagnarle, la musica di Andrea Ibba, che con la sua tastiera Roland ha saputo stare accanto alle parole, senza mai sovrastarle. E intorno, la luce. Quella costruita da Diego Riu, insieme ad Alessandra Adezovic e Ilaria Carta, che hanno dato forma allo spazio, rendendolo parte della narrazione.
Una comunità che si riconosce
Sul palco sono saliti uno dopo l’altro. Con emozione, con timidezza, con orgoglio. Dietro ogni nome, una storia. Dietro ogni lavoro, un tentativo: dire qualcosa di sé. A rendere possibile tutto questo, un lavoro silenzioso ma fondamentale: quello della professoressa Vannina Oggiano, che da anni accompagna con cura l’organizzazione del concorso. E quello della commissione, che ha ascoltato, letto, osservato.
Un luogo che accoglie
Il Cinema Miramare, per il terzo anno, ha aperto le sue porte. E non è solo una questione di spazio – pur importante, visto il numero di presenze – ma di disponibilità, di attenzione, di vicinanza ai ragazzi. Così come il sostegno del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero, che ha donato ai partecipanti il volume “Gaudì a l’Alguer”. Segni concreti. Che fanno la differenza.
Alla fine, cosa resta Alla fine restano gli applausi, sì. Le foto, i premi, i nomi. Ma non è quello. Resta il silenzio di prima. Quello che ascolta. Resta la sensazione che qualcosa sia passato, da una persona all’altra.
Come succede con le parole vere.
E forse è proprio questo il senso più profondo di tutto: che la poesia non appartiene a chi la scrive. Appartiene a chi la riconosce.
Nove incontri, un titolo mondiale da difendere e due esordi: il memorial riporta la grande boxe sul porto di Alghero.
Venerdì 1° maggio, dalle 20:00, la Banchina Millelire si trasforma in un ring a cielo aperto. Fronte mercato del primo pescato, con il mare della Riviera del Corallo sullo sfondo, Alghero ospita il Memorial Mario Ballone, una serata di pugilato che mette insieme nove incontri e alcune delle facce più interessanti della boxe sarda.
Mario Ballone non c’è più, ma il suo nome è rimasto nell’ambiente. Era un uomo di palestra nel senso più concreto del termine: presente, esigente nella misura giusta, capace di seguire i pugili non solo sul piano tecnico ma anche su quello personale. Chi lo ha conosciuto lo ricorda così, senza eccessi. Un maestro che faceva il suo lavoro ogni giorno, senza troppi proclami.
Il momento più atteso della serata è quello di Marcello Manca, campione del mondo di free boxe, che quella sera difende il titolo.
La connessione con il memorial non è solo formale: quando Marcello Manca conquistò il titolo mondiale, all’angolo c’era Mario Ballone. Era il suo maestro.
Adesso Manca sale sul ring sapendo che quella presenza fisica non c’è più, ma quello che Ballone gli ha trasmesso è ancora lì, nell’approccio al ring.
La serata ha però anche un altro protagonista, più giovane e ancora all’inizio. Francesco Lai, peso medio Under 19 nei 75 kg, tesserato per la Training Sparta Alghero in collaborazione con la A.S.D. Boxe Torres Mario Muretti, fa il suo debutto casalingo davanti al pubblico della sua città.
Ha già combattuto: il 21 marzo scorso, a Pattada, ha disputato il suo primo incontro ufficiale contro Giorgio Cattaneo della Boxing Team Maludrottu di Olbia. Tre riprese equilibrate, verdetto di parità. Un esordio che dice poco in termini di risultato, ma che conta come esperienza.
Nella stessa serata è previsto il debutto di Riccardo Denegri nella categoria dei 60 kg, pesi leggeri. Conosce già cosa significa stare nei ranghi: ora scoprirà cosa significa stare sul ring.
Nove match in programma, una banchina che per una sera diventa il centro della boxe locale. Il memorial ha senso proprio così: non come celebrazione fine a se stessa, ma come momento in cui passato e presente si trovano nello stesso posto, sullo stesso ring.
Giovedì 23 aprile la 12ª edizione dell’iniziativa voluta dalla famiglia Scognamillo: nata come concorso di poesia, oggi coinvolge gli studenti delle scuole superiori tra racconto, canzone e arte
Ad Alghero si rinnova un appuntamento che, nel tempo, ha saputo ritagliarsi uno spazio preciso nel mondo della scuola e della cultura cittadina. Giovedì 23 aprile, alle 10.30, al Cinema Miramare, si terrà la premiazione della 12ª edizione del Concorso “Luca Scognamillo”, iniziativa dedicata agli studenti delle scuole superiori e voluta dalla famiglia Scognamillo.
Oggi il concorso comprende poesia, racconto, canzone e arte. Ma all’inizio tutto era partito dalla poesia. Un percorso che negli anni si è allargato, mantenendo però intatto il senso originario: offrire ai ragazzi uno spazio serio in cui esprimersi, mettersi in gioco e dare forma ai propri pensieri.
Non è secondaria, in questo senso, la scelta del Cinema Miramare come sede della premiazione. Una cornice che, come già si è visto nelle precedenti edizioni, consente di accogliere il grande afflusso di giovani che ruota attorno al concorso. Non solo i partecipanti, quindi, ma anche tanti studenti che, pur senza essere in gara con un proprio elaborato, prendono parte all’evento per accompagnare e sostenere i compagni di scuola, trasformando la premiazione in un momento di partecipazione corale tra studenti.
La prima edizione si era svolta nella sala conferenze del liceo classico Manno, con una partecipazione che già allora aveva dato il segno della forza dell’iniziativa. A prendervi parte furono 38 studenti provenienti dallo scientifico “Fermi”, dal liceo classico-linguistico “Manno” e dal liceo artistico “Costantino”.
In quell’occasione, il dirigente scolastico Antonello Colledanchise aveva sottolineato la qualità delle poesie presentate, spiegando come proprio il livello degli elaborati confermasse la buona riuscita del concorso, nato con l’obiettivo di far esprimere i giovani attraverso la poesia, proprio come faceva Luca.
Da quella prima edizione il concorso è cresciuto, si è aperto ad altri linguaggi ed è diventato un appuntamento riconoscibile nel calendario cittadino. Con il tempo si sono ampliate le sezioni e si è allargato anche lo spazio dato ai ragazzi per raccontarsi ed esprimersi.
Le poesie di Luca possono essere lette anche sulla pagina Facebook “Come d’Autunno – Percorso poetico di Luca Scognamillo”, costantemente aggiornata e dedicata alla sua produzione poetica. La pagina è disponibile all’indirizzo facebook.com/comedautunno e continua a raccogliere e condividere i suoi scritti. Un lavoro prezioso, che restituisce la misura di quanto Luca abbia scritto e che consegna alla città di Alghero un patrimonio culturale di cui andare fiera.
L’edizione 2026 è curata dall’Associazione Mill’Anni, in collaborazione con gli istituti superiori “Enrico Fermi” e “Angelo Roth”, con il sostegno del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero.
A fare da filo conduttore resta anche una frase di Luca Scognamillo, riportata nella locandina del concorso: “Ad ogni ragazzo, ad ogni uomo con un sogno che sia quello di fare qualcosa di grande che rimanga per sempre per sé e per il mondo”.
Il concorso continua a offrire ai ragazzi uno spazio vero in cui esprimersi.
Allenamento gratuito per giovani atleti del nord Sardegna: tecnici uniti in un progetto che punta alla crescita personale oltre il risultato.
L’iniziativa nasce dagli allenatori dell’A.S.D. Club Sardegna, realtà inserita nel più ampio Progetto Mab&Co, impegnata nello sviluppo del potenziale umano dei giovani attraverso percorsi educativi che uniscono formazione sportiva e crescita personale.
Il progetto Club Sardegna – l’Academy che forma persone e atleti è nato con l’obiettivo di offrire opportunità ai giovani, puntando sullo sviluppo del potenziale individuale come base per la crescita sportiva ed educativa.
All’Academy di Arborea si sono affiancate nel tempo altre realtà, tra cui l’Academy di Selargius, dedicata al multisport, e l’Academy di Codrongianos, punto di riferimento per il nord Sardegna nella formazione dei ragazzi Under 12 e Under 13 e delle ragazze Under 14 e Under 15.
La valorizzazione del singolo atleta, che contribuisce al rafforzamento del gruppo, si sviluppa attraverso incontri settimanali articolati in attività pratica sul campo e momenti formativi dedicati anche ad allenatori, dirigenti e genitori.
A sostenere il percorso è lo staff dell’A.S.D. Club Sardegna, inserita nel Progetto Mab&Co, composto da figure con competenze tecniche, educative e formative: MisterAngelo Agus, direttore tecnico; MisterClaudio Pani, club manager; MaestroVittorio Sanna, formatore; Professor Pittiu Joele, responsabile del metodo; Mister Beniamino Sotgiu e MisterPier Franco Simula, formatori e allenatori; Mister Maria Grazia Spanu, formatrice e allenatrice; Mister Giovanni Casali, allenatore dei portieri; Dott. Bruno Di Basilio, medico.
Un gruppo di lavoro che affianca alla preparazione sportiva un percorso educativo orientato alla crescita personale dei giovani atleti, attraverso attività in campo e momenti formativi dedicati anche ad allenatori, dirigenti e famiglie.
Allenarsi. Correre. Sbagliare. Riprovare. Fin qui, tutto normale. È il calcio.
Ma a Codrongianos, il lunedì, succede qualcosa in più. Il campo sportivo diventa un luogo dove lo sport torna ad avere il suo significato più autentico: formare persone, prima ancora che giocatori.
Allenatori provenienti da diverse realtà del nord Sardegna hanno scelto di aderire a un’iniziativa sociale che mette al centro i più giovani. Ogni lunedì si ritrovano insieme a giovanissimi atleti arrivati da diversi paesi del territorio per una seduta di allenamento gratuita che va oltre il semplice lavoro tecnico.
L’iniziativa ha trovato il sostegno del Comune di Codrongianos, che ha condiviso le finalità del progetto orientato a mettere al centro l’educazione attraverso lo sport. L’amministrazione comunale ha collaborato concretamente mettendo a disposizione l’impianto sportivo di Codrongianos, consentendo lo svolgimento degli incontri settimanali dedicati ai giovani atleti provenienti da tutto il nord Sardegna.
Non solo tecnica, non solo tattica. Ma educazione, responsabilità, consapevolezza.
Le immagini raccontano un progetto che prova a riportare il calcio al suo senso più vero. Si vedono attenzione, disciplina, spirito di gruppo. Il classico allenamento? Sì… ma con qualcosa in più.
Dietro ogni esercizio c’è un percorso educativo strutturato che unisce sport e formazione umana.
Allenamento e confronto, dentro e fuori dal campo
Parallelamente all’attività sportiva, i ragazzi partecipano a momenti di incontro e riflessione con tecnici, formatori e figure educative. Non la solita predica motivazionale, ma un confronto concreto su temi spesso lasciati sullo sfondo: gestione dell’errore, rispetto delle regole, capacità di reagire alle difficoltà.
Durante uno degli incontri, una frase proiettata su una slide ha sintetizzato lo spirito dell’iniziativa:
“Sbagliare non è brutto, è un amico che ci insegna a fare le cose meglio.”
Parole semplici. Ma chi ha vissuto lo sport sa che sono tutto.
Dalla documentazione emerge un’impostazione chiara: il progetto non si limita all’allenamento settimanale, ma costruisce un percorso di crescita completo. Staff qualificato, ruoli definiti, collaborazione con il territorio e attenzione alla dimensione educativa del calcio.
L’obiettivo è offrire ai ragazzi strumenti utili dentro e fuori dal campo: autonomia, fiducia, capacità di affrontare le sconfitte senza cercare alibi.
Perché il talento, da solo, non basta. Serve testa. Serve carattere.
Una rete educativa che parte dal territorio
Il lunedì, al campo sportivo di Codrongianos, non è un giorno qualunque. È il momento in cui il calcio torna ad essere un punto di incontro. Un’occasione per crescere. Un luogo dove qualcuno dedica tempo ai più giovani senza chiedere nulla in cambio.
Allenatori e formatori lavorano su un concetto chiaro: il risultato non è tutto. Conta il modo in cui ci si arriva.
Il calcio diventa così una palestra di responsabilità. Si impara a gestire una sconfitta, a rispettare le regole, a stare dentro un gruppo. Si impara che il talento, senza disciplina, dura poco.
Guardando le foto si coglie un dettaglio spesso dimenticato: i ragazzi ascoltano. Sono coinvolti. Non subiscono la lezione, partecipano.
In un’epoca in cui tutto corre veloce, fermarsi a spiegare il valore dell’impegno, dell’errore e del rispetto è quasi controcorrente. Ma probabilmente è proprio quello che serve.
L’iniziativa coinvolge tecnici che hanno deciso di collaborare, superando logiche di appartenenza a singole società. Un lavoro condiviso che mette al centro il bene dei ragazzi e crea una rete educativa diffusa nel nord Sardegna.
Il campo di Codrongianos diventa così un luogo dove incontrarsi, confrontarsi, imparare. Senza quote di iscrizione, senza selezioni, senza pressioni legate al risultato.
Il progetto guarda anche oltre il territorio. Giovani atleti coinvolti nel progetto educativo internazionale avviato in Senegal. Il progetto promosso dagli allenatori coinvolti nell’iniziativa mira a offrire anche ai giovani del Senegal un percorso educativo attraverso il calcio, valorizzando disciplina, rispetto e spirito di gruppo. Un’esperienza che unisce sport e formazione personale, con l’obiettivo di creare opportunità di crescita e inclusione sociale anche in contesti con minori risorse.
Solo calcio, nel senso più pulito del termine.
Un pallone che rotola. Un gruppo che ascolta. Qualcuno che dedica tempo.
Il calcio, quando è fatto bene, resta una delle scuole più concrete che esistano. Non promette scorciatoie. Ma costruisce fondamenta.
Parità all’esordio di Pattada contro Giorgio Cattaneo per il giovane della Training Sparta Alghero, categoria 75 kg Under 19 (pesi medi / Middleweight). All’angolo uno staff legato alla storica scuola Burruni, riferimento della boxe algherese.
Buon debutto sul ring per Francesco Lai, categoria 75 kg Under 19 (pesi medi / Middleweight), che il 21 marzo 2026 a Pattada ha disputato il suo primo incontro ufficiale, chiudendo con un verdetto di parità contro Giorgio Cattaneo della Boxing Team Maludrottu di Olbia.
L’incontro ha visto affrontarsi due giovani pugili determinati, protagonisti di tre riprese combattute, intense ed equilibrate, nelle quali nessuno dei due si è risparmiato, dando vita a un confronto vero e apprezzato dal pubblico presente.
Francesco Lai rappresenta la Training Sparta Alghero, in collaborazione con la A.S.D. Boxe Torres Mario Muretti. A seguirlo all’angolo i tecnici Raffaele Lai, Marcello Manca e Maurizio Muretti, soddisfatti per la prova offerta all’esordio, che rappresenta un primo passo in un percorso sportivo ancora tutto da costruire.
Nello staff tecnico è presente anche Marcello Manca, pugile con esperienza sia nel dilettantismo che nel professionismo, cresciuto nella storica scuderia legata alla scuola di Salvatore Burruni. Manca è inoltre attuale campione del mondo di Free Boxe, titolo che conferma il valore tecnico di uno staff che unisce esperienza e continuità sportiva.
Il cognome Lai è legato alla tradizione degli sport da combattimento: Francesco è figlio di Raffaele Lai, ex pugile professionista con diverse presenze nella nazionale dilettanti, cresciuto nella storica palestra Burruni, fondata dallo storico campione del mondo algherese Salvatore Burruni, punto di riferimento per intere generazioni di pugili del territorio.
In famiglia la tradizione degli sport da ring è consolidata anche grazie allo zio Franco Lai, ex campione del mondo di Thai Boxe, figura che contribuisce a rafforzare un percorso sportivo radicato nel tempo.
Raffaele Lai è stato uno dei pugili professionisti espressi dalla scuola algherese, con 120 incontri tra i dilettanti e 16 tra i professionisti, e oggi segue all’angolo il figlio Francesco, in una continuità sportiva che mantiene vivo il legame con una tradizione importante della boxe algherese.
Un passaggio tra generazioni che guarda al futuro senza dimenticare la propria storia.