Marcello Manca all’IPIA di Alghero: una mattinata tra studenti e sport

Mercoledì mattina Marcello Manca, campione del mondo di free boxe, è stato ospite dell’IPIA di Alghero. Ha incontrato insegnanti e studenti, si è seduto con loro, ha parlato. Niente palco, niente microfono ufficiale.

L’iniziativa è venuta dalla scuola. Manca ha accettato e si è presentato. Dopo l’incontro ha scritto un messaggio sui social ringraziando l’istituto per l’accoglienza e dicendo che porterà la giornata con sé “con grande affetto”.

Con i ragazzi si è parlato soprattutto di quello che succede prima di una vittoria. Gli allenamenti, le rinunce, i periodi in cui le cose non vanno. Manca ha raccontato anche alcuni passaggi del match mondiale, quelli che i presenti gli hanno chiesto di ripercorrere. I ragazzi hanno fatto domande. L’atmosfera, a quanto si capisce, era abbastanza informale.

Non è la prima volta che un atleta passa nelle scuole della zona. Di solito queste visite durano un’ora, al massimo un’ora e mezza, e poi ognuno torna alla propria giornata. Questa, almeno dalle parole di chi era presente, sembra sia andata bene.

Quando 123 ragazzi portano sul palco le parole: il Concorso “Luca Scognamillo” ad Alghero

Ci sono mattine che non si raccontano facilmente. Non perché manchino le parole, ma perché quelle giuste arrivano dopo.

Al Cinema Miramare di Alghero, giovedì 23 aprile, è successo qualcosa che va oltre una premiazione. C’erano 123 ragazzi. Un palco. E un tempo sospeso, durato quasi tre ore, in cui nessuno aveva fretta di andare via. Non è scontato. Non lo è vedere un’intera sala piena – 375 posti – restare in silenzio, attenta, partecipe. Non lo è, soprattutto, quando i protagonisti sono i ragazzi. Eppure è successo.

Un concorso che negli anni è diventato altro

Il Concorso “Luca Scognamillo” non è più solo un concorso. Negli anni è cresciuto, ha cambiato forma, ha allargato i suoi confini. Sempre più scuole, sempre più studenti. Anche istituti tecnici e professionali, che hanno portato dentro il loro sguardo, il loro modo di sentire. Segno che il bisogno di esprimersi non appartiene a pochi. È qualcosa che attraversa tutti.

L’inizio: quando il silenzio dice tutto

La mattinata si è aperta senza spiegazioni. Un video. Le immagini di Luca. E sotto, una chitarra: quella di Sebastiano Deriu, che ha composto un brano solo per lui. Poi la poesia. “Per i miei versi” recitata da Sofia D’Ambrosio. E subito dopo, qualcosa che non era previsto sulla carta, ma che è rimasto dentro: il monologo di Debora Fermo. Parole scritte da una ragazza che Luca non lo ha mai conosciuto. Eppure lo ha sentito. Ha detto, in modo semplice e vero, che si può conoscere qualcuno anche così: attraverso le sue parole. Ed è stato, forse, uno dei momenti più autentici della mattinata.

Quando le parole trovano un suono

Le poesie non sono rimaste sole. Ad accompagnarle, la musica di Andrea Ibba, che con la sua tastiera Roland ha saputo stare accanto alle parole, senza mai sovrastarle. E intorno, la luce. Quella costruita da Diego Riu, insieme ad Alessandra Adezovic e Ilaria Carta, che hanno dato forma allo spazio, rendendolo parte della narrazione.

Una comunità che si riconosce

Sul palco sono saliti uno dopo l’altro. Con emozione, con timidezza, con orgoglio. Dietro ogni nome, una storia. Dietro ogni lavoro, un tentativo: dire qualcosa di sé. A rendere possibile tutto questo, un lavoro silenzioso ma fondamentale: quello della professoressa Vannina Oggiano, che da anni accompagna con cura l’organizzazione del concorso. E quello della commissione, che ha ascoltato, letto, osservato.

Un luogo che accoglie

Il Cinema Miramare, per il terzo anno, ha aperto le sue porte. E non è solo una questione di spazio – pur importante, visto il numero di presenze – ma di disponibilità, di attenzione, di vicinanza ai ragazzi.  Così come il sostegno del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero, che ha donato ai partecipanti il volume “Gaudì a l’Alguer”. Segni concreti. Che fanno la differenza.

Alla fine, cosa resta Alla fine restano gli applausi, sì. Le foto, i premi, i nomi. Ma non è quello. Resta il silenzio di prima. Quello che ascolta. Resta la sensazione che qualcosa sia passato, da una persona all’altra.

Come succede con le parole vere.

E forse è proprio questo il senso più profondo di tutto: che la poesia non appartiene a chi la scrive. Appartiene a chi la riconosce.

E giovedì, al Cinema Miramare,

123 ragazzi l’hanno riconosciuta.

Alghero, al Miramare la premiazione del Concorso “Luca Scognamillo”

Giovedì 23 aprile la 12ª edizione dell’iniziativa voluta dalla famiglia Scognamillo: nata come concorso di poesia, oggi coinvolge gli studenti delle scuole superiori tra racconto, canzone e arte

Ad Alghero si rinnova un appuntamento che, nel tempo, ha saputo ritagliarsi uno spazio preciso nel mondo della scuola e della cultura cittadina. Giovedì 23 aprile, alle 10.30, al Cinema Miramare, si terrà la premiazione della 12ª edizione del Concorso “Luca Scognamillo”, iniziativa dedicata agli studenti delle scuole superiori e voluta dalla famiglia Scognamillo.

Oggi il concorso comprende poesia, racconto, canzone e arte. Ma all’inizio tutto era partito dalla poesia. Un percorso che negli anni si è allargato, mantenendo però intatto il senso originario: offrire ai ragazzi uno spazio serio in cui esprimersi, mettersi in gioco e dare forma ai propri pensieri.

Non è secondaria, in questo senso, la scelta del Cinema Miramare come sede della premiazione. Una cornice che, come già si è visto nelle precedenti edizioni, consente di accogliere il grande afflusso di giovani che ruota attorno al concorso. Non solo i partecipanti, quindi, ma anche tanti studenti che, pur senza essere in gara con un proprio elaborato, prendono parte all’evento per accompagnare e sostenere i compagni di scuola, trasformando la premiazione in un momento di partecipazione corale tra studenti.

La prima edizione si era svolta nella sala conferenze del liceo classico Manno, con una partecipazione che già allora aveva dato il segno della forza dell’iniziativa. A prendervi parte furono 38 studenti provenienti dallo scientifico “Fermi”, dal liceo classico-linguistico “Manno” e dal liceo artistico “Costantino”.

In quell’occasione, il dirigente scolastico Antonello Colledanchise aveva sottolineato la qualità delle poesie presentate, spiegando come proprio il livello degli elaborati confermasse la buona riuscita del concorso, nato con l’obiettivo di far esprimere i giovani attraverso la poesia, proprio come faceva Luca.

Da quella prima edizione il concorso è cresciuto, si è aperto ad altri linguaggi ed è diventato un appuntamento riconoscibile nel calendario cittadino. Con il tempo si sono ampliate le sezioni e si è allargato anche lo spazio dato ai ragazzi per raccontarsi ed esprimersi.

Le poesie di Luca possono essere lette anche sulla pagina Facebook “Come d’Autunno – Percorso poetico di Luca Scognamillo”, costantemente aggiornata e dedicata alla sua produzione poetica. La pagina è disponibile all’indirizzo facebook.com/comedautunno e continua a raccogliere e condividere i suoi scritti. Un lavoro prezioso, che restituisce la misura di quanto Luca abbia scritto e che consegna alla città di Alghero un patrimonio culturale di cui andare fiera.

L’edizione 2026 è curata dall’Associazione Mill’Anni, in collaborazione con gli istituti superiori “Enrico Fermi” e “Angelo Roth”, con il sostegno del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero.

A fare da filo conduttore resta anche una frase di Luca Scognamillo, riportata nella locandina del concorso: “Ad ogni ragazzo, ad ogni uomo con un sogno che sia quello di fare qualcosa di grande che rimanga per sempre per sé e per il mondo”.

Il concorso continua a offrire ai ragazzi uno spazio vero in cui esprimersi.

La rondine e la quercia, una favola che prende tempo

Al Teatro Civico di Alghero una prima seguita con attenzione e salutata da lunghi applausi

Il Teatro Civico di Alghero ha ospitato la prima de La rondine e la quercia, favola teatrale di Luca Scognamillo, portata in scena attraverso l’adattamento di Marco Nateri e Andreina Uldanck. Uno spettacolo che arriva sul palco con scelte sobrie e rigorose, lasciando parlare la scena e il tempo del racconto.

Non è una favola per bambini, anche se parla la lingua della favola. Racconta di radici e di volo, di attesa e di scelta, di chi resta e di chi parte. Temi essenziali, che sulla scena acquistano peso e silenzio.

La regia e l’impianto scenico, firmati da Marco Nateri, lavorano per sottrazione. La scena resta pulita, mai invasiva, costruita per accompagnare la narrazione senza sovrastarla. Le coreografie di Manolo Perazzi e Valeria Russo dialogano con lo spazio e con i corpi, seguendo un ritmo misurato, fatto più di pause che di slanci.

In scena sono gli stessi Perazzi e Russo, interpreti capaci di tenere la tensione senza forzature, affidandosi a una presenza fisica controllata e coerente con il tono dello spettacolo. A sostenere il racconto contribuiscono le voci misurate e puntuali di Maria Pia Di Meo e Domenico Surace, in dialogo con la scena.

I costumi, curati da Marco Nateri insieme ad Alberto Sinpatron, seguono la linea generale dello spettacolo: essenziali, funzionali, mai decorativi. Le musiche originali di Marco Caredda accompagnano la narrazione con discrezione, senza guidare emotivamente lo spettatore.

La scenografia, realizzata da Roberta Serra Corda con il coinvolgimento della classe 4ªF del Liceo Artistico Fois, aggiunge un ulteriore livello al progetto, intrecciando lavoro artistico e formazione.

La platea del Teatro Civico, praticamente al completo, ha seguito lo spettacolo con attenzione dall’inizio alla fine. Al termine, applausi lunghi e una standing ovation hanno salutato il lavoro della compagnia, restituendo il segno più concreto della serata.

La produzione è di CRID Sardegna, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna.

La rondine e la quercia

La favola di Luca diventa teatro

ALGHERO – La storia nasce da un libriccino trovato in una libreria della città. La favola della Rondine e della Quercia che Luca Scognamillo aveva scritto da ragazzo. Parole semplici, già mature. Marco Nateri le legge quasi per caso. E capisce che non possono restare chiuse lì.

Il CRID Sardegna decide di portarle in scena.
Il debutto è domenica 14 dicembre, alle 18.00, al Teatro Civico di Alghero.

Nateri firma regia e impianto scenico insieme ad Andreina Uldanck.
Manolo Perazzi e Valeria Russo costruiscono la coreografia e la interpretano.
Le voci di Maria Pia di Meo e Domenico Surace accompagnano il racconto con passo leggero.

La favola mette a fuoco due movimenti opposti: la rondine che parte e la quercia che resta. La vita ridotta all’essenziale. Il bisogno di andare. Il bisogno di restare.
Tocca al pubblico riconoscersi da qualche parte.

La scenografia di Roberta Serra Corda, realizzata con la 4ªF del Liceo Artistico Fois, sceglie pochi segni e spazi che respirano. La musica di Marco Caredda tiene insieme i passaggi senza invadere.

E poi c’è Luca.
La sua voce. La sua scrittura. Quella maturità precoce che oggi torna in scena senza effetti, senza nostalgie forzate. Torna perché certe parole chiedono di essere ascoltate. E qui lo fanno: nel gesto, nei silenzi, nei rallentamenti che restano sospesi.

Il pubblico lo sente.
E, quando si spegne la sala, rimane un’eco secca. Le presenze non se ne vanno: cambiano forma. E restano.


RICONOSCIMENTI

Favola d’una rondine e una quercia — Testo di Luca Scognamillo

Adattamento – Marco Nateri, Andreina Uldanck
Regia e impianto scenico – Marco Nateri
Coreografia – Manolo Perazzi, Valeria Russo
Interpreti – Manolo Perazzi, Valeria Russo
Voci – Maria Pia di Meo, Domenico Surace
Costumi – Marco Nateri, Alberto Sinpatron
Musiche – Marco Caredda
Scenografia – Roberta Serra Corda con la classe 4ªF del Liceo Artistico Fois
Produzione – CRID Sardegna
Con il sostegno del MIC e della Regione Autonoma della Sardegna


INFO BIGLIETTI

Biglietto unico: 13 €
Prevendita e informazioni: 340 1846468
Botteghino (14 dicembre): 10:00–13:00 / 15:00–18:00
Luogo: Teatro Civico di Alghero

MARCELLO MANCA ALLA 1B MAT: UNA MATTINATA DI SPORT E VITA REALE

UNA LEZIONE CHE RESTA

Alla 1B MAT si è parlato di sport, ma anche di vita vera. L’incontro con Marcello Manca, algherese, ex pugile professionista e campione del mondo di Free Boxe, ha lasciato il segno tra gli studenti.

All’interno del progetto Sport, salute e benessere, Manca ha portato la sua esperienza di atleta e di uomo, raccontando un percorso fatto di impegno, sacrificio e passione. Il suo intervento ha acceso l’interesse dei ragazzi, che hanno ascoltato, chiesto, riflettuto.

Dietro i titoli e le vittorie, si è vista la consapevolezza di chi ha scelto di restituire qualcosa alla propria comunità. Un campione che, con semplicità e autenticità, ha messo la sua storia al servizio dei giovani, trasformando lo sport in strumento di crescita e di responsabilità.

Per i ragazzi, un’occasione concreta per capire che lo sport non finisce sul ring o in campo, ma continua fuori, nei gesti, nelle scelte, nel modo di affrontare la vita.
Alla fine, applausi convinti, strette di mano e la sensazione diffusa di aver condiviso qualcosa che va oltre la lezione.

Perché quando un campione parla con il cuore, il messaggio resta.

Una canzone per parlare al cielo

Al teatro di Alghero l’omaggio di una figlia al padre cantautore

nella foto Anna Maria Multineddu durante l’esibizione al teatro di Alghero, nella serata dedicata alla canzone d’autore algherese “Pino Piras”.

È andata in scena ieri, domenica 19, al Teatro Civico di Alghero, la serata conclusiva del Festival Mare Llengua, rassegna dedicata alla canzone d’autore nelle lingue minoritarie europee.
Un appuntamento che quest’anno ha riservato un momento speciale alla canzone d’autore algherese intitolato a Pino Piras, simbolo della tradizione musicale cittadina.

Sul palco, tra i protagonisti, Anna Maria Multineddu, figlia del compianto cantautore Pino Multineddu, che ha presentato un brano firmato insieme a Marco Lai e Marco Baroni, autore degli arrangiamenti.
Una canzone nata dal cuore e accolta da un applauso lungo, sincero.

Il brano è un dialogo diretto tra Anna Maria e suo padre, Pino, storico cantautore algherese, quello de El pascarò a una ma.
Non è un ricordo malinconico, ma una conversazione tra due mondi: una figlia che parla con il padre scomparso, raccontandogli ciò che non funziona più quaggiù — nelle persone, nei valori, nel modo di stare al mondo.

Nel testo si toccano temi forti: le guerre, le ingiustizie, e quella macchina che trasforma la sofferenza in guadagno.
E c’è anche lo sguardo rivolto ad Alghero, con la disoccupazione, i giovani che studiano ma non trovano lavoro, le difficoltà quotidiane.

Eppure, in mezzo a tutto questo, la canzone resta luminosa.
C’è sempre una finestra aperta verso la speranza, “verso la Muralla”, la zona storica dei Bastioni algheresi — parte pulsante del centro antico, simbolo di bellezza e di resistenza.
Un raggio di sole che attraversa la musica e prova a tenere insieme ciò che resta.

Nel finale, la voce si fa preghiera: la figlia chiede al padre se può parlare con Dio “per mettere pace in tutto il mondo”.
Un desiderio semplice, sincero, che suona quasi profetico.
Non c’è ancora la pace, ma almeno uno spiraglio sì: una tregua, un ritorno a casa, un respiro.

Il teatro ha capito.
E ha risposto con caloroso e intenso applauso.
Perché certe canzoni non si ascoltano: si sentono dentro.
E da ieri, Alghero ne ha una in più.


Nota

Il brano depositato in SIAE è firmato dai tre autori Marco Lai, Anna Maria Multineddu e Marco Baroni.

La Parrocchia Santa Maria la Palma di Alghero celebra la Natività di Maria: una due giorni di festa, sport e comunità

La Parrocchia di Santa Maria la Palma di Alghero è lieta di annunciare la Festa
Parrocchiale della Natività di Maria, un evento che unisce tradizione religiosa,
intrattenimento per famiglie e momenti di sport, in programma per il 6 e 7 settembre.

Sabato 6 settembre: Fede e Musica

La celebrazione prenderà il via alle ore 10:00 con il primo evento del Mamatita Festival, Circobus, uno spettacolo pensato per grandi e piccini. Nel pomeriggio, alle 18:30, si terrà un momento di profonda spiritualità con la Messa, seguita dalla tradizionale Processione e dalla Benedizione dei Bambini sul sagrato della chiesa. La serata si concluderà in allegria alle ore 21:00 con la Serata Musicale che offrirà l’occasione per stare insieme e festeggiare.

Domenica 7 settembre: Sport e Comunità

La seconda giornata sarà all’insegna dello sport e della condivisione.

Si inizia alle ore 18:00 con il secondo spettacolo del Mamatita Festival: Brigitte et le Petit Bal Perdu.

A partire dalle ore 20:00 avrà luogo la Serata Sportiva. Sarà un momento clou per gli
appassionati di arti marziali, che potranno assistere al Trofeo Boxe Olimpica Luigino
Salis – dedicato a un grande pugile delle nostre borgate – e a un’Esibizione di Kick
Boxing a cura della scuola Real Sport.

Durante la serata, verrà anche presentata la squadra di calcio della borgata: La Palma Sporting Alghero.

La festa sarà accompagnata dalla musica del DJ Francesco Monti e si concluderà con l’Estrazione dei Biglietti Vincenti della Lotteria, offrendo a tutti i partecipanti la possibilità di vincere premi e sostenere le attività dell’Oratorio “Marco 10” in favore dei bambini e dei ragazzi.

L’evento è organizzato dalla Parrocchia Santa Maria la Palma in collaborazione con
Oratorio Interparrocchiale S. Maria la Palma – Villassunta “Marco 10” ANSPI, il Comitato di Borgata di S. Maria La Palma, l’A.S.D. Boxe Torres, la Real Sport, la società sportiva la Palma Sporting Alghero, con il patrocinio del Comune di Alghero e la Fondazione Alghero.
L’organizzazione ringrazia sentitamente le tante persone che hanno collaborato
generosamente alla realizzazione di questo importante evento comunitario.
L’intera comunità è invitata a partecipare a questi due giorni di festa e condivisione, per celebrare la Natività di Maria e rafforzare i legami comunitari.



DA GAZA A SA SEGADA

Dal racconto delle ferite di Gaza al desiderio di pace che nasce anche nelle borgate sarde

Il 21 agosto, nella borgata rurale di Sa Segada, ad Alghero, si terrà un incontro dal forte valore umano e comunitario: la presentazione del libro Sotto il cielo di Gaza, alla presenza degli autori Nandino Capovilla e Betta Tusset.

L’iniziativa, organizzata dalla Parrocchia di N.S. di Loreto e dal Comitato Sa Segada Tanca Farrà, in collaborazione con il gruppo Alghero per Gaza, nasce dalla volontà di offrire un momento di riflessione condivisa sul tema della pace e della dignità umana.

Non è un evento politico.
Non è una presa di posizione ideologica.
È una comunità che sceglie di ascoltare, capire, fare memoria.
Perché la pace non si costruisce nei palazzi, ma nei territori. A partire dalle borgate.


Un libro che raccoglie voci

Sotto il cielo di Gaza è il risultato di una lunga conversazione con un funzionario dell’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari. Un racconto diretto, concreto, che dà voce a chi vive quotidianamente dentro un conflitto troppo spesso ridotto a numeri o titoli di giornale.

Nel libro si intrecciano storie vere, memorie, approfondimenti giuridici e le preghiere di Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme. È un lavoro che invita a comprendere, non a schierarsi. A riflettere, non a giudicare. A riconoscere l’umanità prima di qualsiasi altra cosa.

Gli autori si definiscono “raccoglitori di storie”: hanno ascoltato la voce dell’OCHA, trasformando conversazioni e testimonianze in racconti e riflessioni. Sotto il cielo di Gaza è un invito a non dimenticare i volti delle vittime ridotte a numeri, un richiamo forte a riflettere, pregare e dire la verità, fondamento di ogni pace. Il volume è arricchito da due mappe elaborate dall’OCHA che mostrano, tra 2023 e 2024, i cambiamenti nelle condizioni di accesso e libertà di movimento a Gaza e in Cisgiordania.


I bambini, il futuro che non può aspettare

In ogni guerra ci sono sempre i più fragili. I bambini.
Perdono la scuola, il gioco, quella normalità che dovrebbe essere scontata. Crescono troppo in fretta, con ferite che non si vedono subito ma che restano.

Ed è pensando a loro che anche comunità piccole come le nostre sentono il dovere di fare la propria parte. Non servono grandi proclami, basta un gesto semplice: fermarsi, ascoltare, non girarsi dall’altra parte.

Perché l’infanzia non dovrebbe mai essere rubata, da nessuna parte del mondo. E la pace deve essere qualcosa di più di una semplice idea.


Una borgata che apre le porte

Che l’incontro si tenga a Sa Segada non è un caso. Qui, nelle borgate, la comunità sa ancora riunirsi attorno a valori semplici ma essenziali: l’ascolto, la solidarietà, il prendersi cura.
Accogliere questo libro significa dire che la pace non è lontana né astratta: si costruisce anche qui, nei luoghi che spesso non fanno notizia ma che custodiscono il senso della comunità.


Gli autori

Nandino Capovilla, parroco a Marghera, è da anni impegnato in progetti di inclusione sociale e nel dialogo tra culture e religioni. È stato coordinatore nazionale di Pax Christi e continua a portare avanti iniziative concrete a favore delle persone fragili.
Betta Tusset, coautrice, si occupa da tempo di scrittura sociale, in particolare legata a storie di migrazione, resistenza civile e dignità.


Un invito aperto a tutti

L’incontro è aperto alla cittadinanza. Tutti sono invitati a partecipare.

📅 21 agosto – ore 19.30
📍 Sa Segada – Alghero
📧 algheropergaza@gmail.com
🎟 Ingresso libero

Un gesto piccolo, ma necessario.
Il 21 agosto, a Sa Segada, sarà quel gesto.