Due talenti 2008 in crescita: Galloppi e Gallo approdano all’Usinese calcio

Usini – La USD Usinese Calcio accoglie due nuovi innesti classe 2008 nel proprio settore giovanile: Stefano Galloppi, portiere di Olmedo, e Luca Gallo, difensore di Alghero. I due ragazzi proseguono così il loro percorso calcistico all’interno di una delle società più storiche e strutturate del panorama dilettantistico sardo.

Entrambi arrivano da esperienze significative nei campionati provinciali, dove si sono messi in evidenza con prestazioni solide e continue: campioni provinciali Giovanissimi e secondi classificati nel campionato Allievi.
Galloppi ha chiuso entrambe le stagioni come portiere con il minor numero di gol subiti, dimostrando affidabilità e reattività tra i pali.
Gallo ha confermato di essere un difensore completo: due reti nei Giovanissimi, cinque negli Allievi, a testimonianza della sua efficacia anche in fase offensiva.

Dal punto di vista fisico presentano caratteristiche ideali: 1,83 m per 68 kg, struttura longilinea e ampi margini di crescita. A livello mentale, mostrano già determinazione, serietà e disponibilità al lavoro, elementi fondamentali per inserirsi in un settore giovanile esigente come quello rossoblù, sotto la guida dei mister Casu e Scotto.

“Galloppi e Gallo sono due profili che si completano, hanno potenziale e fame di calcio. L’Usinese sarà il loro campo di crescita, ma anche la loro casa”, ha dichiarato il direttore sportivo Panzali, da sempre attento alla valorizzazione del vivaio.

Il loro inserimento nel settore giovanile dell’Usinese rappresenta un’opportunità concreta per crescere tecnicamente e tatticamente, ma anche per sviluppare mentalità, spirito di squadra e rispetto per il ruolo e per la società.

A garantire continuità e solidità al progetto c’è lo storico presidente Tonino Derosas, figura centrale della società, conosciuto per la sua passione e l’impegno nel valorizzare i giovani talenti del territorio.

Con l’ingresso di Galloppi e Gallo nel vivaio, la USD Usinese conferma ancora una volta la propria attenzione verso il futuro, puntando sulla formazione di calciatori e uomini attraverso un percorso serio e strutturato.

Il silenzio dopo il fischio: Vittorio, l’anima buona del campo”

Alghero, 23 luglio 2025 – Se n’è andato all’improvviso, colpito da un malore, Vittorio Dalerci, figura storica dello sport algherese. Una notizia che ha colpito nel profondo non solo il mondo calcistico, ma l’intera città.

Per anni è stato molto più di un massaggiatore o un dirigente: era un punto fermo, una presenza costante accanto a generazioni di giovani atleti. Sempre disponibile, sempre presente, con quella parola giusta al momento giusto, con quel gesto silenzioso che rassicurava.

Amato da tutti, soprattutto dai più giovani, che in lui vedevano una guida discreta e un amico fidato, Dalerci rappresentava i valori veri dello sport: passione, dedizione, spirito di squadra.

Il suo sorriso, la sua voce calma a bordo campo, la sua mano tesa non saranno dimenticati. Alghero perde oggi non solo un uomo di sport, ma un pezzo autentico della propria anima.

“Ci sono persone che non alzano mai la voce, ma si fanno sentire nel cuore di tutti. Vittorio era una di queste.”
— Fabio Cortese

Alghero d’estate: racconti incrociati tra chi ci vive, chi ci torna e chi ci passa

L’è bella sempre, ma d’estate si veste d’anima.”

Seduti al tavolino in Piazza Sulis, tra una birra fresca e una granita al limone, si chiacchiera dell’Alghero di oggi. Non con nostalgia, né con lamentele — ma con quel misto di orgoglio e sguardo curioso che viene naturale quando si parla di casa. O di un luogo che ti entra sotto pelle anche se non ci sei nato.

Il punto di vista dell’algherese

“A forza di sentirla cantare ai turisti, mi sono ricordato anch’io che Alghero è una parola dolce. La città sta riscoprendo le sue radici catalane, il suo dialetto, la sua identità. C’è fermento culturale: concerti, mostre, serate in piazza, festival. A volte mancano le strutture, altre volte mancano le informazioni. Ma chi cerca trova. E chi ama, costruisce.”

Il turista con il cuore in città

“Vengo qui ogni estate da più di dieci anni. Vedo che qualcosa cambia sempre: nuove attività, qualche evento in più, qualche angolo risistemato. L’atmosfera però resta quella: accogliente, vera, con quella luce che non si trova altrove. Vorrei solo che si comunicasse meglio tutto quello che c’è. Perché c’è tantissimo, ma spesso lo scopri per caso. E oggi, con i social, il passaparola digitale vale quanto le guide turistiche di una volta.”

Il turista di passaggio

“Sono arrivato ieri. Ho camminato lungo i bastioni, ho mangiato una paella guardando il tramonto. Mi ha colpito il contrasto: storia viva da una parte, movida giovane dall’altra. C’è vita. C’è calore. Forse non è tutto perfetto, ma chi se ne frega? Qui ci si sente ospiti veri, non clienti da spennare. E per me, questo conta più di tutto.”

Chi guarda Alghero da lontano

“Seguo le pagine locali su Instagram, Facebook, perfino TikTok. Ho visto che c’è un torneo di calcetto giovanile, una rassegna teatrale in lingua algherese, artisti che espongono in cantine trasformate in gallerie. Il turismo lento, quello vero, qui trova spazio. Magari non si vede nei grandi numeri, ma si sente nei dettagli. E questo è ciò che rende Alghero diversa da tutto.”


Sport, cultura, spettacolo, turismo: il cuore pulsa

Alghero non è una cartolina: è una città che si muove. Lo sport si vede nei campetti pieni di ragazzi anche col sole a picco, nei tornei estivi, nelle passeggiate in bicicletta lungo il lungomare. La cultura si respira nei vicoli, nelle librerie indipendenti, nei cori che si esercitano in chiesa, nelle poesie in algherese recitate al tramonto.

Il turismo è presente, certo. A volte affolla, a volte risveglia. Ma quando è fatto di ascolto e rispetto, diventa un motore gentile, non un’invasione. C’è chi sogna un turismo più organizzato, chi uno più autentico. La verità? Forse serve un po’ di entrambi.

E lo spettacolo… beh, quello è ovunque: nelle chitarre sotto l’arco, nei balli in spiaggia, nei tramonti da applauso sui bastioni.


Un brindisi al territorio

Alghero è come una persona che conosci da una vita ma che ogni tanto ti sorprende. E se ci fermiamo un attimo a guardarla con occhi puliti — non da tecnici, non da politici, non da critici — ma da persone vere, ci accorgiamo che c’è tanta bellezza da raccontare. Basta sedersi, ascoltare, condividere. Magari proprio come in questa chiacchierata al bar.

E allora sì: brindiamo a ciò che c’è, a ciò che manca, e a tutto ciò che può ancora fiorire. Perché Alghero, anche quando sembra ferma, respira sempre.


✒️ A cura di Fabio Cortese
Per La Veu – La voce del territorio