DA GAZA A SA SEGADA

Dal racconto delle ferite di Gaza al desiderio di pace che nasce anche nelle borgate sarde

Il 21 agosto, nella borgata rurale di Sa Segada, ad Alghero, si terrà un incontro dal forte valore umano e comunitario: la presentazione del libro Sotto il cielo di Gaza, alla presenza degli autori Nandino Capovilla e Betta Tusset.

L’iniziativa, organizzata dalla Parrocchia di N.S. di Loreto e dal Comitato Sa Segada Tanca Farrà, in collaborazione con il gruppo Alghero per Gaza, nasce dalla volontà di offrire un momento di riflessione condivisa sul tema della pace e della dignità umana.

Non è un evento politico.
Non è una presa di posizione ideologica.
È una comunità che sceglie di ascoltare, capire, fare memoria.
Perché la pace non si costruisce nei palazzi, ma nei territori. A partire dalle borgate.


Un libro che raccoglie voci

Sotto il cielo di Gaza è il risultato di una lunga conversazione con un funzionario dell’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari. Un racconto diretto, concreto, che dà voce a chi vive quotidianamente dentro un conflitto troppo spesso ridotto a numeri o titoli di giornale.

Nel libro si intrecciano storie vere, memorie, approfondimenti giuridici e le preghiere di Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme. È un lavoro che invita a comprendere, non a schierarsi. A riflettere, non a giudicare. A riconoscere l’umanità prima di qualsiasi altra cosa.

Gli autori si definiscono “raccoglitori di storie”: hanno ascoltato la voce dell’OCHA, trasformando conversazioni e testimonianze in racconti e riflessioni. Sotto il cielo di Gaza è un invito a non dimenticare i volti delle vittime ridotte a numeri, un richiamo forte a riflettere, pregare e dire la verità, fondamento di ogni pace. Il volume è arricchito da due mappe elaborate dall’OCHA che mostrano, tra 2023 e 2024, i cambiamenti nelle condizioni di accesso e libertà di movimento a Gaza e in Cisgiordania.


I bambini, il futuro che non può aspettare

In ogni guerra ci sono sempre i più fragili. I bambini.
Perdono la scuola, il gioco, quella normalità che dovrebbe essere scontata. Crescono troppo in fretta, con ferite che non si vedono subito ma che restano.

Ed è pensando a loro che anche comunità piccole come le nostre sentono il dovere di fare la propria parte. Non servono grandi proclami, basta un gesto semplice: fermarsi, ascoltare, non girarsi dall’altra parte.

Perché l’infanzia non dovrebbe mai essere rubata, da nessuna parte del mondo. E la pace deve essere qualcosa di più di una semplice idea.


Una borgata che apre le porte

Che l’incontro si tenga a Sa Segada non è un caso. Qui, nelle borgate, la comunità sa ancora riunirsi attorno a valori semplici ma essenziali: l’ascolto, la solidarietà, il prendersi cura.
Accogliere questo libro significa dire che la pace non è lontana né astratta: si costruisce anche qui, nei luoghi che spesso non fanno notizia ma che custodiscono il senso della comunità.


Gli autori

Nandino Capovilla, parroco a Marghera, è da anni impegnato in progetti di inclusione sociale e nel dialogo tra culture e religioni. È stato coordinatore nazionale di Pax Christi e continua a portare avanti iniziative concrete a favore delle persone fragili.
Betta Tusset, coautrice, si occupa da tempo di scrittura sociale, in particolare legata a storie di migrazione, resistenza civile e dignità.


Un invito aperto a tutti

L’incontro è aperto alla cittadinanza. Tutti sono invitati a partecipare.

📅 21 agosto – ore 19.30
📍 Sa Segada – Alghero
📧 algheropergaza@gmail.com
🎟 Ingresso libero

Un gesto piccolo, ma necessario.
Il 21 agosto, a Sa Segada, sarà quel gesto.

Marco Lai, l’Algherese che trasforma la vita in musica

Marco Domenico Lai è nato e cresciuto ad Alghero. Una città che porta sempre con sé, ovunque vada. La sua vita è un intreccio tra due mondi: quello dell’Arma, dove ha servito fino al grado di brigadiere capo, e quello della musica, che per lui è un canale diretto per raccontare storie vere.

La musica come memoria e testimonianza

Il brano che più lo rappresenta è Mister (An Nassirya), scritto dopo la strage del 12 novembre 2003 in Iraq, dove persero la vita militari e civili italiani. Non è solo una canzone: è un tributo a chi non è tornato, un pezzo di vita vissuto sul campo.

Negli anni Lai ha continuato a dare voce a storie forti, come Safa’, ispirata a una bambina incontrata in missione.

Eventi e solidarietà

Lai ha calcato palchi importanti: Teatro Sistina di Roma, Gran Galà della Croce Rossa su Rai 1, Teatro Carani di Sassuolo.
Proprio qui, nel 2009, organizzò il gala “Water for Children” in favore dell’associazione Africa nel Cuore. Una serata con Nek, Katia Ricciarelli, Alberto Bertoli, Marco Baroni e tanti altri artisti, che unì musica e solidarietà per raccogliere fondi destinati alla costruzione di un pozzo a Rumuruti, in Kenya.

Collaborazioni artistiche

Negli ultimi anni ha stretto un legame musicale con Lucia Budroni, cantante e insegnante di yoga di Oschiri. Insieme, con Marco Baroni, hanno realizzato La mia meraviglia, accompagnata da un videoclip girato tra Porto San Paolo e Tula, diretto da Gianni Langiu. Un lavoro che unisce due voci e una terra comune: la Sardegna.

La canzone per Saman Abbas

Nel 2021 Lai era in servizio come addetto ai rilievi tecnico-scientifici durante le indagini sul femminicidio di Saman Abbas a Novellara.
Da quell’esperienza, vissuta in prima linea, è nato il brano Tra le rondini è il gelo, scritto con Marco Baroni. Una canzone che parla di libertà negata e speranza, con versi come “Ora sei rinata davvero”.

Novità in algherese con Franca Pinna

L’ultima tappa del percorso artistico di Lai è la collaborazione con Franca Pinna, una delle voci più autorevoli del folk sardo, per un brano in lingua algherese (Il videoclip ufficiale è disponibile su YouTube: guarda qui). Un omaggio alla città e alle sue radici, che segna anche l’inizio di un nuovo capitolo musicale.

Tra le rondini e il cielo

Astrella – “Estreglia”

La mia meraviglia

Campo sportivo “Mariotti” – Proroga termini e modifica modalità di utilizzo

Si comunica che, con rettifica al bando pubblico, il termine per la presentazione delle domande di utilizzo del campo sportivo “Mariotti” è prorogato al 18 agosto 2025.

L’impianto sarà disponibile nel periodo 18 agosto 2025 – 30 giugno 2026 per lo svolgimento esclusivo di sedute di allenamento, senza accesso al pubblico.

Modalità di utilizzo

  • L’impianto è riservato alla disciplina calcistica.
  • È consentita una sola seduta nella prima fascia pomeridiana, fino a un massimo di tre giornate settimanali per ciascun soggetto assegnatario.
  • Non è previsto l’uso dell’illuminazione artificiale; pertanto, non saranno autorizzati allenamenti in orario serale.
  • È fissato un limite massimo di due turni settimanali per ogni società sportiva.

Criteri di assegnazione
L’assegnazione degli spazi avverrà mediante graduatoria formata sulla base dei seguenti punteggi:

  • Numero di iscritti o atleti tesserati: fino a 40 punti;
  • Presenza di sezioni affiliate alla Federazione Sport per Disabili: 20 punti;
  • Categoria del campionato: Promozione (30 punti), Prima Categoria (24 punti), Seconda Categoria (18 punti), altre categorie (6 punti);
  • Presenza nello staff tecnico di almeno un laureato in Scienze motorie: 10 punti.

È garantito un minimo di una seduta settimanale per ciascuna società, con possibilità di assegnazione fino a un massimo di due sedute, in funzione del punteggio conseguito.

Capo Caccia e musica

La strada si arrampica, la roccia da una parte, il vuoto dall’altra. Poi il faro e il mare che ti si spalanca.
Il video ti prende prima ancora di dire qualcosa.

Sotto ci sono le Grotte di Nettuno. Ci arrivi in battello da Alghero o scendendo i gradini della scala del Cabirol, centinaia, uno dopo l’altro. Dentro, stalattiti e stalagmiti che ti fanno guardare in alto e in basso senza sosta.

C’è anche la Grotta Verde. Meno conosciuta, più difficile da raggiungere. L’acqua cambia colore con la luce: dal turchese al verde scuro. Qui, migliaia di anni fa, entravano uomini del Neolitico. Hanno lasciato ceramiche, graffiti, ossa. Resti di riti e sepolture che oggi stanno al Museo Sanna di Sassari.

Dal belvedere vedi Foradada, un arco di roccia in mezzo al mare. Poi la baia di Porto Conte: grande, riparata, piatta come uno specchio. Negli anni Trenta e Quaranta qui c’era un idroscalo dell’aviazione, civile e militare. Gli edifici ci sono ancora, nascosti nella vegetazione.

Chi arriva parcheggia e fa due foto. Qualcuno resta, seduto sul muretto a guardare. Nessuno sembra di fretta.
Da quel muretto, dall’altra parte della baia, si vede Punta Giglio.
Ma questa è un’altra storia, e la racconteremo un’altra volta.

Musica e immagini, senza parole

Un regalo della redazione di Algherolive.it

Alghero al tramonto. Uno scatto che ci riguarda.

Tutto nasce da una foto

Ieri sera fa, su Facebook, mi è comparsa una foto. Tramonto su Alghero, 5 agosto 2025.

Lo scatto è semplice: la cupola di San Michele, il profilo dell’Alguer Vella, Capo Caccia in fondo, cielo carico. Niente di nuovo, ma l’immagine colpisce. Non per l’estetica. Perché mostra un posto che conosciamo, e che ci rappresenta.

Ho contattato l’autore. Ci ha dato l’ok a pubblicarla su La Veu. E da lì è nata questa riflessione.

Alghero è un incrocio

Non è una città qualsiasi. Qui si mescolano cose diverse, e si vede: sardo e catalano, vecchio e nuovo, pietra e mare. Niente linea dritta. Un equilibrio un po’ storto, ma vero.

Ogni volta che qualcuno la fotografa — soprattutto al tramonto — non sta facendo solo una foto. Sta dicendo: “Guarda dove siamo.” E anche chi ci vive da anni, certe volte, ci si ritrova dentro.

Quella foto, nello specifico

Primo piano: l’Alguer Vella, con i tetti stretti tra loro. Fondo: Capo Caccia che chiude l’orizzonte. Sopra: cielo pieno, arancio che sfuma nel blu. Zero filtri.

Non è solo una bella immagine. Dentro c’è un pezzo di identità, visiva e concreta.

Il turismo che resta

Chi arriva ad Alghero lo fa per il mare, per il cibo. Ma chi torna, lo fa per l’atmosfera.

Stare fermi a guardare il tramonto con gli altri, senza dire niente, è un’esperienza che resta. Oggi la chiamano “turismo lento” o “esperienziale”. Ma è semplicemente vivere un posto con attenzione, senza rumore.

Perché vale la pena parlarne

Una foto così non è solo da postare.

– Mostra il territorio com’è.

– Parla senza bisogno di slogan.

– Aiuta a riconoscersi.

Ed è quello che vuole fare La Veu: dare spazio a sguardi autentici, farli circolare, farli diventare racconto.

Tramonto su Alghero, 5 agosto 2025 – pubblicata con autorizzazione dell’autore.

Una voce dal territorio. Nessuna frase fatta, solo quello che c’è. La Veu serve a questo: far girare cose vere.

Hai uno scatto che racconta? Mandalo. Se parla chiaro, lo pubblichiamo.

Sa Segada – Il presente in bianco e nero

Di fronte al tempo che passa, ci sono luoghi che sembrano dissolversi nel silenzio. Ma Sa Segada non scompare: resta. Parla. Con voce sommessa, ma presente. Una voce che ha ancora qualcosa da dire.

Il cuore della comunità: la fede che resiste

Nella piazza centrale, la chiesa di Nostra Signora di Loreto è chiusa da anni. Le crepe nei muri sono diventate parte del paesaggio, come se il tempo avesse inciso la sua firma sull’intonaco. Ma se la struttura è inagibile, lo spirito della comunità è più saldo che mai. Le funzioni religiose, i funerali, i momenti più solenni e intimi si celebrano in una sala raccolta, accanto al bar, che un tempo ospitava le attività della Pro Loco. È lì che la borgata si ritrova, in una sacralità fatta di semplicità, rispetto, necessità. Il parroco, don Lorenzo, continua a esserci, senza clamore. Come un guardiano silenzioso che conosce il valore delle piccole fedeltà.

ex ritrovo ora adibito per la messa

Il bar di Patrizia: più di un locale, una comunità

C’è un luogo, a Sa Segada, che non ha mai smesso di essere vivo. Il Bar dello Sport. Lo gestisce Patrizia, con una presenza che non ha bisogno di scenografie. È lì, ogni giorno, come una pagina che si riapre all’alba. Patrizia è originaria della borgata, e nel suo locale non si entra solo per un caffè. Ci si va per parlare, per scambiare un saluto, per sentirsi meno soli. Il bar è un presidio umano, un punto di riferimento che ha resistito alle chiusure, agli inverni lunghi, ai cambiamenti. Accanto al bar un tempo si giocava a bocce, si correva sul campo di calcetto, si tifava, si festeggiava. E anche se oggi quei rumori si sono attenuati, il calore che attraversa quel piccolo spazio racconta una vitalità che non si è spenta. Patrizia è, senza volerlo, la custode di un’intera stagione della borgata. E continua a esserlo, ogni volta che apre la porta, ogni volta che ascolta.

storico campo di bocce di Sa Segada

Il Comitato di Borgata: la memoria in azione

Se il bar è il cuore pulsante, il Comitato di Borgata di Sa Segada – Tanca Farrà è la memoria che cammina. La sua sede si trova nell’ex scuola elementare: un edificio che da tempo ha smesso di accogliere bambini, ma che ha ritrovato nuova vita grazie ad attività culturali, ricreative e sociali. Sotto la guida del presidente Antonio Zidda, il Comitato non si limita a organizzare eventi: raccoglie storie, tiene insieme le generazioni, costruisce legami. La Festa della Fragola, ogni primavera, è molto più di una sagra: è un rito collettivo. Famiglie, visitatori, bambini, anziani – tutti tornano per condividere un’atmosfera che ha il sapore genuino dell’identità. È anche grazie a questo impegno costante che Sa Segada continua a sentirsi una comunità, e non soltanto un punto sulla mappa.

I servizi perduti: una piazza che cerca risposte

Ci sono segni che parlano più delle parole. L’ex ambulatorio medico. L’ex ufficio postale. Lo spaccio alimentare di Onelio e Raffelina, un tempo presidio quotidiano e affettivo. E la scuola elementare, oggi diventata sede del Comitato di Borgata. Un pezzo alla volta, molti servizi sono andati via. Ma non tutto è perduto. La scuola materna è ancora attiva, grazie al servizio comunale che garantisce il trasporto con un’assistente a bordo del pulmino. È una piccola cosa, ma è anche un segno concreto di attenzione. Un filo sottile che lega i bambini al territorio, e quindi al futuro.

Sport e identità: gli impianti dimenticati

Chi ricorda Sa Segada negli anni Ottanta e Novanta, la ricorda anche per il suo spirito sportivo. I campi di bocce, tra i più frequentati dell’agro. Il campo di calcetto, teatro di serate vivaci, grida gioiose, sfide appassionate. Il campo sportivo, ancora lì, ma spesso usato come parcheggio. Sono spazi che hanno plasmato un’identità collettiva, e che oggi meritano una nuova possibilità. Potrebbero essere centri per giovani, luoghi di benessere e incontro. Invece, per ora, restano sospesi. Come in attesa di un nuovo fischio d’inizio.

il campo sportivo

Il paradosso dello sviluppo: attraversata ma invisibile

La posizione di Sa Segada è strategica. L’aeroporto “Riviera del Corallo” sorge nel suo territorio. La nuova linea ferroviaria a idrogeno e la futura arteria stradale veloce passeranno proprio da qui. Tutto intorno corre veloce. Eppure, il rischio è che Sa Segada venga attraversata ma non vissuta, inclusa ma dimenticata. La modernità avanza, ma senza toccare il cuore delle persone che abitano queste borgate. È il paradosso del progresso: passare ovunque, tranne dove serve fermarsi davvero.

Foto: Michiel1972 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

La voce che non smette

Sa Segada non ha megafoni. Ma ha memoria. Ha volti, storie, abitudini. Ha luoghi che resistono e persone che non mollano. È una comunità che non si lamenta: semina. Non urla: attende. Non dimentica: trasmette.

La sua voce è fatta di silenzi che chiedono ascolto. Di finestre ancora aperte. Di bambini che salgono sul pulmino la mattina. Di Patrizia che accende la macchina del caffè. Di un parroco che celebra Messa in una sala adattata. Di un campo sportivo che aspetta solo un pallone. Di una chiesa che attende di rinascere, come tutto il resto.

“Una chiesa in attesa. Una comunità che non ha mai smesso di crederci.”

Luglio 2025: il successo diffuso di Alghero e territorio

Luglio 2025 si è chiuso con risultati incoraggianti e conferma Alghero e il suo comprensorio – da Fertilia a Maristella, da Sa Segada a Santa Maria La Palma, fino alla Piana di Porto Conte – come una delle realtà più dinamiche dell’estate sarda.

Musica, cultura e intrattenimento distribuiti

Il fulcro del successo è stato un calendario ricco e ben calibrato. I concerti live all’Anfiteatro Ivan Graziani di Maria Pia (Loredana Bertè il 26 e Edoardo Bennato il 27 luglio) hanno registrato il tutto esaurito grazie a una promozione attenta e a un pubblico variegato.

Festival come JazzAlguer, Melos e Corpi in Movimento hanno valorizzato strutture come Lo Quarter, il Chiostro di San Francesco e il Nuraghe Palmavera, offrendo una proposta culturale di alto livello, perfettamente integrata nel contesto ambientale e storico.

Eventi identitari e di gusto

La rassegna Birralguer ha portato musica, street food e birre artigianali sulle banchine del porto, mentre Akènta Day e Alguer Wine Week hanno promosso le eccellenze enogastronomiche locali mescolando tradizione popolare e sapore identitario.

Gran Prix Corallo: Fertilia protagonista

Il Grand Prix Corallo, condotto da Claudio Lippi e dal giornalista Nicola Nieddu, si è svolto il 5 luglio in Piazza San Marco a Fertilia, trasformando la borgata in un palcoscenico nazionale: ospiti illustri, premi assegnati a figure del cinema, musica, giornalismo, scienza e sport, il tutto con una cornice scenografica che unisce cultura e territorio. La location razionalista della borgata, affacciata sulla Rada, ha valorizzato l’identità dell’intero comprensorio Facebook+11Alghero Turismo+11AlgheroLive+11Alghero Eco+2Centro Commerciale Naturale di Fertilia+2Wikipedia+2.

Premiati: Gavino Sanna, Anna Mazzamauro, Silvia Mezzanotte, Alice Maselli, Tommaso Ghidini, Sabina Stilo, Veronica Voto, Lorenzo Santamaria, più riconoscimenti speciali come il progetto FC Alghero Special “Vanni Sanna” AlgheroLive+5Alghero Turismo+5Grand Prix Corallo+5. Gli ospiti musicali, come il soul di Ronnie Jones e il tributo algherese di Aurora Bassu, hanno impreziosito la serata Sky TG24+4Alghero Turismo+4Alghero Eco+4.

Offerta territoriale ben bilanciata

La programmazione si è estesa oltre Alghero città: le frazioni di Maristella, Guardia Grande, Sa Segada e Santa Maria La Palma hanno ospitato sagre, eventi culturali e serate a tema, contribuendo a un’assimilazione integrata del territorio. Anche il Parco di Porto Conte ha beneficiato dell’attenzione con iniziative legate all’ambiente e al turismo outdoor.

Strategia comunicativa e risultati

L’insieme degli eventi ha favorito un turismo strutturato, capace di offrire proposte per differenti target: famiglie, giovani, viaggiatori enogastronomici, amanti della cultura e della natura. La comunicazione coordinata ha veicolato messaggi efficaci, favorendo la diffusione degli eventi su più media e migliorando l’accessibilità dell’offerta anche fuori dal centro storico.

Prospettive per agosto

  • Nuovi appuntamenti musicali all’Anfiteatro Ivan Graziani e spettacoli decisamente capitali.
  • Sagre, feste di borgata e mercatini serali tra le frazioni: promozione delle produzioni tipiche e intrattenimento popolare.
  • Escursioni notturne e attività nel Parco Porto Conte, con percorsi naturalistici e visite guidate.
  • Eventi culturali e mostre artistiche diffuse anche in zone come Maristella, Fertilia e Santa Maria La Palma.

L’estate 2025 ha dimostrato che un modello turistico integrato – basato su eventi di qualità, distribuzione territoriale e un’efficace comunicazione – produce risultati tangibili in termini di coinvolgimento, immagine e crescita economica. Agosto si presenta come il banco di prova della massima espansione. E settembre, se proseguirà su questa strada, segnerà l’ingresso in una stagione turistica matura e fidelizzata.

SANTA MARIA LA PALMA, VIA AI LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DEL CAMPO SPORTIVO

Il presidente del Comitato di Borgata Amabile Simbula: “Un’infrastruttura importante per i giovani e per tutta la comunità”

Sono iniziati i lavori di riqualificazione del campo sportivo di Santa Maria La Palma, struttura di riferimento per l’attività calcistica e giovanile della borgata. L’intervento, promosso e gestito dall’Amministrazione Comunale, prevede una serie di operazioni suddivise in due lotti.

A fare il punto della situazione è Amabile Simbula, presidente del Comitato di Borgata, che segue da vicino l’evoluzione del cantiere.

Presidente Simbula, cosa prevede il primo lotto?

«Il primo lotto ha riguardato la demolizione della recinzione perimetrale, dei pali parabolici, dei vecchi pali di illuminazione e il ripristino della parete di contenimento sul lato est. Si tratta di un’opera necessaria, che elimina strutture ormai obsolete e prepara il terreno per la fase successiva.»

Quali interventi sono previsti nel secondo lotto?

«Il secondo lotto prevede la ricostruzione dell’intera recinzione, l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione, la sostituzione del manto con erba sintetica di ultima generazione e l’inserimento di un impianto idrico a servizio della struttura. Un progetto completo, che punta a restituire alla borgata un impianto moderno, funzionale e sicuro.»

Quanto è sentito, da parte della cittadinanza, questo intervento?

«È un tema molto sentito. Il campo è stato per anni un punto di aggregazione e formazione per i ragazzi della borgata. Vederlo in disuso è stato un dispiacere per tutti. Oggi c’è attenzione e interesse per i lavori, con l’auspicio che vengano completati nei tempi previsti.»

Nel frattempo, dove si allena la squadra locale?

«Grazie alla disponibilità dell’Alghero, la società La Palma ha trovato ospitalità presso il campo sportivo Pino Cuccureddu. Allenamenti e gare casalinghe si svolgono lì, con grande spirito di collaborazione da parte di tutte le parti coinvolte.»

Ci sono già obiettivi temporali per il completamento?

«L’auspicio condiviso è quello di inaugurare la nuova struttura prima dell’inizio della seconda parte della stagione sportiva. Sarebbe importante poter rientrare in tempi utili, restituendo ai ragazzi e alla comunità un impianto all’altezza delle necessità.»


La riqualificazione del campo di Santa Maria La Palma rappresenta un esempio concreto di come, attraverso la collaborazione tra amministrazione, realtà sportive e comitati locali, sia possibile ottenere risultati tangibili. In campo, come nei progetti, è la sinergia a fare la differenza.

Due talenti 2008 in crescita: Galloppi e Gallo approdano all’Usinese calcio

Usini – La USD Usinese Calcio accoglie due nuovi innesti classe 2008 nel proprio settore giovanile: Stefano Galloppi, portiere di Olmedo, e Luca Gallo, difensore di Alghero. I due ragazzi proseguono così il loro percorso calcistico all’interno di una delle società più storiche e strutturate del panorama dilettantistico sardo.

Entrambi arrivano da esperienze significative nei campionati provinciali, dove si sono messi in evidenza con prestazioni solide e continue: campioni provinciali Giovanissimi e secondi classificati nel campionato Allievi.
Galloppi ha chiuso entrambe le stagioni come portiere con il minor numero di gol subiti, dimostrando affidabilità e reattività tra i pali.
Gallo ha confermato di essere un difensore completo: due reti nei Giovanissimi, cinque negli Allievi, a testimonianza della sua efficacia anche in fase offensiva.

Dal punto di vista fisico presentano caratteristiche ideali: 1,83 m per 68 kg, struttura longilinea e ampi margini di crescita. A livello mentale, mostrano già determinazione, serietà e disponibilità al lavoro, elementi fondamentali per inserirsi in un settore giovanile esigente come quello rossoblù, sotto la guida dei mister Casu e Scotto.

“Galloppi e Gallo sono due profili che si completano, hanno potenziale e fame di calcio. L’Usinese sarà il loro campo di crescita, ma anche la loro casa”, ha dichiarato il direttore sportivo Panzali, da sempre attento alla valorizzazione del vivaio.

Il loro inserimento nel settore giovanile dell’Usinese rappresenta un’opportunità concreta per crescere tecnicamente e tatticamente, ma anche per sviluppare mentalità, spirito di squadra e rispetto per il ruolo e per la società.

A garantire continuità e solidità al progetto c’è lo storico presidente Tonino Derosas, figura centrale della società, conosciuto per la sua passione e l’impegno nel valorizzare i giovani talenti del territorio.

Con l’ingresso di Galloppi e Gallo nel vivaio, la USD Usinese conferma ancora una volta la propria attenzione verso il futuro, puntando sulla formazione di calciatori e uomini attraverso un percorso serio e strutturato.

Il silenzio dopo il fischio: Vittorio, l’anima buona del campo”

Alghero, 23 luglio 2025 – Se n’è andato all’improvviso, colpito da un malore, Vittorio Dalerci, figura storica dello sport algherese. Una notizia che ha colpito nel profondo non solo il mondo calcistico, ma l’intera città.

Per anni è stato molto più di un massaggiatore o un dirigente: era un punto fermo, una presenza costante accanto a generazioni di giovani atleti. Sempre disponibile, sempre presente, con quella parola giusta al momento giusto, con quel gesto silenzioso che rassicurava.

Amato da tutti, soprattutto dai più giovani, che in lui vedevano una guida discreta e un amico fidato, Dalerci rappresentava i valori veri dello sport: passione, dedizione, spirito di squadra.

Il suo sorriso, la sua voce calma a bordo campo, la sua mano tesa non saranno dimenticati. Alghero perde oggi non solo un uomo di sport, ma un pezzo autentico della propria anima.

“Ci sono persone che non alzano mai la voce, ma si fanno sentire nel cuore di tutti. Vittorio era una di queste.”
— Fabio Cortese