Arte e sport si incontrano alla Torre di Sulis: Carlo Ibba dedica un’opera al campione mondiale Marcello Manca

C’è anche un omaggio molto algherese tra le opere che da oggi, 15 settembre, e fino al 24 settembre, trovano spazio all’interno della Torre di Sulis.

Nella suggestiva cornice dell’Esperó Reial, il pittore algherese Carlo Ibba Sannia Nieddu, conosciuto come Gibò, presenta la sua personale “Omaggio a Caravaggio”, un percorso pittorico che guarda al grande maestro italiano attraverso la sensibilità e il linguaggio figurativo dell’artista algherese.

Una mostra che nasce nel segno dell’arte ma che, quasi naturalmente, finisce per incontrare anche lo sport e una storia profondamente legata alla città.

Tra le opere esposte, infatti, Carlo Ibba ha voluto riservare un omaggio speciale a Marcello Manca, realizzando un quadro dedicato al pugile algherese e ai prestigiosi risultati raggiunti nella Free Boxe.

Manca ha conquistato per la prima volta il titolo mondiale nel 2025 e nel luglio scorso si è confermato sul tetto del mondo, conquistando per la seconda volta la corona iridata. Un risultato che poche settimane fa gli è valso anche il riconoscimento della città, con l’incontro a Porta Terra con il sindaco Raimondo Cacciotto.

Ora quel percorso sportivo entra, in una forma completamente diversa, dentro una delle torri simbolo di Alghero.

È proprio questo incontro a rendere particolare l’omaggio: il gesto atletico lascia il ring e diventa pittura. Due linguaggi lontani solo in apparenza, perché dietro entrambi ci sono tecnica, disciplina, sacrificio e una forte componente personale.

Marcello Manca ha accolto la dedica con emozione:

«Sono davvero onorato di essere stato invitato alla mostra. Oltre a un’esposizione di opere straordinarie, il pittore ha pensato anche a un bellissimo omaggio speciale a me dedicato. È un gesto che mi riempie di orgoglio».

E il quadro?

La Veu ha scelto di non mostrarlo.

Non per dimenticanza, naturalmente. È lo stesso artista ad aver suggerito di conservare la sorpresa, lasciando a chi entrerà nella Torre il piacere di scoprirlo dal vivo. Una scelta che condividiamo volentieri: nell’epoca in cui tutto viene fotografato e mostrato immediatamente, qualche volta vale ancora la pena lasciare spazio alla curiosità.

La personale di Carlo Ibba è promossa con il Comitato Area San Paolo-Scaletta, con il sostegno della Fondazione Alghero e del Comune di Alghero. Ad accompagnare l’iniziativa è previsto anche un momento musicale con Francesco Scognamillo e Raimondo Dore.

“Omaggio a Caravaggio” sarà visitabile alla Torre di Sulis dal 15 al 24 settembre.

Per vedere l’opera dedicata a Marcello Manca, dunque, niente anticipazioni.

Bisognerà varcare la porta della Torre.

Quando 123 ragazzi portano sul palco le parole: il Concorso “Luca Scognamillo” ad Alghero

Ci sono mattine che non si raccontano facilmente. Non perché manchino le parole, ma perché quelle giuste arrivano dopo.

Al Cinema Miramare di Alghero, giovedì 23 aprile, è successo qualcosa che va oltre una premiazione. C’erano 123 ragazzi. Un palco. E un tempo sospeso, durato quasi tre ore, in cui nessuno aveva fretta di andare via. Non è scontato. Non lo è vedere un’intera sala piena – 375 posti – restare in silenzio, attenta, partecipe. Non lo è, soprattutto, quando i protagonisti sono i ragazzi. Eppure è successo.

Un concorso che negli anni è diventato altro

Il Concorso “Luca Scognamillo” non è più solo un concorso. Negli anni è cresciuto, ha cambiato forma, ha allargato i suoi confini. Sempre più scuole, sempre più studenti. Anche istituti tecnici e professionali, che hanno portato dentro il loro sguardo, il loro modo di sentire. Segno che il bisogno di esprimersi non appartiene a pochi. È qualcosa che attraversa tutti.

L’inizio: quando il silenzio dice tutto

La mattinata si è aperta senza spiegazioni. Un video. Le immagini di Luca. E sotto, una chitarra: quella di Sebastiano Deriu, che ha composto un brano solo per lui. Poi la poesia. “Per i miei versi” recitata da Sofia D’Ambrosio. E subito dopo, qualcosa che non era previsto sulla carta, ma che è rimasto dentro: il monologo di Debora Fermo. Parole scritte da una ragazza che Luca non lo ha mai conosciuto. Eppure lo ha sentito. Ha detto, in modo semplice e vero, che si può conoscere qualcuno anche così: attraverso le sue parole. Ed è stato, forse, uno dei momenti più autentici della mattinata.

Quando le parole trovano un suono

Le poesie non sono rimaste sole. Ad accompagnarle, la musica di Andrea Ibba, che con la sua tastiera Roland ha saputo stare accanto alle parole, senza mai sovrastarle. E intorno, la luce. Quella costruita da Diego Riu, insieme ad Alessandra Adezovic e Ilaria Carta, che hanno dato forma allo spazio, rendendolo parte della narrazione.

Una comunità che si riconosce

Sul palco sono saliti uno dopo l’altro. Con emozione, con timidezza, con orgoglio. Dietro ogni nome, una storia. Dietro ogni lavoro, un tentativo: dire qualcosa di sé. A rendere possibile tutto questo, un lavoro silenzioso ma fondamentale: quello della professoressa Vannina Oggiano, che da anni accompagna con cura l’organizzazione del concorso. E quello della commissione, che ha ascoltato, letto, osservato.

Un luogo che accoglie

Il Cinema Miramare, per il terzo anno, ha aperto le sue porte. E non è solo una questione di spazio – pur importante, visto il numero di presenze – ma di disponibilità, di attenzione, di vicinanza ai ragazzi.  Così come il sostegno del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero, che ha donato ai partecipanti il volume “Gaudì a l’Alguer”. Segni concreti. Che fanno la differenza.

Alla fine, cosa resta Alla fine restano gli applausi, sì. Le foto, i premi, i nomi. Ma non è quello. Resta il silenzio di prima. Quello che ascolta. Resta la sensazione che qualcosa sia passato, da una persona all’altra.

Come succede con le parole vere.

E forse è proprio questo il senso più profondo di tutto: che la poesia non appartiene a chi la scrive. Appartiene a chi la riconosce.

E giovedì, al Cinema Miramare,

123 ragazzi l’hanno riconosciuta.

La rondine e la quercia

La favola di Luca diventa teatro

ALGHERO – La storia nasce da un libriccino trovato in una libreria della città. La favola della Rondine e della Quercia che Luca Scognamillo aveva scritto da ragazzo. Parole semplici, già mature. Marco Nateri le legge quasi per caso. E capisce che non possono restare chiuse lì.

Il CRID Sardegna decide di portarle in scena.
Il debutto è domenica 14 dicembre, alle 18.00, al Teatro Civico di Alghero.

Nateri firma regia e impianto scenico insieme ad Andreina Uldanck.
Manolo Perazzi e Valeria Russo costruiscono la coreografia e la interpretano.
Le voci di Maria Pia di Meo e Domenico Surace accompagnano il racconto con passo leggero.

La favola mette a fuoco due movimenti opposti: la rondine che parte e la quercia che resta. La vita ridotta all’essenziale. Il bisogno di andare. Il bisogno di restare.
Tocca al pubblico riconoscersi da qualche parte.

La scenografia di Roberta Serra Corda, realizzata con la 4ªF del Liceo Artistico Fois, sceglie pochi segni e spazi che respirano. La musica di Marco Caredda tiene insieme i passaggi senza invadere.

E poi c’è Luca.
La sua voce. La sua scrittura. Quella maturità precoce che oggi torna in scena senza effetti, senza nostalgie forzate. Torna perché certe parole chiedono di essere ascoltate. E qui lo fanno: nel gesto, nei silenzi, nei rallentamenti che restano sospesi.

Il pubblico lo sente.
E, quando si spegne la sala, rimane un’eco secca. Le presenze non se ne vanno: cambiano forma. E restano.


RICONOSCIMENTI

Favola d’una rondine e una quercia — Testo di Luca Scognamillo

Adattamento – Marco Nateri, Andreina Uldanck
Regia e impianto scenico – Marco Nateri
Coreografia – Manolo Perazzi, Valeria Russo
Interpreti – Manolo Perazzi, Valeria Russo
Voci – Maria Pia di Meo, Domenico Surace
Costumi – Marco Nateri, Alberto Sinpatron
Musiche – Marco Caredda
Scenografia – Roberta Serra Corda con la classe 4ªF del Liceo Artistico Fois
Produzione – CRID Sardegna
Con il sostegno del MIC e della Regione Autonoma della Sardegna


INFO BIGLIETTI

Biglietto unico: 13 €
Prevendita e informazioni: 340 1846468
Botteghino (14 dicembre): 10:00–13:00 / 15:00–18:00
Luogo: Teatro Civico di Alghero