Allenamento gratuito per giovani atleti del nord Sardegna: tecnici uniti in un progetto che punta alla crescita personale oltre il risultato.
L’iniziativa nasce dagli allenatori dell’A.S.D. Club Sardegna, realtà inserita nel più ampio Progetto Mab&Co, impegnata nello sviluppo del potenziale umano dei giovani attraverso percorsi educativi che uniscono formazione sportiva e crescita personale.
Il progetto Club Sardegna – l’Academy che forma persone e atleti è nato con l’obiettivo di offrire opportunità ai giovani, puntando sullo sviluppo del potenziale individuale come base per la crescita sportiva ed educativa.
All’Academy di Arborea si sono affiancate nel tempo altre realtà, tra cui l’Academy di Selargius, dedicata al multisport, e l’Academy di Codrongianos, punto di riferimento per il nord Sardegna nella formazione dei ragazzi Under 12 e Under 13 e delle ragazze Under 14 e Under 15.
La valorizzazione del singolo atleta, che contribuisce al rafforzamento del gruppo, si sviluppa attraverso incontri settimanali articolati in attività pratica sul campo e momenti formativi dedicati anche ad allenatori, dirigenti e genitori.
A sostenere il percorso è lo staff dell’A.S.D. Club Sardegna, inserita nel Progetto Mab&Co, composto da figure con competenze tecniche, educative e formative: Mister Angelo Agus, direttore tecnico; Mister Claudio Pani, club manager; Maestro Vittorio Sanna, formatore; Professor Pittiu Joele, responsabile del metodo; Mister Beniamino Sotgiu e Mister Pier Franco Simula, formatori e allenatori; Mister Maria Grazia Spanu, formatrice e allenatrice; Mister Giovanni Casali, allenatore dei portieri; Dott. Bruno Di Basilio, medico.
Un gruppo di lavoro che affianca alla preparazione sportiva un percorso educativo orientato alla crescita personale dei giovani atleti, attraverso attività in campo e momenti formativi dedicati anche ad allenatori, dirigenti e famiglie.
Allenarsi. Correre. Sbagliare. Riprovare.
Fin qui, tutto normale. È il calcio.
Ma a Codrongianos, il lunedì, succede qualcosa in più. Il campo sportivo diventa un luogo dove lo sport torna ad avere il suo significato più autentico: formare persone, prima ancora che giocatori.
Allenatori provenienti da diverse realtà del nord Sardegna hanno scelto di aderire a un’iniziativa sociale che mette al centro i più giovani. Ogni lunedì si ritrovano insieme a giovanissimi atleti arrivati da diversi paesi del territorio per una seduta di allenamento gratuita che va oltre il semplice lavoro tecnico.
L’iniziativa ha trovato il sostegno del Comune di Codrongianos, che ha condiviso le finalità del progetto orientato a mettere al centro l’educazione attraverso lo sport. L’amministrazione comunale ha collaborato concretamente mettendo a disposizione l’impianto sportivo di Codrongianos, consentendo lo svolgimento degli incontri settimanali dedicati ai giovani atleti provenienti da tutto il nord Sardegna.
Non solo tecnica, non solo tattica. Ma educazione, responsabilità, consapevolezza.

Le immagini raccontano un progetto che prova a riportare il calcio al suo senso più vero. Si vedono attenzione, disciplina, spirito di gruppo. Il classico allenamento? Sì… ma con qualcosa in più.
Dietro ogni esercizio c’è un percorso educativo strutturato che unisce sport e formazione umana.
Allenamento e confronto, dentro e fuori dal campo
Parallelamente all’attività sportiva, i ragazzi partecipano a momenti di incontro e riflessione con tecnici, formatori e figure educative. Non la solita predica motivazionale, ma un confronto concreto su temi spesso lasciati sullo sfondo: gestione dell’errore, rispetto delle regole, capacità di reagire alle difficoltà.
Durante uno degli incontri, una frase proiettata su una slide ha sintetizzato lo spirito dell’iniziativa:
“Sbagliare non è brutto, è un amico che ci insegna a fare le cose meglio.”
Parole semplici. Ma chi ha vissuto lo sport sa che sono tutto.
Dalla documentazione emerge un’impostazione chiara: il progetto non si limita all’allenamento settimanale, ma costruisce un percorso di crescita completo. Staff qualificato, ruoli definiti, collaborazione con il territorio e attenzione alla dimensione educativa del calcio.
L’obiettivo è offrire ai ragazzi strumenti utili dentro e fuori dal campo: autonomia, fiducia, capacità di affrontare le sconfitte senza cercare alibi.
Perché il talento, da solo, non basta. Serve testa. Serve carattere.

Una rete educativa che parte dal territorio
Il lunedì, al campo sportivo di Codrongianos, non è un giorno qualunque. È il momento in cui il calcio torna ad essere un punto di incontro. Un’occasione per crescere. Un luogo dove qualcuno dedica tempo ai più giovani senza chiedere nulla in cambio.

Allenatori e formatori lavorano su un concetto chiaro: il risultato non è tutto. Conta il modo in cui ci si arriva.
Il calcio diventa così una palestra di responsabilità. Si impara a gestire una sconfitta, a rispettare le regole, a stare dentro un gruppo. Si impara che il talento, senza disciplina, dura poco.
Guardando le foto si coglie un dettaglio spesso dimenticato: i ragazzi ascoltano. Sono coinvolti. Non subiscono la lezione, partecipano.
In un’epoca in cui tutto corre veloce, fermarsi a spiegare il valore dell’impegno, dell’errore e del rispetto è quasi controcorrente. Ma probabilmente è proprio quello che serve.
L’iniziativa coinvolge tecnici che hanno deciso di collaborare, superando logiche di appartenenza a singole società. Un lavoro condiviso che mette al centro il bene dei ragazzi e crea una rete educativa diffusa nel nord Sardegna.
Il campo di Codrongianos diventa così un luogo dove incontrarsi, confrontarsi, imparare. Senza quote di iscrizione, senza selezioni, senza pressioni legate al risultato.
Il progetto guarda anche oltre il territorio.
Giovani atleti coinvolti nel progetto educativo internazionale avviato in Senegal.
Il progetto promosso dagli allenatori coinvolti nell’iniziativa mira a offrire anche ai giovani del Senegal un percorso educativo attraverso il calcio, valorizzando disciplina, rispetto e spirito di gruppo. Un’esperienza che unisce sport e formazione personale, con l’obiettivo di creare opportunità di crescita e inclusione sociale anche in contesti con minori risorse.

Solo calcio, nel senso più pulito del termine.
Un pallone che rotola.
Un gruppo che ascolta.
Qualcuno che dedica tempo.
Il calcio, quando è fatto bene, resta una delle scuole più concrete che esistano. Non promette scorciatoie. Ma costruisce fondamenta.
E quelle, di solito, durano.