1° Concorso Internazionale di Canto Lirico “Remigio Paone”, 

LA TUA VOCE PUÒ ESSERE LA PROSSIMA GRANDE SCOPERTA DELLA LIRICA”: IL CONCORSO INTERNAZIONALE REMIGIO PAONE CHIAMA I TALENTI DA TUTTO IL MONDO
Comunicato stampa.

Aperte fino all’8 dicembre 2026 le candidature alla prima edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Remigio Paone – Alla scoperta delle voci del futuro”. Il 18 e 19 dicembre, a Formia, le fasi conclusive di un progetto dedicato alla valorizzazione del talento operistico.

FORMIA (LT), 8 ottobre 2026 – Ogni grande carriera artistica nasce da una voce, da una passione e dall’opportunità di essere ascoltati. È proprio da questa convinzione che prende vita il 1° Concorso Internazionale di Canto Lirico “Remigio Paone – Alla scoperta delle voci del futuro”, iniziativa dedicata alla scoperta e alla valorizzazione di nuovi talenti nel panorama dell’opera lirica.

Il concorso si inserisce nell’ambito della X edizione del Premio Remigio Paone – La Caravella, rendendo omaggio alla figura di Remigio Paone, storico impresario teatrale, protagonista della vita culturale e dello spettacolo italiano.

L’iniziativa nasce con l’intento di offrire ai cantanti lirici un’occasione di confronto artistico, crescita professionale e visibilità, valorizzando una delle espressioni più significative del patrimonio musicale italiano: il melodramma.

UNA CHIAMATA ALLE VOCI DEL FUTURO, SENZA LIMITI DI ETÀ

Il concorso è aperto a cantanti di tutte le nazionalità, senza limiti di età, e si rivolge tanto agli artisti emergenti quanto a coloro che desiderano mettere alla prova il proprio percorso interpretativo.

La prima fase si svolge attraverso una preselezione video, che consente ai partecipanti di candidarsi inviando un filmato in formato MP4 contenente l’esecuzione di un’aria d’opera a scelta. La quota prevista per questa prima fase è di soli 10 euro.
Un’ulteriore quota di 90 euro è richiesta esclusivamente ai concorrenti ammessi alle fasi successive, secondo quanto stabilito dal regolamento.

Una modalità che permette ai cantanti di presentare inizialmente la propria candidatura senza dover sostenere l’intero costo di partecipazione.

FORMIA DIVENTA PALCOSCENICO DELLA LIRICA INTERNAZIONALE

Le fasi conclusive si svolgeranno il 18 e 19 dicembre 2026 presso il Teatro Iqbal Masih di Formia, in provincia di Latina.

Il calendario prevede:

18 dicembre 2026: semifinale del concorso.

19 dicembre 2026: finale e premiazione, nell’ambito delle manifestazioni legate al Premio Remigio Paone – La Caravella.

La manifestazione intende contribuire anche alla valorizzazione culturale del territorio, creando un incontro tra tradizione musicale italiana, nuove generazioni di interpreti e partecipazione internazionale.

IL VALORE DI UN’OCCASIONE ARTISTICA

La Direzione Artistica del concorso è affidata al soprano M° Olga De Maio e al tenore M° Luca Lupoli, impegnati nella promozione della cultura musicale, del canto lirico e nella valorizzazione delle nuove generazioni di artisti.

«Ogni voce custodisce una storia, una sensibilità e un potenziale artistico che meritano di essere ascoltati. Con questo concorso desideriamo incoraggiare i cantanti a credere nel proprio talento e a cogliere un’occasione di confronto e crescita», dichiarano i direttori artistici Olga De Maio e Luca Lupoli.

Il progetto si propone di coinvolgere Conservatori, Accademie musicali, Opera Studio, docenti di canto e istituzioni culturali, favorendo la diffusione dell’iniziativa anche oltre i confini nazionali.

COME PARTECIPARE

Le candidature alla preselezione dovranno essere presentate entro l’8 dicembre 2026, secondo le modalità indicate nel bando ufficiale.

Sito ufficiale: https://www.concorsoremigiopaone.it

Modulo di iscrizione: https://forms.gle/MMC2Get6Y2NmmyfY8

Bando completo e locandina: https://drive.google.com/file/d/1Zs4kpUmDa0d1WP4ZGg5TFCLSaBI9LmOV/view

Informazioni e contatti: noipernapoliart@gmail.com | +39 339 5455044

UN INVITO A FARSI ASCOLTARE

A tutti coloro che studiano, interpretano e amano il canto lirico, il Concorso Internazionale Remigio Paone rivolge un invito semplice e significativo:

“Non lasciare che il tuo talento rimanga inascoltato. La tua voce potrebbe essere la prossima grande scoperta della lirica.”

Ufficio comunicazione e promozione Concorso Internazionale di Canto Lirico “Remigio Paone”

Direzione Artistica: M° Olga De Maio – M° Luca Lupoli

Email: noipernapoliart@gmail.com

Sito: www.concorsoremigiopaone.it

Arte e sport si incontrano alla Torre di Sulis: Carlo Ibba dedica un’opera al campione mondiale Marcello Manca

C’è anche un omaggio molto algherese tra le opere che da oggi, 15 settembre, e fino al 24 settembre, trovano spazio all’interno della Torre di Sulis.

Nella suggestiva cornice dell’Esperó Reial, il pittore algherese Carlo Ibba Sannia Nieddu, conosciuto come Gibò, presenta la sua personale “Omaggio a Caravaggio”, un percorso pittorico che guarda al grande maestro italiano attraverso la sensibilità e il linguaggio figurativo dell’artista algherese.

Una mostra che nasce nel segno dell’arte ma che, quasi naturalmente, finisce per incontrare anche lo sport e una storia profondamente legata alla città.

Tra le opere esposte, infatti, Carlo Ibba ha voluto riservare un omaggio speciale a Marcello Manca, realizzando un quadro dedicato al pugile algherese e ai prestigiosi risultati raggiunti nella Free Boxe.

Manca ha conquistato per la prima volta il titolo mondiale nel 2025 e nel luglio scorso si è confermato sul tetto del mondo, conquistando per la seconda volta la corona iridata. Un risultato che poche settimane fa gli è valso anche il riconoscimento della città, con l’incontro a Porta Terra con il sindaco Raimondo Cacciotto.

Ora quel percorso sportivo entra, in una forma completamente diversa, dentro una delle torri simbolo di Alghero.

È proprio questo incontro a rendere particolare l’omaggio: il gesto atletico lascia il ring e diventa pittura. Due linguaggi lontani solo in apparenza, perché dietro entrambi ci sono tecnica, disciplina, sacrificio e una forte componente personale.

Marcello Manca ha accolto la dedica con emozione:

«Sono davvero onorato di essere stato invitato alla mostra. Oltre a un’esposizione di opere straordinarie, il pittore ha pensato anche a un bellissimo omaggio speciale a me dedicato. È un gesto che mi riempie di orgoglio».

E il quadro?

La Veu ha scelto di non mostrarlo.

Non per dimenticanza, naturalmente. È lo stesso artista ad aver suggerito di conservare la sorpresa, lasciando a chi entrerà nella Torre il piacere di scoprirlo dal vivo. Una scelta che condividiamo volentieri: nell’epoca in cui tutto viene fotografato e mostrato immediatamente, qualche volta vale ancora la pena lasciare spazio alla curiosità.

La personale di Carlo Ibba è promossa con il Comitato Area San Paolo-Scaletta, con il sostegno della Fondazione Alghero e del Comune di Alghero. Ad accompagnare l’iniziativa è previsto anche un momento musicale con Francesco Scognamillo e Raimondo Dore.

“Omaggio a Caravaggio” sarà visitabile alla Torre di Sulis dal 15 al 24 settembre.

Per vedere l’opera dedicata a Marcello Manca, dunque, niente anticipazioni.

Bisognerà varcare la porta della Torre.

Quando 123 ragazzi portano sul palco le parole: il Concorso “Luca Scognamillo” ad Alghero

Ci sono mattine che non si raccontano facilmente. Non perché manchino le parole, ma perché quelle giuste arrivano dopo.

Al Cinema Miramare di Alghero, giovedì 23 aprile, è successo qualcosa che va oltre una premiazione. C’erano 123 ragazzi. Un palco. E un tempo sospeso, durato quasi tre ore, in cui nessuno aveva fretta di andare via. Non è scontato. Non lo è vedere un’intera sala piena – 375 posti – restare in silenzio, attenta, partecipe. Non lo è, soprattutto, quando i protagonisti sono i ragazzi. Eppure è successo.

Un concorso che negli anni è diventato altro

Il Concorso “Luca Scognamillo” non è più solo un concorso. Negli anni è cresciuto, ha cambiato forma, ha allargato i suoi confini. Sempre più scuole, sempre più studenti. Anche istituti tecnici e professionali, che hanno portato dentro il loro sguardo, il loro modo di sentire. Segno che il bisogno di esprimersi non appartiene a pochi. È qualcosa che attraversa tutti.

L’inizio: quando il silenzio dice tutto

La mattinata si è aperta senza spiegazioni. Un video. Le immagini di Luca. E sotto, una chitarra: quella di Sebastiano Deriu, che ha composto un brano solo per lui. Poi la poesia. “Per i miei versi” recitata da Sofia D’Ambrosio. E subito dopo, qualcosa che non era previsto sulla carta, ma che è rimasto dentro: il monologo di Debora Fermo. Parole scritte da una ragazza che Luca non lo ha mai conosciuto. Eppure lo ha sentito. Ha detto, in modo semplice e vero, che si può conoscere qualcuno anche così: attraverso le sue parole. Ed è stato, forse, uno dei momenti più autentici della mattinata.

Quando le parole trovano un suono

Le poesie non sono rimaste sole. Ad accompagnarle, la musica di Andrea Ibba, che con la sua tastiera Roland ha saputo stare accanto alle parole, senza mai sovrastarle. E intorno, la luce. Quella costruita da Diego Riu, insieme ad Alessandra Adezovic e Ilaria Carta, che hanno dato forma allo spazio, rendendolo parte della narrazione.

Una comunità che si riconosce

Sul palco sono saliti uno dopo l’altro. Con emozione, con timidezza, con orgoglio. Dietro ogni nome, una storia. Dietro ogni lavoro, un tentativo: dire qualcosa di sé. A rendere possibile tutto questo, un lavoro silenzioso ma fondamentale: quello della professoressa Vannina Oggiano, che da anni accompagna con cura l’organizzazione del concorso. E quello della commissione, che ha ascoltato, letto, osservato.

Un luogo che accoglie

Il Cinema Miramare, per il terzo anno, ha aperto le sue porte. E non è solo una questione di spazio – pur importante, visto il numero di presenze – ma di disponibilità, di attenzione, di vicinanza ai ragazzi.  Così come il sostegno del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero, che ha donato ai partecipanti il volume “Gaudì a l’Alguer”. Segni concreti. Che fanno la differenza.

Alla fine, cosa resta Alla fine restano gli applausi, sì. Le foto, i premi, i nomi. Ma non è quello. Resta il silenzio di prima. Quello che ascolta. Resta la sensazione che qualcosa sia passato, da una persona all’altra.

Come succede con le parole vere.

E forse è proprio questo il senso più profondo di tutto: che la poesia non appartiene a chi la scrive. Appartiene a chi la riconosce.

E giovedì, al Cinema Miramare,

123 ragazzi l’hanno riconosciuta.

Alghero, al Miramare la premiazione del Concorso “Luca Scognamillo”

Giovedì 23 aprile la 12ª edizione dell’iniziativa voluta dalla famiglia Scognamillo: nata come concorso di poesia, oggi coinvolge gli studenti delle scuole superiori tra racconto, canzone e arte

Ad Alghero si rinnova un appuntamento che, nel tempo, ha saputo ritagliarsi uno spazio preciso nel mondo della scuola e della cultura cittadina. Giovedì 23 aprile, alle 10.30, al Cinema Miramare, si terrà la premiazione della 12ª edizione del Concorso “Luca Scognamillo”, iniziativa dedicata agli studenti delle scuole superiori e voluta dalla famiglia Scognamillo.

Oggi il concorso comprende poesia, racconto, canzone e arte. Ma all’inizio tutto era partito dalla poesia. Un percorso che negli anni si è allargato, mantenendo però intatto il senso originario: offrire ai ragazzi uno spazio serio in cui esprimersi, mettersi in gioco e dare forma ai propri pensieri.

Non è secondaria, in questo senso, la scelta del Cinema Miramare come sede della premiazione. Una cornice che, come già si è visto nelle precedenti edizioni, consente di accogliere il grande afflusso di giovani che ruota attorno al concorso. Non solo i partecipanti, quindi, ma anche tanti studenti che, pur senza essere in gara con un proprio elaborato, prendono parte all’evento per accompagnare e sostenere i compagni di scuola, trasformando la premiazione in un momento di partecipazione corale tra studenti.

La prima edizione si era svolta nella sala conferenze del liceo classico Manno, con una partecipazione che già allora aveva dato il segno della forza dell’iniziativa. A prendervi parte furono 38 studenti provenienti dallo scientifico “Fermi”, dal liceo classico-linguistico “Manno” e dal liceo artistico “Costantino”.

In quell’occasione, il dirigente scolastico Antonello Colledanchise aveva sottolineato la qualità delle poesie presentate, spiegando come proprio il livello degli elaborati confermasse la buona riuscita del concorso, nato con l’obiettivo di far esprimere i giovani attraverso la poesia, proprio come faceva Luca.

Da quella prima edizione il concorso è cresciuto, si è aperto ad altri linguaggi ed è diventato un appuntamento riconoscibile nel calendario cittadino. Con il tempo si sono ampliate le sezioni e si è allargato anche lo spazio dato ai ragazzi per raccontarsi ed esprimersi.

Le poesie di Luca possono essere lette anche sulla pagina Facebook “Come d’Autunno – Percorso poetico di Luca Scognamillo”, costantemente aggiornata e dedicata alla sua produzione poetica. La pagina è disponibile all’indirizzo facebook.com/comedautunno e continua a raccogliere e condividere i suoi scritti. Un lavoro prezioso, che restituisce la misura di quanto Luca abbia scritto e che consegna alla città di Alghero un patrimonio culturale di cui andare fiera.

L’edizione 2026 è curata dall’Associazione Mill’Anni, in collaborazione con gli istituti superiori “Enrico Fermi” e “Angelo Roth”, con il sostegno del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero.

A fare da filo conduttore resta anche una frase di Luca Scognamillo, riportata nella locandina del concorso: “Ad ogni ragazzo, ad ogni uomo con un sogno che sia quello di fare qualcosa di grande che rimanga per sempre per sé e per il mondo”.

Il concorso continua a offrire ai ragazzi uno spazio vero in cui esprimersi.

La rondine e la quercia, una favola che prende tempo

Al Teatro Civico di Alghero una prima seguita con attenzione e salutata da lunghi applausi

Il Teatro Civico di Alghero ha ospitato la prima de La rondine e la quercia, favola teatrale di Luca Scognamillo, portata in scena attraverso l’adattamento di Marco Nateri e Andreina Uldanck. Uno spettacolo che arriva sul palco con scelte sobrie e rigorose, lasciando parlare la scena e il tempo del racconto.

Non è una favola per bambini, anche se parla la lingua della favola. Racconta di radici e di volo, di attesa e di scelta, di chi resta e di chi parte. Temi essenziali, che sulla scena acquistano peso e silenzio.

La regia e l’impianto scenico, firmati da Marco Nateri, lavorano per sottrazione. La scena resta pulita, mai invasiva, costruita per accompagnare la narrazione senza sovrastarla. Le coreografie di Manolo Perazzi e Valeria Russo dialogano con lo spazio e con i corpi, seguendo un ritmo misurato, fatto più di pause che di slanci.

In scena sono gli stessi Perazzi e Russo, interpreti capaci di tenere la tensione senza forzature, affidandosi a una presenza fisica controllata e coerente con il tono dello spettacolo. A sostenere il racconto contribuiscono le voci misurate e puntuali di Maria Pia Di Meo e Domenico Surace, in dialogo con la scena.

I costumi, curati da Marco Nateri insieme ad Alberto Sinpatron, seguono la linea generale dello spettacolo: essenziali, funzionali, mai decorativi. Le musiche originali di Marco Caredda accompagnano la narrazione con discrezione, senza guidare emotivamente lo spettatore.

La scenografia, realizzata da Roberta Serra Corda con il coinvolgimento della classe 4ªF del Liceo Artistico Fois, aggiunge un ulteriore livello al progetto, intrecciando lavoro artistico e formazione.

La platea del Teatro Civico, praticamente al completo, ha seguito lo spettacolo con attenzione dall’inizio alla fine. Al termine, applausi lunghi e una standing ovation hanno salutato il lavoro della compagnia, restituendo il segno più concreto della serata.

La produzione è di CRID Sardegna, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna.

La rondine e la quercia

La favola di Luca diventa teatro

ALGHERO – La storia nasce da un libriccino trovato in una libreria della città. La favola della Rondine e della Quercia che Luca Scognamillo aveva scritto da ragazzo. Parole semplici, già mature. Marco Nateri le legge quasi per caso. E capisce che non possono restare chiuse lì.

Il CRID Sardegna decide di portarle in scena.
Il debutto è domenica 14 dicembre, alle 18.00, al Teatro Civico di Alghero.

Nateri firma regia e impianto scenico insieme ad Andreina Uldanck.
Manolo Perazzi e Valeria Russo costruiscono la coreografia e la interpretano.
Le voci di Maria Pia di Meo e Domenico Surace accompagnano il racconto con passo leggero.

La favola mette a fuoco due movimenti opposti: la rondine che parte e la quercia che resta. La vita ridotta all’essenziale. Il bisogno di andare. Il bisogno di restare.
Tocca al pubblico riconoscersi da qualche parte.

La scenografia di Roberta Serra Corda, realizzata con la 4ªF del Liceo Artistico Fois, sceglie pochi segni e spazi che respirano. La musica di Marco Caredda tiene insieme i passaggi senza invadere.

E poi c’è Luca.
La sua voce. La sua scrittura. Quella maturità precoce che oggi torna in scena senza effetti, senza nostalgie forzate. Torna perché certe parole chiedono di essere ascoltate. E qui lo fanno: nel gesto, nei silenzi, nei rallentamenti che restano sospesi.

Il pubblico lo sente.
E, quando si spegne la sala, rimane un’eco secca. Le presenze non se ne vanno: cambiano forma. E restano.


RICONOSCIMENTI

Favola d’una rondine e una quercia — Testo di Luca Scognamillo

Adattamento – Marco Nateri, Andreina Uldanck
Regia e impianto scenico – Marco Nateri
Coreografia – Manolo Perazzi, Valeria Russo
Interpreti – Manolo Perazzi, Valeria Russo
Voci – Maria Pia di Meo, Domenico Surace
Costumi – Marco Nateri, Alberto Sinpatron
Musiche – Marco Caredda
Scenografia – Roberta Serra Corda con la classe 4ªF del Liceo Artistico Fois
Produzione – CRID Sardegna
Con il sostegno del MIC e della Regione Autonoma della Sardegna


INFO BIGLIETTI

Biglietto unico: 13 €
Prevendita e informazioni: 340 1846468
Botteghino (14 dicembre): 10:00–13:00 / 15:00–18:00
Luogo: Teatro Civico di Alghero

Una canzone per parlare al cielo

Al teatro di Alghero l’omaggio di una figlia al padre cantautore

nella foto Anna Maria Multineddu durante l’esibizione al teatro di Alghero, nella serata dedicata alla canzone d’autore algherese “Pino Piras”.

È andata in scena ieri, domenica 19, al Teatro Civico di Alghero, la serata conclusiva del Festival Mare Llengua, rassegna dedicata alla canzone d’autore nelle lingue minoritarie europee.
Un appuntamento che quest’anno ha riservato un momento speciale alla canzone d’autore algherese intitolato a Pino Piras, simbolo della tradizione musicale cittadina.

Sul palco, tra i protagonisti, Anna Maria Multineddu, figlia del compianto cantautore Pino Multineddu, che ha presentato un brano firmato insieme a Marco Lai e Marco Baroni, autore degli arrangiamenti.
Una canzone nata dal cuore e accolta da un applauso lungo, sincero.

Il brano è un dialogo diretto tra Anna Maria e suo padre, Pino, storico cantautore algherese, quello de “El pascarò a una ma”.
Non è un ricordo malinconico, ma una conversazione tra due mondi: una figlia che parla con il padre scomparso, raccontandogli ciò che non funziona più quaggiù — nelle persone, nei valori, nel modo di stare al mondo.

Nel testo si toccano temi forti: le guerre, le ingiustizie, e quella macchina che trasforma la sofferenza in guadagno.
E c’è anche lo sguardo rivolto ad Alghero, con la disoccupazione, i giovani che studiano ma non trovano lavoro, le difficoltà quotidiane.

Eppure, in mezzo a tutto questo, la canzone resta luminosa.
C’è sempre una finestra aperta verso la speranza, “verso la Muralla”, la zona storica dei Bastioni algheresi — parte pulsante del centro antico, simbolo di bellezza e di resistenza.
Un raggio di sole che attraversa la musica e prova a tenere insieme ciò che resta.

Nel finale, la voce si fa preghiera: la figlia chiede al padre se può parlare con Dio “per mettere pace in tutto il mondo”.
Un desiderio semplice, sincero, che suona quasi profetico.
Non c’è ancora la pace, ma almeno uno spiraglio sì: una tregua, un ritorno a casa, un respiro.

Il teatro ha capito.
E ha risposto con caloroso e intenso applauso.
Perché certe canzoni non si ascoltano: si sentono dentro.
E da ieri, Alghero ne ha una in più.


Nota

Il brano depositato in SIAE è firmato dai tre autori Marco Lai, Anna Maria Multineddu e Marco Baroni.

Marco Lai, l’Algherese che trasforma la vita in musica

Marco Domenico Lai è nato e cresciuto ad Alghero. Una città che porta sempre con sé, ovunque vada. La sua vita è un intreccio tra due mondi: quello dell’Arma, dove ha servito fino al grado di brigadiere capo, e quello della musica, che per lui è un canale diretto per raccontare storie vere.

La musica come memoria e testimonianza

Il brano che più lo rappresenta è Mister (An Nassirya), scritto dopo la strage del 12 novembre 2003 in Iraq, dove persero la vita militari e civili italiani. Non è solo una canzone: è un tributo a chi non è tornato, un pezzo di vita vissuto sul campo.

Negli anni Lai ha continuato a dare voce a storie forti, come Safa’, ispirata a una bambina incontrata in missione.

Eventi e solidarietà

Lai ha calcato palchi importanti: Teatro Sistina di Roma, Gran Galà della Croce Rossa su Rai 1, Teatro Carani di Sassuolo.
Proprio qui, nel 2009, organizzò il gala “Water for Children” in favore dell’associazione Africa nel Cuore. Una serata con Nek, Katia Ricciarelli, Alberto Bertoli, Marco Baroni e tanti altri artisti, che unì musica e solidarietà per raccogliere fondi destinati alla costruzione di un pozzo a Rumuruti, in Kenya.

Collaborazioni artistiche

Negli ultimi anni ha stretto un legame musicale con Lucia Budroni, cantante e insegnante di yoga di Oschiri. Insieme, con Marco Baroni, hanno realizzato La mia meraviglia, accompagnata da un videoclip girato tra Porto San Paolo e Tula, diretto da Gianni Langiu. Un lavoro che unisce due voci e una terra comune: la Sardegna.

La canzone per Saman Abbas

Nel 2021 Lai era in servizio come addetto ai rilievi tecnico-scientifici durante le indagini sul femminicidio di Saman Abbas a Novellara.
Da quell’esperienza, vissuta in prima linea, è nato il brano Tra le rondini è il gelo, scritto con Marco Baroni. Una canzone che parla di libertà negata e speranza, con versi come “Ora sei rinata davvero”.

Novità in algherese con Franca Pinna

L’ultima tappa del percorso artistico di Lai è la collaborazione con Franca Pinna, una delle voci più autorevoli del folk sardo, per un brano in lingua algherese (Il videoclip ufficiale è disponibile su YouTube: guarda qui). Un omaggio alla città e alle sue radici, che segna anche l’inizio di un nuovo capitolo musicale.

Tra le rondini e il cielo

Astrella – “Estreglia”

La mia meraviglia