L’aeroporto di Alghero si rinnova

Ma chi torna a casa a piedi la sera cerca ancora un passaggio sicuro

All’aeroporto di Alghero i lavori si vedono eccome. Recinzioni arancioni, barriere metalliche, pali con le luci rosse e bianche che di notte segnano i confini del cantiere. Un intervento importante, atteso, che cambierà in meglio la viabilità e gli accessi all’aerostazione. Fin qui tutto bene.

Il problema emerge quando ci si sposta a piedi, di sera, verso la zona dell’ex scuola di volo Alitalia. Lì, sul lato nord dell’aerostazione, il cantiere ha chiuso il marciapiede che costeggiava la recinzione aeroportuale. Un centinaio di metri, forse meno. Ma erano l’unico percorso pedonale protetto tra la fermata del bus e le abitazioni dei residenti che vivono oltre l’area aeroportuale.

Quel passaggio non c’è più. E al suo posto non è stato messo niente.

Chi scende dall’autobus — compreso l’ultimo della sera, intorno alle 23 — e deve andare a casa, si trova a dover percorrere un giro enormemente più lungo e camminare direttamente sulla strada, in mezzo alle auto che transitano anche a velocità sostenuta e alle vetture in sosta lasciate da chi aspetta i passeggeri in arrivo. Niente marciapiede alternativo, niente percorso segnalato, niente che separi fisicamente il pedone dal traffico.

Di notte, in quel tratto, ci si sente esposti. Perché lo si è.

Non sono grandi numeri, ma sono persone reali: famiglie, lavoratori, anziani, ragazzi che usano il bus tutti i giorni e che adesso devono fare i conti con una situazione che nessuno aveva probabilmente messo in conto quando il cantiere è stato organizzato. «Cammini in mezzo alla strada», dice chi lo fa ogni sera. «Le macchine passano vicine, quelle parcheggiate tolgono ancora più spazio. Non sai dove metterti».

La cosa che colpisce è che la soluzione non sembra lontana. Il marciapiede originale esiste ancora — è stato chiuso, non demolito.

Basterebbe un varco protetto, anche stretto, anche provvisorio, per ridare ai pedoni un passaggio separato dalla carreggiata. Se per ragioni di cantiere non fosse possibile, si potrebbe pensare a un percorso temporaneo segnalato, oppure — soluzione forse ancora più semplice — aggiungere provvisoriamente una fermata del bus verso l’ex scuola di volo, fronte distaccamento dei Vigili del Fuoco aeroportuali, così da avvicinare il punto di discesa alle abitazioni ed evitare il tratto più critico.

Nessuna di queste cose fermerebbe i lavori. Richiederebbero un sopralluogo, qualche ora di lavoro, una decisione.

I cantieri grandi a volte hanno questo effetto: si guarda al risultato finale — giusto farlo — e qualche dettaglio sfugge. Questo è uno di quei dettagli. Non è una colpa, è una di quelle cose che succedono.

Ma adesso che è evidente, vale la pena trovare una soluzione.

Perché ogni sera, a quell’ora, c’è qualcuno che deve solo tornare a casa.

E dovrebbe poterlo fare senza doversi guardare le spalle.

Le fotografie che accompagnano questa segnalazione sono state scattate nell’area interessata dai lavori, nelle ore serali e notturne del 06 giugno 2026 da alcuni residenti che subiscono il disagio.

Santa Maria La Palma Corre, quinta edizione da oltre 230 partecipanti tra corsa, camminata e sapori del territorio

Domenica 24 maggio la borgata ha ospitato la gara podistica sui 13 chilometri e la camminata di 6 km. Sul podio Giuseppe Fenu, Giuseppe Corda, Angelo Canu, Anna Maria Ballone, Michela Pensè e Tiziana Camedda. L’assessore Daga in gara con il pettorale numero 3, e tre bambini: Riccardo Perino, Gabriele Ruiu e Gabriele Carta, tra i protagonisti della giornata.

C’era il sole, c’era il caldo tipico di fine maggio, e c’erano oltre 230 persone pronte a correre o camminare per le strade di Santa Maria La Palma. Domenica 24 maggio è andata in scena la quinta edizione della Santa Maria La Palma Corre, appuntamento ormai consolidato nel calendario sportivo della borgata algherese, organizzato dal Comitato di borgata con la partecipazione delle istituzioni cittadine e il sostegno della comunità locale.

Una manifestazione che, edizione dopo edizione, ha trovato una sua identità precisa: non una gara di élite, non una macchina organizzativa fredda e distante, ma qualcosa di più vicino a una festa di paese con le scarpe da corsa. E anche stavolta ha funzionato.

Duecento e più, tra corsa e camminata

Gli iscritti complessivi hanno superato quota 230, distribuiti tra la prova podistica competitiva sui 13 chilometri e la camminata non competitiva di 6 km. Quest’ultima ha registrato una partecipazione significativa — oltre 100 persone — a conferma che la Santa Maria La Palma Corre non è solo una questione di cronometro. Famiglie, cittadini, appassionati di passeggiate e semplici curiosi hanno scelto di esserci, a modo loro. Ed è una delle cose che rendono questo appuntamento diverso da molte altre gare podistiche del territorio.

Il caldo si è fatto sentire fin dalle prime ore della mattina, ma non ha tolto nulla alla voglia di partecipare. Anzi, c’era un’atmosfera rilassata e positiva, quella che si trova negli eventi che funzionano non perché tutto è perfetto, ma perché la gente ci crede davvero.

Le istituzioni in campo, nel senso letterale

Alla partenza erano presenti il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e il presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi, che ha dato lo starter ufficiale alla gara. Presenze istituzionali attese, ma non formali: in una manifestazione come questa, essere lì vuol dire qualcosa.

Il caso più parlato della mattinata, però, è stato un altro. L’assessore allo Sport Enrico Daga si è presentato alla partenza con il pettorale numero 3 e le scarpe da corsa ai piedi, e ha affrontato il percorso da 13 chilometri insieme agli altri atleti. L’invito a partecipare gli era stato rivolto pubblicamente da Amabile Simbula durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Daga non si è tirato indietro. Un gesto semplice, che non ha bisogno di grandi commenti: in una gara popolare, un amministratore che scende in campo vale più di qualsiasi discorso ufficiale.

I risultati della gara

Sul piano sportivo, nella prova maschile sui 13 chilometri ha vinto Giuseppe Fenu, precedendo Giuseppe Corda e Angelo Canu.

In campo femminile il primo posto è andato ad Anna Maria Ballone e Michela Pensè che hanno tagliato il traguardo insieme seguite da Tiziana Camedda.

Classifiche brevi, ma meritate. In una gara di questo tipo, dove il confine tra agonismo e partecipazione è sottile, arrivare al traguardo è già un risultato.

Riccardo Perino, Gabriele Ruiu e Gabriele Carta,: i più piccoli sul percorso

Uno dei momenti più apprezzati della giornata è stato vedere tre bambini — Gabriele, Riccardo e l’altro Gabriele — cimentarsi con il percorso da 13 chilometri. Non erano lì per vincere, naturalmente. Ma erano lì, e questo basta. In un’epoca in cui i bambini faticano sempre più a staccarsi dagli schermi, vederli su un percorso di gara, con le gambe in movimento e il fiatone, fa un certo effetto. Per loro va un applauso a parte, indipendente da qualsiasi classifica. Sono loro, in fondo, il futuro di questo appuntamento.

Il terzo tempo, quello che resta

A manifestazione conclusa, è arrivato il momento forse più atteso da molti: il cosiddetto terzo tempo, con i prodotti del territorio a fare da protagonisti. Fragole, pomodorini, vini, miele e altre eccellenze dell’agro algherese hanno animato il momento conviviale che ha chiuso la mattinata. Niente di elaborato, niente di artificioso: solo buon cibo locale, qualche chiacchiera sulla gara appena finita e la soddisfazione di chi ha partecipato a qualcosa che vale la pena fare.

Ha chiuso in bellezza anche l’estrazione finale di prodotti locali, che ha coinvolto i partecipanti e ribadito — se ce ne fosse ancora bisogno — il legame stretto tra questa manifestazione e il territorio che la ospita.

Alla prossima

Alla fine della mattinata, tra chi si asciugava il sudore e chi già riprendeva fiato attorno ai tavoli, il commento più ricorrente era già uno: ci vediamo alla sesta. Perché quando una cosa funziona davvero, non serve aggiungere molto altro.

Quinta edizione della gara di Santa Maria La Palma: domenica 24 maggio si corre attorno al lago di Baratz

Partenza alle 9.30. Due percorsi: camminata di 6 km e corsa di 13 km. Iscrizioni aperte, modulo in fondo all’articolo.

La notizia utile prima di tutto: domenica 24 maggio 2026, alle 9.30, si disputa la quinta edizione della gara podistica organizzata dal Comitato di Borgata di Santa Maria La Palma. Due percorsi vicino al lago di Baratz, uno da 6 chilometri aperto a tutti e uno da 13 per chi vuole qualcosa di più impegnativo. Le iscrizioni sono già aperte e il modulo si può scaricare in fondo a questo articolo.

La manifestazione è stata presentata ieri pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Alghero, a Villa Maria Pia. Una conferenza stampa partecipata, con il sindaco Raimondo Cacciotto, il presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi, l’assessore allo Sport Enrico Daga e il presidente del Comitato di Borgata Amabile Simbula accompagnato dai consiglieri del CDB Giorgio Meloni e Mario Nonne.

La conferenza stampa:

La presentazione ha seguito il formato classico delle conferenze istituzionali: tavolo, microfono, interventi in sequenza. Ma al di là della forma, i contenuti hanno confermato che attorno a questa gara c’è un interesse reale, non solo di facciata.

Il sindaco Cacciotto ha aperto i lavori inserendo l’appuntamento nel quadro più ampio di quello che ha definito uno “straordinario 2026” per Alghero. Ha ricordato di aver partecipato alle premiazioni dell’edizione precedente e di essere rimasto colpito dall’atmosfera: famiglie, volontari, corridori, un clima che raramente si trova negli eventi sportivi più strutturati. Ha ringraziato Amabile Simbula, gli sponsor e chi ha lavorato all’organizzazione — e non si è trattato di un ringraziamento di circostanza, almeno a giudicare dal tono.

Mimmo Pirisi, presidente del Consiglio comunale, ha invitato i cittadini a partecipare, sottolineando che la gara è anche un modo per conoscere l’agro algherese, quei pezzi di territorio che restano spesso fuori dai circuiti più frequentati. Una mattinata all’aperto, accessibile a grandi e piccoli, che porta le persone in luoghi altrimenti poco raccontati.

L’assessore allo Sport Enrico Daga ha inquadrato l’evento nella vocazione naturale del territorio per gli sport outdoor, sottolineando come appuntamenti di questo tipo contribuiscano a mettere in valore l’agro algherese non soltanto nei mesi estivi.

Le pettorine ufficiali.

A chiudere la conferenza stampa, un momento più informale. Amabile Simbula ha consegnato le pettorine ufficiali della gara ai rappresentanti istituzionali presenti: il sindaco Cacciotto ha ricevuto il numero 1, il presidente del Consiglio Pirisi il numero 2, l’assessore allo Sport Daga il numero 3. Un gesto simbolico, ma che dice qualcosa sul tono della manifestazione: non solo dichiarazioni d’intenti, ma un invito concreto a esserci, domenica mattina, ai blocchi di partenza.

Il Comitato di Borgata e la crescita della manifestazione.

Il cuore della conferenza, però, era Amabile Simbula. È lui il presidente del Comitato di Borgata di Santa Maria La Palma, ed è dalla sua realtà che questa gara è nata e cresciuta nel tempo.

Cinque edizioni non si mettono in piedi per caso. Simbula e Nonne hanno ripercorso il percorso della manifestazione: un’idea locale, nata in borgata, che anno dopo anno ha allargato il raggio fino ad avere una partecipazione di respiro regionale.

Non è una cosa scontata – aggiunge Giorgio Meloni -dietro ci sono riunioni, permessi, telefonate, volontari da coordinare, sponsor da convincere, logistica da gestire. Tutto questo con le risorse e le energie di un comitato di borgata, non di una struttura professionale. Il risultato, alla quinta edizione, è un evento che funziona. Che porta persone a Santa Maria La Palma, che muove famiglie, che fa conoscere un territorio spesso trascurato dai riflettori. Non serve enfatizzare: i numeri delle edizioni precedenti parlano da soli.

Il territorio come protagonista: Baratz, la Cantina, l’agro.

Uno degli elementi che distingue questa gara da una semplice corsa domenicale è il contesto in cui si svolge. I percorsi si sviluppano vicino al lago di Baratz, in un’area di notevole interesse ambientale e paesaggistico. Sei chilometri per chi cammina, tredici per chi corre: in entrambi i casi, si parla di un tracciato che vale la pena fare anche solo per i luoghi che attraversa.

Ma c’è di più. Il passaggio dalla Cantina Santa Maria La Palma è diventato uno degli elementi caratteristici della manifestazione. Sport e produzione locale si incontrano nello stesso spazio, senza forzature. Non è un gadget promozionale: è la realtà dell’agro algherese che entra direttamente nell’evento. Chi partecipa non solo corre o cammina — attraversa un pezzo di territorio vivo, fatto di vigne, di lago, di borgata.

È questo, probabilmente, il motivo per cui la gara continua a crescere. Non si tratta solo di cronometri e classifiche. È un appuntamento che racconta Santa Maria La Palma e l’agro algherese in modo diretto, concreto, senza bisogno di dépliant.

Come partecipare

L’appuntamento è fissato per domenica 24 maggio 2026, con partenza alle 9.30. I due percorsi sono la camminata di 6 chilometri, aperta a tutti senza particolari requisiti agonistici, e la corsa di 13 chilometri per chi vuole misurarsi su un tracciato più lungo.

Le iscrizioni sono già aperte. Il modulo è disponibile in fondo a questo articolo.

Torna la Santa Maria La Palma Corre: quinta edizione per la corsa campestre tra i vigneti

Domenica 24 maggio 2026, partenza alle 9.30. Due percorsi, uno per tutti: 6 km di camminata e 13 km di corsa attorno al lago di Baratz. Iscrizioni aperte, modulo scaricabile in fondo all’articolo.

Cinque edizioni, una comunità intera che corre. Torna puntuale l’appuntamento più atteso della borgata algherese: la Santa Maria La Palma Corre 2026, corsa e camminata campestre organizzata dal Comitato di Borgata Santa Maria La Palma con il patrocinio del Comune di Alghero e la Fondazione Alghero. Un evento che negli anni è diventato molto più di una semplice gara: è una festa del territorio, un rito collettivo tra filari di vite, campi aperti e il paesaggio della laguna.

Il percorso da 13 km — riservato alla corsa — si snoda attorno all’area naturalistica del lago di Baratz, con tredici punti di riferimento lungo un tracciato ad anello che parte e arriva nel cuore della borgata. Per chi preferisce godersi la mattinata a passo più tranquillo, è prevista una camminata di 6 km, aperta a tutti, famiglie incluse.

«Un’occasione per riscoprire il territorio a piedi, tra natura, sport e convivialità — come solo Santa Maria La Palma sa fare.»

La quota di iscrizione è fissata a 10 euro, comprensiva di pettorina e sacca merenda. La partenza è prevista per le ore 9.30; le iscrizioni dell’ultimo minuto sono possibili la mattina stessa dell’evento a partire dalle ore 8.00. Ci si può iscrivere contattando il numero 3296915388, oppure recandosi presso il Tabacchino S.M. La Palma o il Tabacchino Pisanu Marcella in Via XX Settembre.

L’evento vede la partecipazione e il sostegno di numerose attività e realtà sportive locali. Maggiori dettagli — percorsi, classifiche, premi e programma della giornata — saranno comunicati dopo la conferenza stampa ufficiale. Nel frattempo, chi vuole assicurarsi il proprio posto in gara può già scaricare e compilare il modulo di iscrizione disponibile qui sotto.

Modulo di iscrizione — Dichiarazione liberatoria adulti

Compila e porta il modulo firmato il giorno della gara (o consegnalo in anticipo presso i punti di iscrizione). Valido per la corsa/camminata ludico motoria di 13 km.

Una canzone per parlare al cielo

Al teatro di Alghero l’omaggio di una figlia al padre cantautore

nella foto Anna Maria Multineddu durante l’esibizione al teatro di Alghero, nella serata dedicata alla canzone d’autore algherese “Pino Piras”.

È andata in scena ieri, domenica 19, al Teatro Civico di Alghero, la serata conclusiva del Festival Mare Llengua, rassegna dedicata alla canzone d’autore nelle lingue minoritarie europee.
Un appuntamento che quest’anno ha riservato un momento speciale alla canzone d’autore algherese intitolato a Pino Piras, simbolo della tradizione musicale cittadina.

Sul palco, tra i protagonisti, Anna Maria Multineddu, figlia del compianto cantautore Pino Multineddu, che ha presentato un brano firmato insieme a Marco Lai e Marco Baroni, autore degli arrangiamenti.
Una canzone nata dal cuore e accolta da un applauso lungo, sincero.

Il brano è un dialogo diretto tra Anna Maria e suo padre, Pino, storico cantautore algherese, quello de El pascarò a una ma.
Non è un ricordo malinconico, ma una conversazione tra due mondi: una figlia che parla con il padre scomparso, raccontandogli ciò che non funziona più quaggiù — nelle persone, nei valori, nel modo di stare al mondo.

Nel testo si toccano temi forti: le guerre, le ingiustizie, e quella macchina che trasforma la sofferenza in guadagno.
E c’è anche lo sguardo rivolto ad Alghero, con la disoccupazione, i giovani che studiano ma non trovano lavoro, le difficoltà quotidiane.

Eppure, in mezzo a tutto questo, la canzone resta luminosa.
C’è sempre una finestra aperta verso la speranza, “verso la Muralla”, la zona storica dei Bastioni algheresi — parte pulsante del centro antico, simbolo di bellezza e di resistenza.
Un raggio di sole che attraversa la musica e prova a tenere insieme ciò che resta.

Nel finale, la voce si fa preghiera: la figlia chiede al padre se può parlare con Dio “per mettere pace in tutto il mondo”.
Un desiderio semplice, sincero, che suona quasi profetico.
Non c’è ancora la pace, ma almeno uno spiraglio sì: una tregua, un ritorno a casa, un respiro.

Il teatro ha capito.
E ha risposto con caloroso e intenso applauso.
Perché certe canzoni non si ascoltano: si sentono dentro.
E da ieri, Alghero ne ha una in più.


Nota

Il brano depositato in SIAE è firmato dai tre autori Marco Lai, Anna Maria Multineddu e Marco Baroni.

Grande serata di sport a Santa Maria La Palma: boxe, kick boxing e calcio

Sabato sera Piazza Olbia, davanti alla parrocchia, si è riempita di gente per una serata di sport e comunità. Sedie tutte occupate, pubblico in piedi, bambini che correvano tra le file e calici di vino offerti dalle cantine locali.

Il Trofeo Luigino Salis, organizzato da Mario Muretti con la BoxTorres, il Comitato di Borgata e l’associazione Marco Dieci, ha portato la boxe nel cuore della borgata. Muretti, nel suo intervento, ha ricordato lo sforzo fatto per mettere insieme la macchina organizzativa, riuscendo a ottenere la partecipazione delle scuole di pugilato della Liguria, segno concreto della crescita della manifestazione.

Gli incontri sul ring

La serata si è aperta con lo sparring tra Ismaele Pintadu (Se.Sa. Boxing) e Francesco Dettori (Team Erittu), chiuso in parità.
Nella categoria U15, Bruno Sabino (Boxing Club SS) e Giovanni Canu (G.P.A. Tore Burruni) hanno dato vita a un match equilibrato, terminato pari.
Vittoria ai punti per Alessandro Idini (Se.Sa. Boxing) su Giovanni Mereu (New University).
Tra gli U17, Omar Ndiaye (Team Erittu) e Davide Pagliaruolo (Se.Sa. Boxing) hanno concluso in parità.
Esibizione senza giudizio invece per Giacomo Cossu (Boxe Torres M.M.) e Giovannino Fiori (Boxing Club SS).

Poi il momento clou della mini interregionale Sardegna–Liguria:

  • Graziano Arras (Gymnasium SS) ha vinto ai punti contro Samuele Sansone (Celano Genova).
  • Sami Kam (Palastiké Cagliari) ha superato Raffaele Maiorana (Celano Genova).
  • Salvatore Marginesu (Gymnasium SS) e Otmane Khaldoune (Celano Boxe) hanno chiuso in parità.

Ospiti e momenti speciali

A portare il suo saluto è stato anche Marcello Manca, reduce dall’incoronamento a campione del mondo di Free Box. Nel suo intervento ha incitato ad apprezzare i valori profondi della disciplina, ricordando quanto la boxe sia scuola di vita. Anche la sua palestra ha preso parte alla kermesse.

La serata ha avuto momenti di forte emozione: un minuto di raccoglimento in memoria di Mario Ballone, campione algherese e maestro indimenticato.

Subito dopo è intervenuto il figlio di Luigino Salis “Li Misteri”, a cui il memorial era dedicato. Con voce emozionata ha ricordato la passione del padre per la boxe e il legame con la comunità di Santa Maria La Palma. Ha ringraziato gli organizzatori per aver mantenuto viva la memoria di un uomo che per tanti è stato maestro di sport e di vita, sottolineando l’importanza di tramandare quei valori ai giovani.

A seguire la piazza ha accolto con un applauso fragoroso Tore Erittu, il campione sassarese noto e stimato anche ad Alghero, presente con la sua palestra.

Non solo boxe: spazio anche alla kick boxing con l’esibizione della giovane Correddu, atleta del territorio, che ha strappato applausi convinti grazie ai suoi spettacolari high kick.

Infine il calcio, con la presentazione della La Palma Sporting, squadra che prenderà parte alla prossima stagione di Seconda Categoria.

A guidare il momento è stato il giornalista Nicola Nieddu, promotore del Gran Prix Corallo Alghero, progetto nato proprio a Santa Maria La Palma e sostenuto dal Comitato di Borgata.

I ringraziamenti

I ringraziamenti sono andati a padre Andrea e al signor Amabile, colonne dell’organizzazione insieme alla parrocchia.

Fondamentale anche il contributo delle cantine Sella & Mosca e Santa Maria La Palma, che hanno omaggiato gli atleti con le loro bottiglie.

A chiudere la serata l’intervento di Amabile Simbula, presidente del Comitato di Borgata, che ha voluto sottolineare il ruolo delle istituzioni e dei sostenitori economici:
«Senza di loro nulla si può».

La Parrocchia Santa Maria la Palma di Alghero celebra la Natività di Maria: una due giorni di festa, sport e comunità

La Parrocchia di Santa Maria la Palma di Alghero è lieta di annunciare la Festa
Parrocchiale della Natività di Maria, un evento che unisce tradizione religiosa,
intrattenimento per famiglie e momenti di sport, in programma per il 6 e 7 settembre.

Sabato 6 settembre: Fede e Musica

La celebrazione prenderà il via alle ore 10:00 con il primo evento del Mamatita Festival, Circobus, uno spettacolo pensato per grandi e piccini. Nel pomeriggio, alle 18:30, si terrà un momento di profonda spiritualità con la Messa, seguita dalla tradizionale Processione e dalla Benedizione dei Bambini sul sagrato della chiesa. La serata si concluderà in allegria alle ore 21:00 con la Serata Musicale che offrirà l’occasione per stare insieme e festeggiare.

Domenica 7 settembre: Sport e Comunità

La seconda giornata sarà all’insegna dello sport e della condivisione.

Si inizia alle ore 18:00 con il secondo spettacolo del Mamatita Festival: Brigitte et le Petit Bal Perdu.

A partire dalle ore 20:00 avrà luogo la Serata Sportiva. Sarà un momento clou per gli
appassionati di arti marziali, che potranno assistere al Trofeo Boxe Olimpica Luigino
Salis – dedicato a un grande pugile delle nostre borgate – e a un’Esibizione di Kick
Boxing a cura della scuola Real Sport.

Durante la serata, verrà anche presentata la squadra di calcio della borgata: La Palma Sporting Alghero.

La festa sarà accompagnata dalla musica del DJ Francesco Monti e si concluderà con l’Estrazione dei Biglietti Vincenti della Lotteria, offrendo a tutti i partecipanti la possibilità di vincere premi e sostenere le attività dell’Oratorio “Marco 10” in favore dei bambini e dei ragazzi.

L’evento è organizzato dalla Parrocchia Santa Maria la Palma in collaborazione con
Oratorio Interparrocchiale S. Maria la Palma – Villassunta “Marco 10” ANSPI, il Comitato di Borgata di S. Maria La Palma, l’A.S.D. Boxe Torres, la Real Sport, la società sportiva la Palma Sporting Alghero, con il patrocinio del Comune di Alghero e la Fondazione Alghero.
L’organizzazione ringrazia sentitamente le tante persone che hanno collaborato
generosamente alla realizzazione di questo importante evento comunitario.
L’intera comunità è invitata a partecipare a questi due giorni di festa e condivisione, per celebrare la Natività di Maria e rafforzare i legami comunitari.



Capo Caccia e musica

La strada si arrampica, la roccia da una parte, il vuoto dall’altra. Poi il faro e il mare che ti si spalanca.
Il video ti prende prima ancora di dire qualcosa.

Sotto ci sono le Grotte di Nettuno. Ci arrivi in battello da Alghero o scendendo i gradini della scala del Cabirol, centinaia, uno dopo l’altro. Dentro, stalattiti e stalagmiti che ti fanno guardare in alto e in basso senza sosta.

C’è anche la Grotta Verde. Meno conosciuta, più difficile da raggiungere. L’acqua cambia colore con la luce: dal turchese al verde scuro. Qui, migliaia di anni fa, entravano uomini del Neolitico. Hanno lasciato ceramiche, graffiti, ossa. Resti di riti e sepolture che oggi stanno al Museo Sanna di Sassari.

Dal belvedere vedi Foradada, un arco di roccia in mezzo al mare. Poi la baia di Porto Conte: grande, riparata, piatta come uno specchio. Negli anni Trenta e Quaranta qui c’era un idroscalo dell’aviazione, civile e militare. Gli edifici ci sono ancora, nascosti nella vegetazione.

Chi arriva parcheggia e fa due foto. Qualcuno resta, seduto sul muretto a guardare. Nessuno sembra di fretta.
Da quel muretto, dall’altra parte della baia, si vede Punta Giglio.
Ma questa è un’altra storia, e la racconteremo un’altra volta.

Musica e immagini, senza parole

Un regalo della redazione di Algherolive.it

Alghero al tramonto. Uno scatto che ci riguarda.

Tutto nasce da una foto

Ieri sera fa, su Facebook, mi è comparsa una foto. Tramonto su Alghero, 5 agosto 2025.

Lo scatto è semplice: la cupola di San Michele, il profilo dell’Alguer Vella, Capo Caccia in fondo, cielo carico. Niente di nuovo, ma l’immagine colpisce. Non per l’estetica. Perché mostra un posto che conosciamo, e che ci rappresenta.

Ho contattato l’autore. Ci ha dato l’ok a pubblicarla su La Veu. E da lì è nata questa riflessione.

Alghero è un incrocio

Non è una città qualsiasi. Qui si mescolano cose diverse, e si vede: sardo e catalano, vecchio e nuovo, pietra e mare. Niente linea dritta. Un equilibrio un po’ storto, ma vero.

Ogni volta che qualcuno la fotografa — soprattutto al tramonto — non sta facendo solo una foto. Sta dicendo: “Guarda dove siamo.” E anche chi ci vive da anni, certe volte, ci si ritrova dentro.

Quella foto, nello specifico

Primo piano: l’Alguer Vella, con i tetti stretti tra loro. Fondo: Capo Caccia che chiude l’orizzonte. Sopra: cielo pieno, arancio che sfuma nel blu. Zero filtri.

Non è solo una bella immagine. Dentro c’è un pezzo di identità, visiva e concreta.

Il turismo che resta

Chi arriva ad Alghero lo fa per il mare, per il cibo. Ma chi torna, lo fa per l’atmosfera.

Stare fermi a guardare il tramonto con gli altri, senza dire niente, è un’esperienza che resta. Oggi la chiamano “turismo lento” o “esperienziale”. Ma è semplicemente vivere un posto con attenzione, senza rumore.

Perché vale la pena parlarne

Una foto così non è solo da postare.

– Mostra il territorio com’è.

– Parla senza bisogno di slogan.

– Aiuta a riconoscersi.

Ed è quello che vuole fare La Veu: dare spazio a sguardi autentici, farli circolare, farli diventare racconto.

Tramonto su Alghero, 5 agosto 2025 – pubblicata con autorizzazione dell’autore.

Una voce dal territorio. Nessuna frase fatta, solo quello che c’è. La Veu serve a questo: far girare cose vere.

Hai uno scatto che racconta? Mandalo. Se parla chiaro, lo pubblichiamo.

Alghero d’estate: racconti incrociati tra chi ci vive, chi ci torna e chi ci passa

L’è bella sempre, ma d’estate si veste d’anima.”

Seduti al tavolino in Piazza Sulis, tra una birra fresca e una granita al limone, si chiacchiera dell’Alghero di oggi. Non con nostalgia, né con lamentele — ma con quel misto di orgoglio e sguardo curioso che viene naturale quando si parla di casa. O di un luogo che ti entra sotto pelle anche se non ci sei nato.

Il punto di vista dell’algherese

“A forza di sentirla cantare ai turisti, mi sono ricordato anch’io che Alghero è una parola dolce. La città sta riscoprendo le sue radici catalane, il suo dialetto, la sua identità. C’è fermento culturale: concerti, mostre, serate in piazza, festival. A volte mancano le strutture, altre volte mancano le informazioni. Ma chi cerca trova. E chi ama, costruisce.”

Il turista con il cuore in città

“Vengo qui ogni estate da più di dieci anni. Vedo che qualcosa cambia sempre: nuove attività, qualche evento in più, qualche angolo risistemato. L’atmosfera però resta quella: accogliente, vera, con quella luce che non si trova altrove. Vorrei solo che si comunicasse meglio tutto quello che c’è. Perché c’è tantissimo, ma spesso lo scopri per caso. E oggi, con i social, il passaparola digitale vale quanto le guide turistiche di una volta.”

Il turista di passaggio

“Sono arrivato ieri. Ho camminato lungo i bastioni, ho mangiato una paella guardando il tramonto. Mi ha colpito il contrasto: storia viva da una parte, movida giovane dall’altra. C’è vita. C’è calore. Forse non è tutto perfetto, ma chi se ne frega? Qui ci si sente ospiti veri, non clienti da spennare. E per me, questo conta più di tutto.”

Chi guarda Alghero da lontano

“Seguo le pagine locali su Instagram, Facebook, perfino TikTok. Ho visto che c’è un torneo di calcetto giovanile, una rassegna teatrale in lingua algherese, artisti che espongono in cantine trasformate in gallerie. Il turismo lento, quello vero, qui trova spazio. Magari non si vede nei grandi numeri, ma si sente nei dettagli. E questo è ciò che rende Alghero diversa da tutto.”


Sport, cultura, spettacolo, turismo: il cuore pulsa

Alghero non è una cartolina: è una città che si muove. Lo sport si vede nei campetti pieni di ragazzi anche col sole a picco, nei tornei estivi, nelle passeggiate in bicicletta lungo il lungomare. La cultura si respira nei vicoli, nelle librerie indipendenti, nei cori che si esercitano in chiesa, nelle poesie in algherese recitate al tramonto.

Il turismo è presente, certo. A volte affolla, a volte risveglia. Ma quando è fatto di ascolto e rispetto, diventa un motore gentile, non un’invasione. C’è chi sogna un turismo più organizzato, chi uno più autentico. La verità? Forse serve un po’ di entrambi.

E lo spettacolo… beh, quello è ovunque: nelle chitarre sotto l’arco, nei balli in spiaggia, nei tramonti da applauso sui bastioni.


Un brindisi al territorio

Alghero è come una persona che conosci da una vita ma che ogni tanto ti sorprende. E se ci fermiamo un attimo a guardarla con occhi puliti — non da tecnici, non da politici, non da critici — ma da persone vere, ci accorgiamo che c’è tanta bellezza da raccontare. Basta sedersi, ascoltare, condividere. Magari proprio come in questa chiacchierata al bar.

E allora sì: brindiamo a ciò che c’è, a ciò che manca, e a tutto ciò che può ancora fiorire. Perché Alghero, anche quando sembra ferma, respira sempre.


✒️ A cura di Fabio Cortese
Per La Veu – La voce del territorio