Domenica 24 maggio la borgata ha ospitato la gara podistica sui 13 chilometri e la camminata di 6 km. Sul podio Giuseppe Fenu, Giuseppe Corda, Angelo Canu, Anna Maria Ballone, Michela Pensè e Tiziana Camedda. L’assessore Daga in gara con il pettorale numero 3, e tre bambini: Riccardo Perino, Gabriele Ruiu e Gabriele Carta, tra i protagonisti della giornata.
C’era il sole, c’era il caldo tipico di fine maggio, e c’erano oltre 230 persone pronte a correre o camminare per le strade di Santa Maria La Palma. Domenica 24 maggio è andata in scena la quinta edizione della Santa Maria La Palma Corre, appuntamento ormai consolidato nel calendario sportivo della borgata algherese, organizzato dal Comitato di borgata con la partecipazione delle istituzioni cittadine e il sostegno della comunità locale.
Una manifestazione che, edizione dopo edizione, ha trovato una sua identità precisa: non una gara di élite, non una macchina organizzativa fredda e distante, ma qualcosa di più vicino a una festa di paese con le scarpe da corsa. E anche stavolta ha funzionato.
Duecento e più, tra corsa e camminata
Gli iscritti complessivi hanno superato quota 230, distribuiti tra la prova podistica competitiva sui 13 chilometri e la camminata non competitiva di 6 km. Quest’ultima ha registrato una partecipazione significativa — oltre 100 persone — a conferma che la Santa Maria La Palma Corre non è solo una questione di cronometro. Famiglie, cittadini, appassionati di passeggiate e semplici curiosi hanno scelto di esserci, a modo loro. Ed è una delle cose che rendono questo appuntamento diverso da molte altre gare podistiche del territorio.
Il caldo si è fatto sentire fin dalle prime ore della mattina, ma non ha tolto nulla alla voglia di partecipare. Anzi, c’era un’atmosfera rilassata e positiva, quella che si trova negli eventi che funzionano non perché tutto è perfetto, ma perché la gente ci crede davvero.

Le istituzioni in campo, nel senso letterale
Alla partenza erano presenti il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e il presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi, che ha dato lo starter ufficiale alla gara. Presenze istituzionali attese, ma non formali: in una manifestazione come questa, essere lì vuol dire qualcosa.

Il caso più parlato della mattinata, però, è stato un altro. L’assessore allo Sport Enrico Daga si è presentato alla partenza con il pettorale numero 3 e le scarpe da corsa ai piedi, e ha affrontato il percorso da 13 chilometri insieme agli altri atleti. L’invito a partecipare gli era stato rivolto pubblicamente da Amabile Simbula durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Daga non si è tirato indietro. Un gesto semplice, che non ha bisogno di grandi commenti: in una gara popolare, un amministratore che scende in campo vale più di qualsiasi discorso ufficiale.
I risultati della gara
Sul piano sportivo, nella prova maschile sui 13 chilometri ha vinto Giuseppe Fenu, precedendo Giuseppe Corda e Angelo Canu.
In campo femminile il primo posto è andato ad Anna Maria Ballone e Michela Pensè che hanno tagliato il traguardo insieme seguite da Tiziana Camedda.
Classifiche brevi, ma meritate. In una gara di questo tipo, dove il confine tra agonismo e partecipazione è sottile, arrivare al traguardo è già un risultato.

Riccardo Perino, Gabriele Ruiu e Gabriele Carta,: i più piccoli sul percorso
Uno dei momenti più apprezzati della giornata è stato vedere tre bambini — Gabriele, Riccardo e l’altro Gabriele — cimentarsi con il percorso da 13 chilometri. Non erano lì per vincere, naturalmente. Ma erano lì, e questo basta. In un’epoca in cui i bambini faticano sempre più a staccarsi dagli schermi, vederli su un percorso di gara, con le gambe in movimento e il fiatone, fa un certo effetto. Per loro va un applauso a parte, indipendente da qualsiasi classifica. Sono loro, in fondo, il futuro di questo appuntamento.
Il terzo tempo, quello che resta
A manifestazione conclusa, è arrivato il momento forse più atteso da molti: il cosiddetto terzo tempo, con i prodotti del territorio a fare da protagonisti. Fragole, pomodorini, vini, miele e altre eccellenze dell’agro algherese hanno animato il momento conviviale che ha chiuso la mattinata. Niente di elaborato, niente di artificioso: solo buon cibo locale, qualche chiacchiera sulla gara appena finita e la soddisfazione di chi ha partecipato a qualcosa che vale la pena fare.
Ha chiuso in bellezza anche l’estrazione finale di prodotti locali, che ha coinvolto i partecipanti e ribadito — se ce ne fosse ancora bisogno — il legame stretto tra questa manifestazione e il territorio che la ospita.
Alla prossima
Alla fine della mattinata, tra chi si asciugava il sudore e chi già riprendeva fiato attorno ai tavoli, il commento più ricorrente era già uno: ci vediamo alla sesta. Perché quando una cosa funziona davvero, non serve aggiungere molto altro.