Marcello Manca all’IPIA di Alghero: una mattinata tra studenti e sport

Mercoledì mattina Marcello Manca, campione del mondo di free boxe, è stato ospite dell’IPIA di Alghero. Ha incontrato insegnanti e studenti, si è seduto con loro, ha parlato. Niente palco, niente microfono ufficiale.

L’iniziativa è venuta dalla scuola. Manca ha accettato e si è presentato. Dopo l’incontro ha scritto un messaggio sui social ringraziando l’istituto per l’accoglienza e dicendo che porterà la giornata con sé “con grande affetto”.

Con i ragazzi si è parlato soprattutto di quello che succede prima di una vittoria. Gli allenamenti, le rinunce, i periodi in cui le cose non vanno. Manca ha raccontato anche alcuni passaggi del match mondiale, quelli che i presenti gli hanno chiesto di ripercorrere. I ragazzi hanno fatto domande. L’atmosfera, a quanto si capisce, era abbastanza informale.

Non è la prima volta che un atleta passa nelle scuole della zona. Di solito queste visite durano un’ora, al massimo un’ora e mezza, e poi ognuno torna alla propria giornata. Questa, almeno dalle parole di chi era presente, sembra sia andata bene.

Cinquanta secondi e il mondo è ancora suo

Il campione algherese Marcello Manca stende l’avversario alla prima ripresa e conserva la cintura mondiale di Free Boxe. Nonostante una schiena a pezzi e una vigilia complicata.

ALGHERO — Ci sono vittorie che si costruiscono nel tempo, ripresa dopo ripresa. E poi ci sono quelle che arrivano di botto, prima ancora che il pubblico abbia finito di sistemarsi sulla sedia. Quella di Manca appartiene alla seconda categoria.

L’atleta algherese si è riconfermato campione del mondo di Free Boxe con un KO alla prima ripresa. Secondo titolo iridato consecutivo. Archiviato in fretta, quasi con brutalità.

Il paradosso di una vigilia complicata

Chi lo seguiva sapeva che la preparazione non era filata liscia. Problemi alla schiena nelle settimane finali, il tipo di inconveniente che ti logora la testa più che i muscoli. Sul ring però non si è visto nulla di tutto questo. O meglio: si è visto solo il risultato.

“Non mi sarei mai immaginato una vittoria alla prima ripresa,” ha detto Manca a match concluso. “Soprattutto per i problemi alla schiena. Forse il colpo che ho subito nei primi secondi mi ha dato la scossa necessaria. Ancora non riesco a crederci.”

È un meccanismo che chi frequenta i ring conosce bene: a volte è proprio il momento di difficoltà che accende qualcosa. Il dolore sveglia, non addormenta.

Alghero spinge, il campione risponde

Il Piazzale della Pace, affacciato sul porto. Il pubblico algherese tutt’intorno, l’aria di mare, una serata che sapeva già di grande prima ancora che si salisse sul ring. Manca se n’è accorto: “Erano lì a tifarmi e incitarmi al massimo.” Non è retorica. Su un ring, sentire il calore di casa pesa. Conta.

Bene anche gli altri atleti sardi in gara: Lai e Denegri, delle palestre Training Sparta e Boxe Torres “Mario Muretti”, si sono fatti valere. La spedizione algherese ha retto nel complesso, guidata dai maestri Maurizio Muretti e Raffaele Lai.

Un riconoscimento va anche all’organizzazione — Giovani in Scena, Comune di Alghero e Fondazione Sardegna — che ha allestito una manifestazione di livello internazionale. Non è scontato, specie in una piazza di provincia. Ma Alghero con la boxe ha un rapporto serio.

La dedica che chiude il cerchio

Il momento più vero della serata è arrivato dopo il verdetto, quando i microfoni si avvicinano e il campione cerca le parole giuste. Manca le ha trovate subito:

“Grazie al Maestro Mario Ballone. So che tu eri lì, come sempre, con le tue parole in algherese a incitarmi più che mai.”

Ballone non c’è più. Ma certi maestri non spariscono del tutto. Restano nel modo in cui un pugile si muove, nella guardia, nel timing. Chiunque abbia vissuto una palestra capisce cosa intende Manca. Non è retorica. È riconoscenza vera.

Quello che resta

Due titoli mondiali. Un KO al primo round nonostante la schiena a pezzi. Una città che si è fermata a guardare. Alghero ha la sua storia da raccontare, e Manca continua a scriverla — con i guantoni, non con le parole.

Sul ring per Mario Ballone

Nove incontri, un titolo mondiale da difendere e due esordi: il memorial riporta la grande boxe sul porto di Alghero.

Venerdì 1° maggio, dalle 20:00, la Banchina Millelire si trasforma in un ring a cielo aperto. Fronte mercato del primo pescato, con il mare della Riviera del Corallo sullo sfondo, Alghero ospita il Memorial Mario Ballone, una serata di pugilato che mette insieme nove incontri e alcune delle facce più interessanti della boxe sarda.

Mario Ballone non c’è più, ma il suo nome è rimasto nell’ambiente. Era un uomo di palestra nel senso più concreto del termine: presente, esigente nella misura giusta, capace di seguire i pugili non solo sul piano tecnico ma anche su quello personale. Chi lo ha conosciuto lo ricorda così, senza eccessi. Un maestro che faceva il suo lavoro ogni giorno, senza troppi proclami.

Il momento più atteso della serata è quello di Marcello Manca, campione del mondo di free boxe, che quella sera difende il titolo.

La connessione con il memorial non è solo formale: quando Marcello Manca conquistò il titolo mondiale, all’angolo c’era Mario Ballone. Era il suo maestro.

Adesso Manca sale sul ring sapendo che quella presenza fisica non c’è più, ma quello che Ballone gli ha trasmesso è ancora lì, nell’approccio al ring.

La serata ha però anche un altro protagonista, più giovane e ancora all’inizio. Francesco Lai, peso medio Under 19 nei 75 kg, tesserato per la Training Sparta Alghero in collaborazione con la A.S.D. Boxe Torres Mario Muretti, fa il suo debutto casalingo davanti al pubblico della sua città.

Ha già combattuto: il 21 marzo scorso, a Pattada, ha disputato il suo primo incontro ufficiale contro Giorgio Cattaneo della Boxing Team Maludrottu di Olbia. Tre riprese equilibrate, verdetto di parità. Un esordio che dice poco in termini di risultato, ma che conta come esperienza.

Nella stessa serata è previsto il debutto di Riccardo Denegri nella categoria dei 60 kg, pesi leggeri. Conosce già cosa significa stare nei ranghi: ora scoprirà cosa significa stare sul ring.

Nove match in programma, una banchina che per una sera diventa il centro della boxe locale. Il memorial ha senso proprio così: non come celebrazione fine a se stessa, ma come momento in cui passato e presente si trovano nello stesso posto, sullo stesso ring.

Francesco Lai debutta sul ring, continua la tradizione della boxe algherese

Parità all’esordio di Pattada contro Giorgio Cattaneo per il giovane della Training Sparta Alghero, categoria 75 kg Under 19 (pesi medi / Middleweight). All’angolo uno staff legato alla storica scuola Burruni, riferimento della boxe algherese.

Buon debutto sul ring per Francesco Lai, categoria 75 kg Under 19 (pesi medi / Middleweight), che il 21 marzo 2026 a Pattada ha disputato il suo primo incontro ufficiale, chiudendo con un verdetto di parità contro Giorgio Cattaneo della Boxing Team Maludrottu di Olbia.

L’incontro ha visto affrontarsi due giovani pugili determinati, protagonisti di tre riprese combattute, intense ed equilibrate, nelle quali nessuno dei due si è risparmiato, dando vita a un confronto vero e apprezzato dal pubblico presente.

Francesco Lai rappresenta la Training Sparta Alghero, in collaborazione con la A.S.D. Boxe Torres Mario Muretti. A seguirlo all’angolo i tecnici Raffaele Lai, Marcello Manca e Maurizio Muretti, soddisfatti per la prova offerta all’esordio, che rappresenta un primo passo in un percorso sportivo ancora tutto da costruire.

Nello staff tecnico è presente anche Marcello Manca, pugile con esperienza sia nel dilettantismo che nel professionismo, cresciuto nella storica scuderia legata alla scuola di Salvatore Burruni. Manca è inoltre attuale campione del mondo di Free Boxe, titolo che conferma il valore tecnico di uno staff che unisce esperienza e continuità sportiva.

Il cognome Lai è legato alla tradizione degli sport da combattimento: Francesco è figlio di Raffaele Lai, ex pugile professionista con diverse presenze nella nazionale dilettanti, cresciuto nella storica palestra Burruni, fondata dallo storico campione del mondo algherese Salvatore Burruni, punto di riferimento per intere generazioni di pugili del territorio.

In famiglia la tradizione degli sport da ring è consolidata anche grazie allo zio Franco Lai, ex campione del mondo di Thai Boxe, figura che contribuisce a rafforzare un percorso sportivo radicato nel tempo.

Raffaele Lai è stato uno dei pugili professionisti espressi dalla scuola algherese, con 120 incontri tra i dilettanti e 16 tra i professionisti, e oggi segue all’angolo il figlio Francesco, in una continuità sportiva che mantiene vivo il legame con una tradizione importante della boxe algherese.

Un passaggio tra generazioni che guarda al futuro senza dimenticare la propria storia.