La Palma corsara a Valledoria: basta un gol nel primo tempo

A Valledoria non si gioca una partita leggera: campo pesante, ritmi alti, due squadre che si studiano poco e si picchiano molto sul piano agonistico.
Il Codaruina prova a costruire senza esporsi, La Palma invece resta ordinata e colpisce quando trova lo spazio.

Il gol-partita nasce al 36′ del primo tempo: lettura intelligente di Ruben Arca sull’arco della trequarti, palla di prima per Andrea D’Antonio messo davanti al portiere. Controllo, tiro, rete. Per d’Antonio è un rigore in movimento, chirurgico.

I padroni di casa reagiscono: al 40’ l’esterno destro sfonda sulla fascia, cross teso che attraversa l’area e tap-in mancato per centimetri.
La Palma ricambia subito: al 42’ azione corale, davanti al portiere che compie un doppio miracolo — primo sul tiro, poi sull’esterno sinistro accorso a rimorchio.

Nel recupero ancora il La Palma: contropiede, cross, D’Antonio di testa manda fuori di poco.

Nella ripresa cambia tutto. Per mezz’ora è dominio del Codaruina: pressione, ritmo, calci piazzati.
Al 10’ un tiro destinato in rete viene cancellato dall’ennesimo miracolo di Marcomini, oggi monumentale.

La difesa regge, sbaglia poco, non concede varchi facili.

Nell’ultimo quarto d’ora il La Palma rialza la testa, esce D’Antonio ed entra Ousmane, insolitamente davanti a disturbare la difesa. Mossa azzeccata, il La Palma si distende, crea due occasioni per chiuderla.
E qui arriva la parte che fa saltare i nervi a tutti.
Il Codaruina spinge, cross da destra e mischia davanti alla porta del La Palma: l’arbitro ferma tutto per un fuorigioco dell’attaccante, mentre l’azione è ancora viva. Niente di fatto, ma dalla panchina dei padroni di casa partono proteste pesanti. L’arbitro non ci pensa due volte: rosso diretto all’allenatore. Si riparte con una punizione dal fondo.

Siamo al 41’.
Ousmane, Guerriero e Giuffrida costruiscono un’azione pulita: tre passaggi, verticalizzazione e sono davanti alla porta avversaria.
Guerriero insacca, ma anche stavolta il direttore di gara annulla tutto per un presunto fuorigioco dell’attaccante rossoblù.

La panchina del Codaruina esplode di nuovo: altre proteste, altro rosso. L’allenatore in seconda va a far compagnia al mister negli spogliatoi.

La partita si trascina fino al 98’, con gli animi accesi e due punizioni dal limite – una per parte – entrambe di poco alte sopra la traversa.

Finisce 0-1.
Vittoria sporca, pesante, presa con i denti.
La Palma è corsara a Valledoria.

La cronaca secca:

Gara di sofferenza ma anche di lucidità.
Primo tempo ordinato, secondo tempo di trincea. La difesa, stavolta, non si distrae. Il portiere tiene in piedi tutto: almeno tre interventi da copertina.

Davanti, Ruben Arca e Andrea D’Antonio confezionano un gol da manuale.
D’Antonio lotta, fa metri, arriva vicino al raddoppio due volte.

Non è stata una partita bella.
È stata una partita da portare a casa.
Missione compiuta.

Così Angelo Bardini a fine partita:

“A volte basta un gol.
Il resto lo fanno cuore e fatica.
La Palma oggi aveva entrambi”.

Per la FC Alghero buon pareggio sul campo del Ploaghe

nella foto l’autore del primo gol Francesco Zanda

La FC Alghero torna da Ploaghe con un 2-2 che lascia qualche rammarico, al termine di una gara
intensa e ben giocata dai giallorossi.

La squadra ha mostrato personalità, ordine tattico e grande
spirito combattivo. Partenza sprint dei giallorossi: dopo appena un minuto, da un corner di Mameli, due giocatori sfiorano il pallone di testa mancando di un soffio il vantaggio. La risposta del Ploaghe arriva al 7’, prima con Oggiano e poi con Annunziata, che dal limite colpisce una traversa rumorosa. Al 18’ Porcu ha una buona occasione ma, da pochi passi, calcia alto. Il vantaggio algherese arriva comunque al 25’: assist perfetto di Roberto Correddu per Zanda, che controlla e insacca l’1-0. Al 33’ viene annullato per fuorigioco il gol del possibile raddoppio firmato da Fabio Puledda. Nella ripresa la FC Alghero riparte forte: al 52’ Porcu si trova ancora a tu per tu con il portiere, ma il suo tiro centrale viene bloccato. Al 67’ il Ploaghe sfiora la rete con Masala, che da fuori area sfiora la traversa. Un minuto più tardi è Zanda a creare pericoli dalla parte opposta: entra in area e calcia, trovando però la deviazione in angolo della difesa. Al 78’ i padroni di casa trovano il pareggio con un tiro dalla distanza di Frongia, e appena due minuti più tardi ribaltano il risultato: un’indecisione difensiva permette a Oggiano di entrare in area e battere Serra con un diagonale preciso. La FC Alghero non molla e si lancia all’attacco fino alla fine. Al 94’ arriva il gol del meritato 2-2: cross di Pinna e stacco di Puledda, che di testa firma un pareggio fondamentale. Nonostante il risultato, la prestazione dell’FC Alghero è stata convincente e ricca di segnali positivi. In particolare, da sottolineare l’impatto del nuovo acquisto, il centrocampista Mameli, e il rientro, dopo la breve parentesi al Malaspina, del terzino sinistro Cingotti, che hanno offerto un contributo prezioso. Cresce anche l’attesa per il nuovo attaccante Matteo Federici, che sarà disponibile dalla prossima sfida casalinga contro il Lauras.

Tabellino

PLOAGHE: Accardo, Annunziata, Muggiolu, Pala, Fele, Palmisano, Oggiano, Tedde (21’ st Nuvoli), Pace, Frongia (40’ st Pilo), Masala Piero. A disposizione: Camboni, Sechi, Masala Davide, Cedrello, Demurtas, Olmetto, Padedda.

Allenatore: Elia Uleri

FC ALGHERO: Serra Francesco, Cingotti, Zanda (44’ st Marrosu), Spanu (44’ st Cherchi), Correddu, Molinari, Porcu (14’ st Riu), Puledda, Nuoto (30’ st Serra Federico), Mameli (25’ st Pinna), Serra Raimondo. A disposizione: Sotgiu, Peana, Ardu, Quintilio.

Allenatore: Andrea Peana

Arbitro: Elia Cabiddu di Cagliari

Reti: 25’ Zanda, 78’ Frongia, 80’ Oggiano, 94’ Puledda

Fertilia–Audax: Una Sfida che Mancava

Un derby che riporta Alghero ai tempi del Don Poddighe e delle maglie biancoverdi.

La vittoria del Fertilia passa in secondo piano davanti al ritorno dell’Audax 1976: l’eredità di Ampelio Sanna torna in campo con il figlio Pietro Paolo, primo portiere della storia biancoverde.
RIQUADRO STORICO — Chi era Ampelio Sanna

Ampelio Sanna, maresciallo, uomo asciutto, concreto, uno di quelli che costruivano prima con le mani e poi con le parole.
Negli anni ’70 prese il campo di Don Poddighe — terra, vento e pochi mezzi — e gli diede un’identità.
Disciplina, metodo, presenza: così nacque l’Audax 1976, una maglia biancoverde che ad Alghero non fu mai solo sport, ma appartenenza.

Il primo a difendere quei pali?
Pietro Paolo Sanna, suo figlio.
Oggi è proprio lui a rimettere in moto la macchina, riportando sul campo una storia che per la città non era un ricordo: era un debito.

Un padre che costruisce.
Un figlio che riapre.
Una città che riconosce le sue radici.

Audax Alghero 1976, una storia che riparte

L’Audax è un frammento di memoria algherese: rioni, ragazzi che arrivavano al campo in bici, genitori che tracciavano le linee col gesso, panchine di legno e scarpe sporche.
Una società nata dal basso, cresciuta con valori semplici: rispetto, sudore, identità.

Dopo anni di silenzio, tornare non significa solo iscriversi a un campionato:
significa rimettere in piedi un pezzo di storia cittadina.
E la gente, ieri, lo ha sentito.

Non un debutto.
Un ritorno.

AUDAX vs FERTILIA: LA CRONACA

Primi minuti equilibrati, poi il Fertilia apre il campo e impone ritmo e gioco.
Più rapido, più preciso, più pronto: trova subito la strada e la percorre fino in fondo.
L’Audax resta ordinata, nonostante il rodaggio e il peso emotivo di un ritorno atteso da tanto.

Nella ripresa il copione resta lo stesso: Fertilia in scioltezza, Audax che continua a correre e a non tirare mai indietro lo sguardo.
Impegno e carattere, comunque vada.

Il punteggio finale è largo, largissimo — lo sanno tutti.
Ma non è questo il centro della giornata.

Il cuore della storia è nel ritorno congiunto di Audax e Fertilia, due società che nella stagione 2025/26 rientrano insieme nel panorama calcistico algherese.
Una doppia rinascita che non parla di numeri: parla di passione.

Due colori diversi, una stessa direzione:
riprendersi il loro posto nello sport cittadino.

Perché ci sono partite che non si misurano con il tabellino,
ma con ciò che fanno tornare a vivere.

Come una volta

Ci sono derby che vengono per ricordarti da dove vieni.
Il Fertilia ha fatto il suo, con solidità e organizzazione.
L’Audax ha rimesso in moto una storia che sembrava assopita, riportando sul campo una tradizione che ad Alghero vale come un patrimonio.

Due squadre che mancavano, due storie che si ritrovano, una città che applaude.
Il calcio vero — quello dei campetti, delle radici, della comunità — è tornato.

Il risultato resta agli archivi.
Il resto resta dentro chi c’era.

Serie A2, il Tc Alghero Mp Finance sconfitto in Brianza

I ragazzi di capitan Gino Asara hanno perso 5-1 sui campi del Tc Villasanta nello spareggio-salvezza del campionato nazionale di Serie A2 di tennis maschile a squadre.
Il punto algherese è stato conquistato da Calvin Hemery, che nel derby francese contro Mathias Antoine Marie Bourgue si è imposto 6-4, 6-3.
Sconfitte in due set per l’italo-argentino Juan Bautista Otegui (6-4, 6-0 da Pietro Orlando Fellin), Luca Fasciani (6-3, 6-1 da William Mirarchi) e Michele Fois (6-3, 6-3 da Andrea Borroni).
Nei doppi, Otegui e Fois hanno ceduto allo sprint a Borroni e Mirarchi (6-4, 1-6, 10-7), mentre Hemery e Nicolò Serra hanno perso 6-1, 6-4 contro Fellin e Bourgue.
Il Tc Alghero Mp Finance parteciperà quindi a un tabellone a otto squadre, con le due finaliste che si salveranno, mentre le altre sei partecipanti retrocederanno in B1.
Domenica, i giallorossi voleranno a Torino, sui campi del Ronchiverdi, sconfitto 4-0 in casa del Ct Albinea.

FC Alghero si rinforza e va a far visita al Ploaghe

La FC Alghero torna in campo sabato nell’anticipo della decima giornata del campionato di Prima Categoria – Girone D, impegnata in una delicata trasferta sul campo del Ploaghe. La gara si disputerà allo stadio comunale “Bobore Piu” di Ardara, con fischio d’inizio fissato per le ore 15. In casa giallorossa assenti per infortunio il fantasista Carlo Pintus e il difensore Silvio Gnani. La squadra affronta la trasferta con determinazione e con l’obiettivo chiaro di conquistare punti preziosi in chiave salvezza. Nel frattempo, la società continua a lavorare sul mercato per rinforzare ulteriormente il gruppo. Nelle ultime ore sono arrivati due nuovi innesti: il centrocampista Andrea Mameli, proveniente dall’Olmedo, e il terzino sinistro Marco Cingotti, che rientra dopo la breve parentesi al Malaspina. Entrambi i giocatori saranno a disposizione già da questo sabato, garantendo nuove soluzioni in mezzo al campo e maggior profondità alla rosa. Un ulteriore importante colpo è atteso per la prossima settimana, quando sarà finalmente disponibile anche l’attaccante Matteo Federici, classe e esperienza al servizio dei giallorossi. Il centravanti laziale, reduce dalle prime gare stagionali disputate con il Sennori, ritrova Alghero dopo la precedente avventura in serie D, seguita da varie esperienze tra D, Eccellenza e Promozione nella penisola. L’arrivo di Federici rappresenta un significativo potenziamento del reparto offensivo, in vista del prosieguo della stagione. «Affrontiamo una gara difficile ma ci stiamo preparando con determinazione. – sottolinea l’allenatore giocatore Andrea Peana – Sappiamo che ogni punto è fondamentale per il nostro percorso e vogliamo dare continuità al lavoro delle ultime settimane. I nuovi arrivi ci daranno una mano importante, ma ciò che conta è l’atteggiamento del gruppo: serviranno compattezza, sacrificio e lucidità nei momenti chiave della partita». La FC Alghero si prepara dunque al confronto con il Ploaghe determinata a dare battaglia.

LA PALMA SPORTING – GSA LAERRU 2-2

Un punto che muove la classifica. Ma non ancora la testa.

Al “Pino Cuccureddu” si rivede una storia che ormai conosciamo a memoria.
La Palma parte male, concede spazio, sbaglia letture semplici e dopo mezz’ora è già sotto di due gol: una dormita difensiva, un rigore evitabile, quelle situazioni che ti fanno alzare le mani e sospirare. Il Laerru incassa e va al riposo in controllo.

Nella ripresa cambia tutto.
Il La Palma entra con un’altra gamba, un’altra faccia. Spinge, lotta, si prende ogni pallone sporco. Non è perfetta, ma è viva. Accorcia con Ousmane, continua a macinare metri, non si arrende neanche quando il cronometro dice che non c’è più tempo. E invece il tempo c’è: all’ultimo respiro Carboni infila il 2-2 che rimette tutto in equilibrio.

È un pareggio che pesa. Non per la classifica, che si muove di poco, ma per la testa: perché dimostra che la squadra, quando decide di restare dentro la partita, può ribaltare anche gli scenari peggiori.

Resta però il nodo che si portiano dietro da settimane: gli inizi molli, gli errori che costano, la sensazione di doversi complicare la vita da soli prima di reagire.
La strada è lunga, certo. Ma la direzione è questa: carattere, orgoglio, continuità. Quel pezzo di continuità che ancora manca.

Non era la vittoria che serviva.
Ma è un punto preso con le unghie, con la testa bassa e con la voglia di non sparire dal campo.
La Palma è viva. Adesso deve imparare a partire prima, non sempre dopo.

Fertilia, passo falso che brucia

Fertilia – Monserrato 0-2: partita equilibrata, gol annullato a Martínez, nervi tesi e un finale deciso in contropiede.

Partita vera, giocata senza paura da entrambe le squadre.
Nel primo tempo il Fertilia resta in gara grazie a due belle parate del suo portiere: interventi sicuri, che tengono la squadra lucida quando il Monserrato prova ad alzare i giri.

La ripresa segue lo stesso ritmo: contrasti, corsa, occasioni a strappi.
Il Monserrato la sblocca con Maninchedda su azione, senza episodi particolari.

Il Fertilia reagisce subito. Martínez segna, ma l’arbitro annulla per un presunto fallo. Da lì la gara si incattivisce e la direzione arbitrale non aiuta a riportare calma.

Nel finale il Fertilia si sbilancia per cercare il pareggio: squadra alta, baricentro avanzato, palloni dentro a cercare la deviazione giusta ma la partita si chiude nel modo più amaro: palla persa, contropiede, ed è lo 0-2 per il Monserrato firmato Pintus.

Cronaca Giuliana

Fertilia presente, vivo, mai fuori dal match.
Due interventi importanti del portiere nel primo tempo danno ossigeno, la squadra tiene il campo, risponde colpo su colpo.

Il gol annullato a Martínez pesa. La partita si accende, aumentano i falli e il clima si fa nervoso. In un clima così la direzione si complica, e anche l’arbitro deve gestire episodi non semplici.

Negli ultimi minuti il Fertilia si sbilancia: squadra alta, baricentro avanzato, dentro tutto quello che c’è per cercare il pareggio.
Qualche mischia, qualche pallone buttato in area, la sensazione che una deviazione possa premiarti.

Invece arriva la palla persa.
Il contropiede del 0 a 2 subito nel caos dell’assalto finale è un pugno allo stomaco, ma non cancella la prestazione.

Il risultato fa male, la prova un po’ meno.
Il Fertilia ha tenuto botta, ha reagito, ha provato a riprenderla.
A volte però basta un episodio — e la partita ti scappa.
Si riparte senza tragedie: lavoro, calma e la testa dritta.

Marcello Manca premiato dal Panathlon: l’uomo prima del campione

A Sassari il riconoscimento al merito sportivo per il campione del mondo di free boxe: una targa che celebra non solo le vittorie, ma il cuore, il fair play e l’impegno sociale che hanno segnato tutta la sua carriera.

Venerdì 14 novembre 2025, al centro sportivo Centro Le Querce di Sassari, è stata consegnata una targa di riconoscimento al merito sportivo a Marcello Manca. La cerimonia era organizzata dal Panathlon Club Sassari, che lo ha voluto premiare per il suo impegno, i risultati sportivi e il valore umano che ha dimostrato in anni di carriera.

Che premio è

Il Panathlon è un’associazione che promuove lo sport come mezzo di crescita personale e sociale. Il riconoscimento al merito sportivo che consegna è simbolico ma importante: non solo per il risultato agonistico, ma per l’insieme — impegno, etica, fair-play, attaccamento alla comunità. La targa consegnata a Marcello lo sottolinea chiaramente: “alla tua vita sportiva e sociale, hai sempre capitalizzato su passione e cuore. Un premio che riconosca il tuo fair play è il grazie che il Panathlon Club Sassari ti porge”. (come recita la targa)

Perché Marcello Manca

Marcello è un atleta particolare: ex pugile professionista, originario di Alghero, che non si è fermato dopo il ritiro “classico”. Ha cambiato disciplina e si è cimentato nella free-boxe — una disciplina ibrida, più libera, che mescola pugilato, colpi vari, movimenti meno rigidamente regolamentati.

Nel 2025 ha conquistato il titolo mondiale di free-boxe. Questo traguardo, insieme al bagaglio sportivo precedente (decine di incontri, titoli regionali e nazionali nella boxe tradizionale) lo rendono significato per la sua comunità: Alghero, Sassari, Sardegna.

Con il premio del Panathlon, viene riconosciuto non solo il “campione”, ma l’esempio: chi non ha mollato, chi ha esplorato nuovi orizzonti, chi è simbolo di sport oltre il ring.

Cosa è successo alla cerimonia

L’evento si è tenuto presso il centro “Le Querce” a Sassari, in un contesto curato dal Panathlon.

È stata consegnata la targa: una lastra elegante con cornice dorata, scritte blu su fondo chiaro, che recita: «A Marcello Manca, grande uomo, atleta e campione. La tua vita sportiva e sociale fa capire che oltre l’impegno fisico, hai sempre capitalizzato su passione e cuore. Un premio che riconosca il tuo fair play è il grazie che il Panathlon Club Sassari ti porge.» (Sassari, 14 novembre 2025)

Il gesto ha un valore simbolico: premiare chi ha dato qualcosa in più — alla disciplina, all’ambiente, al territorio.

Marcello ha ringraziato pubblicamente il Club Panathlon, definendo l’onorificenza «un grande onore e una profonda emozione».

Il punto non è il trofeo

In tempi in cui lo sport è spesso ridotto a «solo risultato», premiare anche il percorso, il “come” si arriva, è un atto che conta.

Per la Sardegna – e in particolare per Sassari/Alghero – significa valorizzare uno degli sportivi locali, lasciando traccia di una carriera che ha radici “old school”, dura, sporca, quella vera di palestra e sacchi consumati” (quelle della boxe) e ali nuove (il salto nella free-boxe).

Per Marcello stesso: non solo un trofeo in più, ma un riconoscimento al lavoro, alla visibilità e all’esempio.

Due cose da sapere

Marcello Manca ha 38 anni (nel 2025) e ha chiuso la carriera professionistica da pugile imbattuto — poi ha continuato in free-boxe.

Il titolo mondiale di free-boxe è arrivato nel 2025.

uno sportivo vero, con la storia alle spalle, che oggi viene celebrato nel suo territorio. Non è solo un ring, è anche cittadinanza, è responsabilità, è “fare bene” fuori dai riflettori. Per Marcello Manca non solo un premio, ma una conferma: la strada che ha scelto ha senso.

La Palma Sporting: più episodi che gioco, e il risultato pesa

Tissi–La Palma 3-0. Risultato chiaro, ma la partita racconta qualcos’altro.

Il Tissi va avanti al 25’ con Rubattu, che la mette dentro da due passi dopo una mischia. Ma il punto che farà discutere per tutta la settimana succede un attimo prima: fallo di mano in area Tissi, proteste del La Palma, l’arbitro lascia correre.
Solita scena. Senza assistenti veri è impossibile vedere tutto. Non è cattiva volontà, è proprio che queste partite, così, diventano una mezza lotteria.

A parte questo, non è che il La Palma abbia incendiato la gara. La squadra di mister Bardini doveva giocare per portare a casa almeno un punto, perché la classifica pesa. Invece il primo tempo resta moscio, con troppi appoggi sbagliati e poca cattiveria nei trenta metri finali.

L’unico lampo arriva a inizio ripresa: D’Antonio scappa nello spazio, si trova davanti al portiere del Tissi e lì succede il prodigio. Mano aperta, riflesso assurdo, pallone tolto da sotto la traversa.
Se quella entra, forse la partita prende un’altra piega. Ma non entra. E quella resta l’unica vera occasione del La Palma, nonostante il cambio di modulo e un po’ più di gamba nel secondo tempo.

Poi, come sempre quando non la butti dentro, il conto arriva.
Al 88’ Murgia, appena entrato al posto di di Masia, firma il raddoppio del Tissi, sfruttando una disattenzione. Tre minuti dopo Gueye chiude il match con il gol del 3-0.

Il campionato è lungo, non è finita per nessuno. Questa squadra deve solo tirare il fiato, rimettere le idee a posto e smettere di complicarsi la vita. Giocare pulito, senza quella fretta che ti fa sbagliare anche le cose più facili.

TABELLINO

Folgore Tissi – La Palma Sporting 3-0

FOLGORE TISSI: Decortis; Decandia; Rubattu G.; Masia M.; Rubattu A.; Gueye; Stenta; Meloni; Masia L. (38’st Murgia); Riu; Scarpa A. (29’st Fanti); A disposizione: Mura; Santucciu; Solinas; Santona; Scarpa E.; Panzali; Derrosas; Allenatore: Ruiu Giovanni Andrea

LA PALMA SPORTING: Marcomini; Salaris; Ousmane; Gurriero; Pinna; D’Antonio; Casula (32’ st Scarpa); Bigi (14’st Fois); Arca (29’st Piu); Ballone (6’st Paolino); Saba (6’st Guffrida) A disposizione: Mela; Iannaccone; Carboni; Allenatore: Bardini Angelo

Reti: Rubattu (25’), Murgia (88’), Gueye (91’)

Arbitro: Calvia Lorenzo di Alghero

Fc Alghero sconfitta a Sennori

Nella foto: Fabio Puledda

La FC Alghero esce sconfitta per 3-1 dal campo del Sennori e resta ultima in classifica con un solo punto dopo otto giornate.

Tra le fila algheresi, soprattutto nel secondo tempo, si sono rivisti alcuni giocatori assenti nelle precedenti settimane per infortunio. La squadra ha giocato a sprazzi, commettendo alcuni errori sia in fase di impostazione che difensiva, contro un Sennori tutto sommato modesto. La gara si sblocca al 31’, quando Scannicchio porta in vantaggio i padroni di casa con un colpo di testa. La risposta giallorossa è immediata: al 33’ Zanda sfiora il pareggio, ma Pittalis devia in corner. Al 37’ Garofalo si oppone a un tiro ravvicinato di Ansaldi, mentre al 40’ Correddu manca di poco l’1-1 su cross di Peana. Un minuto dopo è Pintus a rendersi pericoloso con un tiro-cross bloccato dal portiere locale. Nel finale di tempo il Sennori raddoppia: al 45’ un rinvio sfortunato di Correddu diventa un assist involontario per Ruiu, che calcia al volo e insacca sul palo lontano. Nella ripresa le occasioni arrivano soprattutto nel quarto d’ora finale. Al 76’ Pintus prova dalla distanza, trovando la risposta di Pittalis, che due minuti più tardi blocca anche una conclusione ravvicinata di Riu. All’80’ la FC Alghero accorcia le distanze con Fabio Puledda, bravo a insaccare di testa una punizione di Peana. I giallorossi sfiorano il pareggio all’85’ con un colpo di testa di Pintus, respinto ancora dal portiere. All’88’ un rinvio difensivo, intercettato a centrocampo dagli avversari, apre il contropiede che consente a Desini di firmare il definitivo 3-1 per il Sennori. Per la
FC Alghero è tempo di pensare alla prossima partita che giocherà in casa, al Pintore – Caddeo di Olmedo, contro il Malaspina, calcio di inizio alle ore 15.

tabellino


SENNORI: Pittalis, Falchi, Ruiu, Raiano (49’ st Piredda), Fiori, Ansaldi, Senes (41’ st Cosso),
Scannicchio, Polo (43’ st Cappai), Desini Andrea, Spiri (20’ st Murgia). A disposizione: Desini
Mattia, Deriu, Campus Andrea, Testori, Campus Stefano. Allenatore: Piergianni Pala

FC ALGHERO: Garofalo, Marrosu (13’ st Puledda), Peana, Molinari, Correddu, Nuoto (27’ st
Carbone), Pinna (45’ pt Spanu), Zanda, Riu (36’ st Cherchi), Pintus, Porcu (13’ st Serra Raimondo).
A disposizione: Serra Francesco, Ardu, Orizi, Quintilio. Allenatore: Andrea Peana

Arbitro: Lorenzo Zappino di Sassari

Reti: 31’ Scannicchio, 45’ Ruiu, 80’ Puledda, 88’ Desini Andrea.