Il La Palma riparte col piede giusto

Sporting Sassari battuto 4-1: segnali positivi nel girone di ritorno

Seconda Categoria Sardegna

Le squadre scendono in campo con assetti chiari.
Il La Palma si presenta con il 4-5-1, modulo compatto e aggressivo.
Lo Sporting Sassari risponde con il 4-2-3-1, puntando su equilibrio e ripartenze.

La gara si accende subito: al 7’ del primo tempo, alla prima occasione, Scheffer trova la conclusione da fuori area che porta in vantaggio il La Palma.

Al 10’ i padroni di casa vanno vicinissimi al raddoppio: calcio d’angolo di Guerriero a girare, il pallone si stampa sul palo. Il La Palma spinge, controlla il gioco e dà la sensazione di avere in mano la partita.

Al 25’ arriva l’episodio che rimette tutto in equilibrio.
Lo Sporting Sassari prova a reagire e torna in avanti: sul contatto in area l’arbitro concede il calcio di rigore. Dal dischetto Uras non sbaglia, portiere da una parte e pallone dall’altra. È 1-1, tutto da rifare per il La Palma.

Ma il pareggio dura pochissimo.
Lo Sporting Sassari non ha neppure il tempo di esultare: al 27’, appena due minuti dopo, D’Antonio è incontenibile, scappa sulla fascia sinistra, mette un cross teso al centro e Guerriero, sotto porta, è il più lesto di tutti a trovare il tap-in vincente, riportando immediatamente il La Palma in vantaggio.

È una grande prova di carattere. Questa volta il La Palma non si perde d’animo dopo aver subito il gol, come accaduto in altre occasioni. Nessun blackout, nessuna reazione negativa: la squadra impone subito il proprio gioco, consapevole delle proprie potenzialità. Un lavoro sul quale Bardini e Lobrano hanno insistito molto durante la sosta natalizia e che oggi i ragazzi dimostrano di aver assimilato sul campo, mostrando cosa significhi davvero consapevolezza di squadra.

La gara resta viva fino all’intervallo. Lo Sporting Sassari si affida soprattutto ai calci piazzati: arrivano due punizioni dal limite, ma Marras, numero 11, calcia in entrambe le occasioni alto sopra la traversa. Al 45’, su punizione dal limite, l’ultima conclusione del primo tempo termina ancora alta.

La ripresa si apre nel modo migliore per il La Palma.
Al 2’ del secondo tempo, calcio d’angolo, palla messa al centro, conclusione da fuori area: il portiere respinge e Guerriero è il più rapido sulla ribattuta. È 3-1.

Il La Palma prende definitivamente il controllo della partita.
Al 20’, D’Antonio batte un calcio di punizione dal limite dell’area, rasoterra, con un leggero effetto: il pallone si insacca sul primo palo dell’incolpevole portiere. È 4-1 e partita chiusa.

Il punteggio, però, non racconta fino in fondo l’andamento della gara. Nel secondo tempo il portiere dello Sporting Sassari, Sechi, è determinante nel contenere il passivo, con diversi interventi provvidenziali che evitano un risultato più pesante.

Lo Sporting Sassari gioca una gara ordinata e con personalità, ma oggi il La Palma è superiore, continuo e concreto. L’unica vera sbavatura resta il fallo che ha portato al rigore nel primo tempo.

Il migliore in campo

Il migliore in campo è stato senza dubbio Guerriero. Decisivo nei momenti chiave, sempre dentro la partita, autore di una doppietta e di una prestazione completa per intensità, lucidità e presenza.

La direzione di gara

Se siamo abituati a cercare e valorizzare il talento tra i giocatori, non possiamo ignorare quello degli arbitri, che sono a tutti gli effetti atleti, e la loro direzione è parte integrante del gioco. In quest’ottica, la prestazione dell’arbitro Salaris di Alghero è stata solida e convincente.
Direzione encomiabile, capace di riportare la gara sui giusti binari e di gestire con equilibrio alcune intemperanze da entrambe le parti. I cartellini gialli distribuiti si sono rivelati propedeutici a tutelare il valore sportivo della partita.

Il secondo tempo chiude così la gara sul 4-1 finale.
Una vittoria netta, meritata, che conferma l’ottimo avvio del La Palma nel girone di ritorno.


TABELLINO

La Palma (4-5-1)

Sechi, Pinna, Mastroleo, Salaris, Moltiel, Fois, Ferraresi, Malgari, Scheffer, Guerriero, D’Antonio.

A disposizione: Mela, Ousmane, Calaresu, Paolino, Meloni, Casula, Bigi, Marras, Arca.

Allenatore in seconda: Mario Roberto Lobrano

Sporting Sassari (4-2-3-1)

Sechi, V. Pinna, L. Prato, S. Cosseddu, S. Casula, M. Manca, D. Carta, F. Ruiu, S. Marras, R. Scanu, A. Uras.

A disposizione: M. Maieli, S. Cherchi, S. Murittu, V. Poggiu, D. Marongiu, G. Delogu, A. Russu, M. Derosas, S. Curreli.

Allenatore: Alessio Carta

Marcatori

7’ Scheffer (LP)
25’ Uras (SS, rig.)
27’ Guerriero (LP)
2’ st Guerriero (LP)
20’ st D’Antonio (LP)

Riparte il campionato: La Palma apre il ritorno contro lo Sporting Sassari

Si riaccende il campionato di Seconda Categoria – Girone F

Archiviato il girone di andata, si entra nella fase che pesa davvero: il girone di ritorno.
Per la La Palma Sporting Alghero l’esordio è subito impegnativo, in casa contro lo Sporting Sassari, una delle squadre più continue viste finora.

I numeri della Palma e cosa dicono davvero

La Palma chiude l’andata con 15 punti in 13 partite, per una media di 1,15 punti a gara.
I gol segnati sono 16 (1,23 a partita), quelli subiti 27 (2,07 a gara).
Una squadra che crea, ma che ha pagato caro alcune disattenzioni difensive, spesso nei momenti chiave.

Casa e trasferta: il punto centrale del ritorno

Il rendimento cambia nettamente a seconda del campo.

In casa

  • 7 partite
  • 10 punti
  • Media: 1,43 punti a gara
  • Gol fatti: 10
  • Gol subiti: 13

In trasferta

  • 6 partite
  • 5 punti
  • Media: 0,83 punti a gara
  • Gol fatti: 6
  • Gol subiti: 14

Numeri chiari: la Palma costruisce soprattutto tra le mura amiche e soffre lontano da casa.
Per questo motivo, il Campo Sportivo Pino Cuccureddu – Maria Pia – Alghero, in attesa che terminino i lavori a Santa Maria La Palma, dovrà diventare per questa stagione una base solida da cui ripartire. Un punto fermo, non un impianto provvisorio.

Lo Sporting Sassari: continuità e solidità

Lo Sporting Sassari arriva con 23 punti in 13 gare, pari a una media di 1,77 punti a partita.
Ha segnato 25 gol (1,92 a gara) e ne ha subiti 20 (1,54).
Una squadra più equilibrata, capace di produrre gioco e di reggere anche in trasferta, senza cali evidenti.

Il momento delle due squadre

Nel finale di andata:

  • La Palma ha alternato risultati e non ha trovato continuità.
  • Sporting Sassari ha mantenuto una marcia più regolare, gestendo meglio anche le partite meno brillanti.

Precedenti: una storia che parla chiaro

Il confronto non nasce oggi.

Nella stagione 2023/24, con entrambe impegnate in Terza Categoria, arrivarono due pareggi: 1-1 e 2-2.
Nel campionato 2024/25 di Seconda Categoria, lo Sporting Alghero vinse 3-2 all’andata, mentre il ritorno a Sassari si chiuse sullo 0-0.
Nella stagione in corso (2025/26), infine, lo Sporting Sassari era passato sul 2-0, prima di subire la rimonta della Palma fino al 2-2 finale.

Il filo conduttore è evidente: equilibrio costante, partite sempre aperte, mai davvero chiuse prima del novantesimo.

Panchina e contesto

Non sarà in panchina mister Angelo Bardini, squalificato dopo il cartellino rosso rimediato nell’ultima gara casalinga.
A guidare la squadra sarà Mario Roberto Lobrano, allenatore in seconda, chiamato a gestire una gara delicata ma pesante per l’avvio del ritorno.

Il dodicesimo uomo

Ci si aspetta una presenza importante sugli spalti.
In casa, il pubblico può diventare il vero dodicesimo giocatore in campo, soprattutto in una gara dove l’equilibrio è la chiave.

Pronostico: numeri e realtà

Guardando ai dati complessivi, il pronostico sportivo resta aperto.
Le percentuali raccontano questo scenario:

  • X (pareggio): 38%
  • 1 (La Palma Sporting): 34%
  • 2 (Sporting Sassari): 28%

Una lettura figlia dei numeri: Sassari più continuo, Palma più efficace in casa, precedenti che spingono verso una gara bloccata e combattuta.

Ma poi c’è Alghero

E qui il discorso cambia.

La sensazione è che la La Palma Sporting si presenti a questa prima del ritorno molto diversa rispetto a quella vista nel girone di andata: più compatta, più attenta, più consapevole. Una squadra che ha capito dove ha sbagliato e che sa di non potersi più permettere regali.

Per questo, accanto al pronostico tecnico, ce n’è un altro.
Quello che nasce dal campo, dal pubblico e dalla voglia di voltare pagina.

Il ritorno comincia qui.
I numeri dicono equilibrio.
Il campo dirà se la Palma è davvero pronta a cambiare marcia.

LA PALMA vs SPORTING SASSARI

Sabato 10 gennaio 2026, ore 14:30

Campo Sportivo Pino Cuccureddu – Maria Pia – Alghero

La Palma, tre punti che portano fuori dalle sabbie mobili

Battuto il Florinas 2-1 al termine di una gara intensa, segnata da episodi, occasioni da entrambe le parti e da un successo che vale più della classifica

Seconda Categoria Sardegna

La partita si apre nel silenzio.
Un minuto di raccoglimento per il genitore di Mauro Meloni, giocatore del La Palma, venuto a mancare nella giornata di ieri. Un momento composto, sentito. Squadra, dirigenti e tifosi si stringono attorno a Mauro e alla sua famiglia. Il La Palma scende in campo con il lutto al braccio. Un gesto semplice, ma carico di significato.

Poi si gioca.

Il primo tempo è equilibrato ma vivo.
Al 13’ il La Palma passa in vantaggio: Guerriero, numero dieci, va a segno su assist di Madeddu. Azione rapida, conclusione pulita. 1-0.

Il Florinas resta dentro la partita e cresce col passare dei minuti.
Al 30’ arriva il pareggio: azione di rimessa, palla portata sul fondo e Achenza trova il tap-in vincente sotto porta. 1-1, risultato che fotografa quanto visto fino a quel momento.

La ripresa si apre con il Florinas più aggressivo.
Al 10’ st un traversone dalla metà campo pesca l’attaccante ospite, che controlla e lascia partire una bordata: la palla si stampa sulla traversa.
Poco dopo arriva anche un palo. Gli ospiti spingono forte e danno la sensazione di poterla ribaltare.

Ma il gol lo trova il La Palma.
Al 53’ nasce tutto da un pressing alto, palla recuperata negli ultimi venti metri e verticalizzazione immediata: D’Antonio è freddo e finalizza. 2-1, un gol costruito con intensità e lettura.

Il Florinas non molla.
Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, colpo di testa a botta sicura con il portiere battuto: sulla linea salva Bigi, decisivo, togliendo un gol praticamente fatto.

Nel finale la partita resta apertissima.
C’è un batti e ribatti sotto porta del La Palma, poi un’azione fermata per fuorigioco molto contestato dai giocatori del Florinas quando il punteggio era ancora in equilibrio.
Al 41’ st il La Palma ha la palla per chiuderla: Madeddu scappa in contropiede, si presenta a tu per tu col portiere, ma l’estremo difensore ospite compie un intervento decisivo, chiudendo lo specchio e deviando in angolo.

Nel post-gara non mancano le proteste dei tifosi del Florinas per alcune decisioni arbitrali. Guardando l’insieme, però, eventuali errori si equivalgono, comprese le espulsioni dalle panchine, una per squadra.

Va detto tutto, senza sconti.
Il Florinas ha colpito una traversa, un palo, ha visto un tiro salvato sulla linea e un fuorigioco contestato che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della gara. Per questo si può dire che il pareggio non sarebbe stato ingiusto.
Allo stesso tempo, il loro gol è maturato da un’azione nata dopo un brutto fallo a centrocampo subito da un centrocampista del La Palma, episodio che lascia più di una perplessità.

Il La Palma ha giocato una gara ordinata e concreta, sfruttando bene pressing e ripartenze, creando a sua volta situazioni che meritavano miglior sorte. Alla fine ha trovato quel gol in più che nel calcio fa la differenza.

Con questi tre punti, La Palma chiude il girone d’andata prima della pausa natalizia con un bilancio positivo, allontanandosi in modo concreto dalla zona play-out.

Non una vittoria comoda.
Una vittoria che pesa.


TABELLINO

LA PALMA

Sechi, Salaris, Pinna, Malgari, Guerriero, D’Antonio, Madeddu, Bigi, Ferraresi (26’ st Carboni), Moltel Darrieu, Scheffer Bracco (32’ st Fois).

A disposizione:
Mela, Calaresu, Ballone, Paolino, Giuffrida, Marras.

Allenatore: Angelo Bardini


FLORINAS

Cau, Lisai, Achenza, Piredda Leoni (31’ st Cabella, 48’ st Casu), Catgiu (31’ st Sanna A.), Ladinetti, Perrone (31’ st Profili), Mura (1’ pt Agri), Cossu, Valente.

A disposizione:
Sanna S., Pisano, Casu, Loriga, Profili, Lobino.

Allenatore: Costantino Cubeddu


ARBITRO: Vincenzo Doria di Alghero

RETI:
13’ Guerriero (La Palma)
30’ Achenza (Florinas)
53’ D’Antonio (La Palma)

FC Alghero conquista la prima vittoria battendo 3-2 l’Atletico Sorso

Prima Categoria Sardegna

La FC Alghero conquista la prima, fondamentale vittoria stagionale alla tredicesima giornata del girone D di Prima Categoria, superando per 3-2 l’Atletico Sorso. Un successo pesante, arrivato al termine di una gara intensa e ben interpretata dall’undici giallorosso, che sin dai primi minuti ha dimostrato superiorità tecnica e caratteriale. Da segnalare, in casa FC Alghero, l’esordio tra i pali del nuovo acquisto Riccardo Dore, subito protagonista in una partita tutt’altro che semplice. La cronaca si apre dopo appena due minuti: palla recuperata da Marrosu che lancia Pintus, il fantasista algherese serve in area Federici che calcia con decisione e firma l’1-0. I giallorossi continuano a spingere e al 12’ gli ospiti provano a reagire, ma la conclusione termina abbondantemente alla sinistra di Dore. Poco dopo la FC Alghero va vicinissima al raddoppio con Raimondo Serra che, ben servito da Federici, si presenta a tu per tu con il portiere, ma calcia incredibilmente a fil di palo. Il 2-0 arriva al 25’ grazie a una splendida punizione di capitan Carlo Pintus che, dalla lunga distanza, disegna una traiettoria perfetta all’angolo alto alla destra di Frau. L’Atletico Sorso prova a farsi vedere in avanti, ma la difesa giallorossa è attenta e concede pochissimo. Nella ripresa la FC Alghero riparte con lo stesso piglio e al 55’ cala il tris: contropiede fulmineo e Raimondo Serra, su lancio preciso di Riccardo Spanu, firma il 3-0. Al 60’ arriva il rigore per gli ospiti per un presunto fallo di Gnani su Santillan; dal dischetto Gareddu spiazza Dore e accorcia sul 3-1. Passano pochi minuti e al 63’ lo stesso Gareddu, approfittando di una mischia in area, trova il gol del 3-2 che riapre la gara. Per qualche istante i giallorossi accusano il colpo, ma grazie a cambi mirati e accorgimenti tattici riescono a riprendere il controllo del match. Al 78’ Pintus sfiora il quarto gol, mentre nei minuti di recupero Raimondo Serra va ancora vicino alla rete con un tiro dalla lunga distanza che lambisce la base del palo sinistro, con il portiere fuori dai pali. Al triplice fischio dell’arbitro Meloni esplode la festa sugli spalti, con lunghi applausi per una FC Alghero che ha dimostrato di essere viva, determinata e pronta a lottare. Una vittoria dal sapore speciale, arrivata come un vero regalo di Natale. Il successo è stato dedicato alla memoria di Stefano Tedde, ex calciatore giallorosso scomparso pochi anni fa. All’ingresso dell’impianto sportivo era inoltre presente una postazione AIRC per la raccolta fondi a favore della ricerca sul cancro, a testimonianza di una giornata di sport, ricordo e solidarietà.

FC ALGHERO: Dore, Marrosu (30’ st Zanda), Peana, Spanu (30’ st Cingotti), Correddu, Gnani, Federici (41’
st Riu), Puledda, Mameli, Pintus, Serra Raimondo. A disposizione: Sotgiu, Ardu, Cherchi, Orizi, Carbone,
Serra Federico.
Allenatore: Andrea Peana


ATLETICO SORSO: Frau, Gareddu (35’ st Biosa), Nurra, Fiori, Cacace, Recino (35’ pt Mococo), Cardone,
Marongiu (14’ st Santillan), Ruiu (1’ st Nieddu), Sanna, Congiatu (1’ st Luzzu). A disposizione: Mulas, Roggio, Migaleddu, Rassu Fabrizio.
Allenatore: Antonio Rassu

Arbitro: Nicola Mele di Sassari
Reti: 2’ Federici, 25’ Pintus, 55’ Serra R., 60’ (r) e 63’ Gareddu.

Cosa succede in città

Storia di un ragazzo e di ciò che non abbiamo voluto vedere

C’è una canzone di Vasco Rossi che lo chiede da quarant’anni.
Cosa succede in città.
Non è una domanda leggera. È uno schiaffo.

Parla di una città che va avanti come se niente fosse, mentre sotto la superficie c’è disagio, solitudine, droga, persone che scivolano via senza lasciare traccia. Nessuna morale, nessun dito puntato. Solo una constatazione amara: le cose succedono, ma nessuno guarda davvero.

Cambiano le luci, cambiano le parole, cambiano le mode.
La cecità no.

La città corre. Discute di tutto, ogni giorno. Sicurezza, decoro, eventi, futuro. Parole che si accavallano, riunioni, post, prese di posizione.
Ma mentre corre, non guarda.

Non guarda il disagio giovanile.
Non guarda la droga che continua a mangiarsi vite.
Non guarda chi resta indietro.

Parlarne è diventato scomodo. Quasi inutile. Retorica buona per le ricorrenze, per qualche convegno, per i soliti slogan. Poi si passa oltre. Perché questo mondo non ha tempo per gli altri.

E invece oggi, a meno di una settimana da Natale, un ragazzo di 23 anni non c’è più.

Un ragazzo cresciuto in una realtà difficile, senza punti di riferimento solidi. Cresciuto senza un sostegno vero, senza una guida, senza qualcuno che tenesse il timone quando il mare ha iniziato a muoversi. Una vita fragile fin dall’inizio, lasciata scivolare piano nell’indifferenza generale.

E quando succede, arrivano puntuali le frasi che servono a mettere distanza:
“Era un tossico.”
“Se l’è cercata.”
“Di che ci stupiamo?”

Parole comode. Parole che assolvono tutti. Parole che tengono lontani dai problemi sociali veri.

Eppure lui chiedeva aiuto.
Lo chiedeva a modo suo. In modo scomposto, arrabbiato, difficile da gestire. Ma lo chiedeva. Più volte aveva detto chiaramente di non sentirsi in pace, di non stare bene in un mondo che gli girava le spalle. Chiedeva aiuto ad alta voce. E trovava solo silenzio.

La sua frustrazione nasceva tutta lì. Continuava a chiedere, ma nessuno rispondeva davvero.
Così ha continuato a navigare, giorno dopo giorno, in una vita sempre più storta. Per non pensare si stordiva, cercava di spegnere la testa. Non era “voglia di farsi”. Era dipendenza. Una gabbia da cui non riusciva a uscire da solo.

Ha provato anche a cambiare strada. Una comunità. Tre mesi. Un tentativo vero.
Poi un errore, l’alcol, e una porta chiusa in faccia. Di nuovo fuori.

Da lì, l’ospedale. Spesso. In condizioni pietose. Il Pronto Soccorso come unico approdo. Forse perché era l’unico luogo dove trovava ancora un briciolo di umanità: qualcosa da mangiare, una coperta, un posto dove dormire. Anche se il suo modo irrequieto faceva arrabbiare molti, lì era l’unico posto dove, almeno per qualche ora, si sentiva visto e voluto bene.

Due giorni prima di morire era lì.
Poi è uscito.

Due giorni dopo lo hanno trovato morto, in una dimora di fortuna condivisa con altri giovani nella sua stessa condizione.

Non parliamo di diagnosi.
Parliamo dell’ultimo buco.

E la domanda resta lì, scomoda, pesante:
quell’ultimo buco era consapevolmente l’ultimo?

Lo sapeva?
O era solo l’ennesimo tentativo di spegnere tutto, ancora una volta?

Forse c’entra anche il Natale che si avvicinava. Un altro Natale da emarginato. Un altro Natale vissuto sentendosi di troppo, rifiutato, evitato. Un altro Natale senza una casa vera, senza qualcuno che ti aspetta.
Per molti è luce. Per altri è solo un amplificatore del vuoto.

Ora non c’è più un ragazzo di 23 anni che ha provato a vivere.
Ma da solo, in una città che corre e non guarda, per lui era impossibile.

Non scriviamo il suo nome. Lo omettiamo per rispetto della sua anima.
Dopo il calvario di questa vita, vogliamo credere che ora sia in un mondo migliore. Un mondo dove non esistono più etichette, né rifiuti, né porte chiuse.
E dove, finalmente, non serve più chiedere aiuto ad alta voce.

Cosa succede in città, Vasco lo chiedeva allora.
Oggi la risposta è davanti a noi.
E continuiamo a non volerla vedere.

Solidarietà nel nome di Fabrizio Calaresu

In occasione del 29° Miracolo di Natale (18 dicembre 2025), la comunità di Alghero ha partecipato con grande generosità alla raccolta di beneficenza presso la Chiesa di Nostra Signora della Mercede. Fabrizio Calaresu è stato presente simbolicamente attraverso i suoi genitori e i suoi amici. Fondamentale il contributo delle borgate di Santa Maria La Palma (padre Andrea), Tottubella e Bachileddu (don Pietro) e La Landrigga (don Antonio), delle scuole Istituto Tecnico Nautico Paglietti, Comprensivo Eleonora d’Arborea e Istituto San Giuseppe di Sassari, oltre alle realtà locali e sanitarie coinvolte. Raccolti alimenti, giocattoli e beni di prima necessità. Il carro dedicato a Fabrizio, colmo di donazioni, ha raggiunto il centro di raccolta presso la Chiesa della Mercede. I genitori di Fabrizio, nel ringraziare gli amici fraterni e le “seconde mamme”, hanno anticipato che l’onda della solidarietà nel nome del loro figlio è lunga e che si manifesterà con altre importanti iniziative. Fabrizio continua a vivere nell’esempio di altruismo e solidarietà della sua breve ma intensa vita.

FC Alghero ospita l’Atletico Sorso nella giornata dedicata a Stefano Tedde e all’AIRC

La FC Alghero si prepara a scendere in campo per la 13a giornata del campionato di Prima Categoria, girone D. Domenica, con calcio d’inizio fissato alle ore 15, i giallorossi ospiteranno l’Atletico Sorso allo stadio comunale “Pintore – Caddeo” di Olmedo. Una sfida di grande importanza dal punto di vista sportivo, contro una diretta concorrente nella lotta per la salvezza. Il tecnico Andrea Peana potrà contare su una rosa quasi al completo, un fattore determinante in vista di un match in cui l’obiettivo dichiarato è la vittoria. La gara, però, andrà ben oltre il risultato del campo. In occasione di FC Alghero – Atletico Sorso, la società giallorossa vivrà una giornata
speciale intitolata “Stefano nel Cuore”, dedicata alla memoria di Stefano Tedde. Sarà un momento di condivisione, unione e solidarietà, valori che da sempre contraddistinguono la famiglia FC Alghero. Durante l’evento sarà possibile effettuare una donazione libera a favore della Fondazione AIRC, a sostegno della ricerca sul cancro. Il vicepresidente Gianluca Marras ha voluto lanciare un
messaggio a tutto il mondo giallorosso: “Chiediamo la partecipazione di tutte le componenti del nostro mondo giallorosso: atleti, atlete, tecnici, dirigenti, famiglie, genitori, amici. Essere presenti significa stringerci come comunità, sostenere una causa che riguarda tutti e onorare il ricordo di Stefano nel modo più autentico possibile: insieme. Grazie a chi potrà esserci, grazie a chi contribuirà, grazie a chi continuerà a portare avanti i valori di questo club, dentro e fuori dal campo”. Guardando all’impegno contro l’Atletico Sorso, Marras aggiunge: “Ci aspettiamo di scendere in campo in 12 perché Stefano sarà con noi. È forte dentro di noi il suo ricordo, la sua forza e tenacia. Elementi che dovranno darci una spinta in più. La speranza è che il pubblico di casa sia non il dodicesimo, ma il tredicesimo uomo in campo. Per questo mi rivolgo a tutti gli sportivi anche per sostenere l’AIRC”.

Quando lo sport educa: ad Alghero l’esempio di un campione

Il lavoro di sensibilizzazione tra scuole e Polizia Locale prende forza dall’esperienza di Marcello Manca, campione del mondo di free boxe, che riporta lo sport alla sua funzione più vera: formare persone, prima ancora che atleti.

Ad Alghero lo sport torna a fare quello che ha sempre fatto quando è preso sul serio: educare, prevenire, tenere insieme le persone.

Nei giorni scorsi è partito un lavoro di sensibilizzazione condiviso tra scuole e Polizia Locale, un percorso che mette al centro i più giovani e usa lo sport come linguaggio comune. Niente slogan. Niente passerelle. Solo un’idea semplice, ma concreta: lo sport non è solo movimento. È formazione.

Come ha ricordato Marcello Manca, lo sport è prima di tutto benessere globale. Non allena solo i muscoli, ma la testa. Insegna a stare dentro le regole, a gestire la pressione, a perdere senza crollare e a vincere senza montarsi la testa. Cose utili sul campo, ma soprattutto fuori. Nella vita vera.

Portare questo messaggio nelle scuole, con il coinvolgimento diretto delle istituzioni locali, significa fare prevenzione prima che servano le sanzioni. Significa parlare di rispetto, autocontrollo, responsabilità. Senza moralismi. Senza lezioncine dall’alto.

È un lavoro silenzioso, che non fa notizia facile. Ma è quello che lascia tracce. Perché quando un ragazzo capisce che lo sport può essere una bussola — non solo un gioco — allora qualcosa si muove davvero.

Ad Alghero si è scelta questa strada. È una strada antica, in fondo. Ma oggi, più che mai, è quella giusta.

La rondine e la quercia, una favola che prende tempo

Al Teatro Civico di Alghero una prima seguita con attenzione e salutata da lunghi applausi

Il Teatro Civico di Alghero ha ospitato la prima de La rondine e la quercia, favola teatrale di Luca Scognamillo, portata in scena attraverso l’adattamento di Marco Nateri e Andreina Uldanck. Uno spettacolo che arriva sul palco con scelte sobrie e rigorose, lasciando parlare la scena e il tempo del racconto.

Non è una favola per bambini, anche se parla la lingua della favola. Racconta di radici e di volo, di attesa e di scelta, di chi resta e di chi parte. Temi essenziali, che sulla scena acquistano peso e silenzio.

La regia e l’impianto scenico, firmati da Marco Nateri, lavorano per sottrazione. La scena resta pulita, mai invasiva, costruita per accompagnare la narrazione senza sovrastarla. Le coreografie di Manolo Perazzi e Valeria Russo dialogano con lo spazio e con i corpi, seguendo un ritmo misurato, fatto più di pause che di slanci.

In scena sono gli stessi Perazzi e Russo, interpreti capaci di tenere la tensione senza forzature, affidandosi a una presenza fisica controllata e coerente con il tono dello spettacolo. A sostenere il racconto contribuiscono le voci misurate e puntuali di Maria Pia Di Meo e Domenico Surace, in dialogo con la scena.

I costumi, curati da Marco Nateri insieme ad Alberto Sinpatron, seguono la linea generale dello spettacolo: essenziali, funzionali, mai decorativi. Le musiche originali di Marco Caredda accompagnano la narrazione con discrezione, senza guidare emotivamente lo spettatore.

La scenografia, realizzata da Roberta Serra Corda con il coinvolgimento della classe 4ªF del Liceo Artistico Fois, aggiunge un ulteriore livello al progetto, intrecciando lavoro artistico e formazione.

La platea del Teatro Civico, praticamente al completo, ha seguito lo spettacolo con attenzione dall’inizio alla fine. Al termine, applausi lunghi e una standing ovation hanno salutato il lavoro della compagnia, restituendo il segno più concreto della serata.

La produzione è di CRID Sardegna, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna.

In-canti di Natale in Borgata.

A Tottubella una serata di musica, solidarietà e memoria nel ricordo di Fabrizio Calaresu

Lo scorso 13 dicembre, la borgata di Tottubella ha vissuto una serata intensa e partecipata grazie alla manifestazione natalizia “In-canti di Natale in Borgata”, un evento carico di emozione dedicato al ricordo di Fabrizio Calaresu. La manifestazione, promossa con il contributo del Comune di Sassari e il sostegno della Fondazione di Sardegna, ha saputo unire lo spirito del Natale alla musica, alla solidarietà e al raccoglimento, coinvolgendo grandi e piccoli in un clima di autentica comunità. Il pomeriggio si è aperto con i momenti dedicati ai bambini, tra la presenza di Babbo Natale e i suoi elfi, animazione, truccabimbi e magie, regalando sorrisi e leggerezza. A seguire, uno dei passaggi più sentiti della serata, la benedizione del presepio e l’accensione dell’albero di Natale, simboli di speranza e condivisione. Momento di profonda commozione è stato la proiezione di un video che ha ripercorso, attraverso immagini e fotografie, il vissuto di Fabrizio Calaresu. Un racconto per immagini che ha restituito alla comunità il ritratto di un ragazzo esemplare, studente modello, campione di Taekwondo dell’ASD TKD di Olmedo, animato da valori di disciplina, impegno e rispetto. Un giovane che coltivava con determinazione un sogno, quello di indossare un giorno la divisa da Carabiniere, mettendo la propria vita al servizio degli altri. Cuore dell’evento è stato poi il Concerto di Natale in ricordo di Fabrizio Calaresu, che ha visto esibirsi numerose realtà corali del territorio: il Coro voci bianche dell’Istituto Comprensivo N.1 di Alghero, il Coro S’Ena Frisca di Putifigari e il Coro polifonico Incantos di Olmedo. Le esibizioni, presentate da Tonino Sanna, hanno creato un momento di grande intensità emotiva, trasformando la musica in un linguaggio universale capace di unire memoria e speranza. Durante tutta la manifestazione è stata inoltre attiva una raccolta di viveri e donazioni, organizzata dalla famiglia di Fabrizio e in collaborazione con la Caritas, destinata alle persone e alle famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che ha dato ancora più valore al messaggio della serata, ricordare attraverso il bene. “In-canti di Natale in Borgata” non è stata soltanto una festa, ma un atto collettivo di affetto, solidarietà e memoria, che ha dimostrato come il ricordo di Fabrizio Calaresu continui a vivere nei valori che incarnava e nell’abbraccio sincero della sua comunità.