FC Alghero conquista la prima vittoria battendo 3-2 l’Atletico Sorso

Prima Categoria Sardegna

La FC Alghero conquista la prima, fondamentale vittoria stagionale alla tredicesima giornata del girone D di Prima Categoria, superando per 3-2 l’Atletico Sorso. Un successo pesante, arrivato al termine di una gara intensa e ben interpretata dall’undici giallorosso, che sin dai primi minuti ha dimostrato superiorità tecnica e caratteriale. Da segnalare, in casa FC Alghero, l’esordio tra i pali del nuovo acquisto Riccardo Dore, subito protagonista in una partita tutt’altro che semplice. La cronaca si apre dopo appena due minuti: palla recuperata da Marrosu che lancia Pintus, il fantasista algherese serve in area Federici che calcia con decisione e firma l’1-0. I giallorossi continuano a spingere e al 12’ gli ospiti provano a reagire, ma la conclusione termina abbondantemente alla sinistra di Dore. Poco dopo la FC Alghero va vicinissima al raddoppio con Raimondo Serra che, ben servito da Federici, si presenta a tu per tu con il portiere, ma calcia incredibilmente a fil di palo. Il 2-0 arriva al 25’ grazie a una splendida punizione di capitan Carlo Pintus che, dalla lunga distanza, disegna una traiettoria perfetta all’angolo alto alla destra di Frau. L’Atletico Sorso prova a farsi vedere in avanti, ma la difesa giallorossa è attenta e concede pochissimo. Nella ripresa la FC Alghero riparte con lo stesso piglio e al 55’ cala il tris: contropiede fulmineo e Raimondo Serra, su lancio preciso di Riccardo Spanu, firma il 3-0. Al 60’ arriva il rigore per gli ospiti per un presunto fallo di Gnani su Santillan; dal dischetto Gareddu spiazza Dore e accorcia sul 3-1. Passano pochi minuti e al 63’ lo stesso Gareddu, approfittando di una mischia in area, trova il gol del 3-2 che riapre la gara. Per qualche istante i giallorossi accusano il colpo, ma grazie a cambi mirati e accorgimenti tattici riescono a riprendere il controllo del match. Al 78’ Pintus sfiora il quarto gol, mentre nei minuti di recupero Raimondo Serra va ancora vicino alla rete con un tiro dalla lunga distanza che lambisce la base del palo sinistro, con il portiere fuori dai pali. Al triplice fischio dell’arbitro Meloni esplode la festa sugli spalti, con lunghi applausi per una FC Alghero che ha dimostrato di essere viva, determinata e pronta a lottare. Una vittoria dal sapore speciale, arrivata come un vero regalo di Natale. Il successo è stato dedicato alla memoria di Stefano Tedde, ex calciatore giallorosso scomparso pochi anni fa. All’ingresso dell’impianto sportivo era inoltre presente una postazione AIRC per la raccolta fondi a favore della ricerca sul cancro, a testimonianza di una giornata di sport, ricordo e solidarietà.

FC ALGHERO: Dore, Marrosu (30’ st Zanda), Peana, Spanu (30’ st Cingotti), Correddu, Gnani, Federici (41’
st Riu), Puledda, Mameli, Pintus, Serra Raimondo. A disposizione: Sotgiu, Ardu, Cherchi, Orizi, Carbone,
Serra Federico.
Allenatore: Andrea Peana


ATLETICO SORSO: Frau, Gareddu (35’ st Biosa), Nurra, Fiori, Cacace, Recino (35’ pt Mococo), Cardone,
Marongiu (14’ st Santillan), Ruiu (1’ st Nieddu), Sanna, Congiatu (1’ st Luzzu). A disposizione: Mulas, Roggio, Migaleddu, Rassu Fabrizio.
Allenatore: Antonio Rassu

Arbitro: Nicola Mele di Sassari
Reti: 2’ Federici, 25’ Pintus, 55’ Serra R., 60’ (r) e 63’ Gareddu.

Cosa succede in città

Storia di un ragazzo e di ciò che non abbiamo voluto vedere

C’è una canzone di Vasco Rossi che lo chiede da quarant’anni.
Cosa succede in città.
Non è una domanda leggera. È uno schiaffo.

Parla di una città che va avanti come se niente fosse, mentre sotto la superficie c’è disagio, solitudine, droga, persone che scivolano via senza lasciare traccia. Nessuna morale, nessun dito puntato. Solo una constatazione amara: le cose succedono, ma nessuno guarda davvero.

Cambiano le luci, cambiano le parole, cambiano le mode.
La cecità no.

La città corre. Discute di tutto, ogni giorno. Sicurezza, decoro, eventi, futuro. Parole che si accavallano, riunioni, post, prese di posizione.
Ma mentre corre, non guarda.

Non guarda il disagio giovanile.
Non guarda la droga che continua a mangiarsi vite.
Non guarda chi resta indietro.

Parlarne è diventato scomodo. Quasi inutile. Retorica buona per le ricorrenze, per qualche convegno, per i soliti slogan. Poi si passa oltre. Perché questo mondo non ha tempo per gli altri.

E invece oggi, a meno di una settimana da Natale, un ragazzo di 23 anni non c’è più.

Un ragazzo cresciuto in una realtà difficile, senza punti di riferimento solidi. Cresciuto senza un sostegno vero, senza una guida, senza qualcuno che tenesse il timone quando il mare ha iniziato a muoversi. Una vita fragile fin dall’inizio, lasciata scivolare piano nell’indifferenza generale.

E quando succede, arrivano puntuali le frasi che servono a mettere distanza:
“Era un tossico.”
“Se l’è cercata.”
“Di che ci stupiamo?”

Parole comode. Parole che assolvono tutti. Parole che tengono lontani dai problemi sociali veri.

Eppure lui chiedeva aiuto.
Lo chiedeva a modo suo. In modo scomposto, arrabbiato, difficile da gestire. Ma lo chiedeva. Più volte aveva detto chiaramente di non sentirsi in pace, di non stare bene in un mondo che gli girava le spalle. Chiedeva aiuto ad alta voce. E trovava solo silenzio.

La sua frustrazione nasceva tutta lì. Continuava a chiedere, ma nessuno rispondeva davvero.
Così ha continuato a navigare, giorno dopo giorno, in una vita sempre più storta. Per non pensare si stordiva, cercava di spegnere la testa. Non era “voglia di farsi”. Era dipendenza. Una gabbia da cui non riusciva a uscire da solo.

Ha provato anche a cambiare strada. Una comunità. Tre mesi. Un tentativo vero.
Poi un errore, l’alcol, e una porta chiusa in faccia. Di nuovo fuori.

Da lì, l’ospedale. Spesso. In condizioni pietose. Il Pronto Soccorso come unico approdo. Forse perché era l’unico luogo dove trovava ancora un briciolo di umanità: qualcosa da mangiare, una coperta, un posto dove dormire. Anche se il suo modo irrequieto faceva arrabbiare molti, lì era l’unico posto dove, almeno per qualche ora, si sentiva visto e voluto bene.

Due giorni prima di morire era lì.
Poi è uscito.

Due giorni dopo lo hanno trovato morto, in una dimora di fortuna condivisa con altri giovani nella sua stessa condizione.

Non parliamo di diagnosi.
Parliamo dell’ultimo buco.

E la domanda resta lì, scomoda, pesante:
quell’ultimo buco era consapevolmente l’ultimo?

Lo sapeva?
O era solo l’ennesimo tentativo di spegnere tutto, ancora una volta?

Forse c’entra anche il Natale che si avvicinava. Un altro Natale da emarginato. Un altro Natale vissuto sentendosi di troppo, rifiutato, evitato. Un altro Natale senza una casa vera, senza qualcuno che ti aspetta.
Per molti è luce. Per altri è solo un amplificatore del vuoto.

Ora non c’è più un ragazzo di 23 anni che ha provato a vivere.
Ma da solo, in una città che corre e non guarda, per lui era impossibile.

Non scriviamo il suo nome. Lo omettiamo per rispetto della sua anima.
Dopo il calvario di questa vita, vogliamo credere che ora sia in un mondo migliore. Un mondo dove non esistono più etichette, né rifiuti, né porte chiuse.
E dove, finalmente, non serve più chiedere aiuto ad alta voce.

Cosa succede in città, Vasco lo chiedeva allora.
Oggi la risposta è davanti a noi.
E continuiamo a non volerla vedere.

Solidarietà nel nome di Fabrizio Calaresu

In occasione del 29° Miracolo di Natale (18 dicembre 2025), la comunità di Alghero ha partecipato con grande generosità alla raccolta di beneficenza presso la Chiesa di Nostra Signora della Mercede. Fabrizio Calaresu è stato presente simbolicamente attraverso i suoi genitori e i suoi amici. Fondamentale il contributo delle borgate di Santa Maria La Palma (padre Andrea), Tottubella e Bachileddu (don Pietro) e La Landrigga (don Antonio), delle scuole Istituto Tecnico Nautico Paglietti, Comprensivo Eleonora d’Arborea e Istituto San Giuseppe di Sassari, oltre alle realtà locali e sanitarie coinvolte. Raccolti alimenti, giocattoli e beni di prima necessità. Il carro dedicato a Fabrizio, colmo di donazioni, ha raggiunto il centro di raccolta presso la Chiesa della Mercede. I genitori di Fabrizio, nel ringraziare gli amici fraterni e le “seconde mamme”, hanno anticipato che l’onda della solidarietà nel nome del loro figlio è lunga e che si manifesterà con altre importanti iniziative. Fabrizio continua a vivere nell’esempio di altruismo e solidarietà della sua breve ma intensa vita.

FC Alghero ospita l’Atletico Sorso nella giornata dedicata a Stefano Tedde e all’AIRC

La FC Alghero si prepara a scendere in campo per la 13a giornata del campionato di Prima Categoria, girone D. Domenica, con calcio d’inizio fissato alle ore 15, i giallorossi ospiteranno l’Atletico Sorso allo stadio comunale “Pintore – Caddeo” di Olmedo. Una sfida di grande importanza dal punto di vista sportivo, contro una diretta concorrente nella lotta per la salvezza. Il tecnico Andrea Peana potrà contare su una rosa quasi al completo, un fattore determinante in vista di un match in cui l’obiettivo dichiarato è la vittoria. La gara, però, andrà ben oltre il risultato del campo. In occasione di FC Alghero – Atletico Sorso, la società giallorossa vivrà una giornata
speciale intitolata “Stefano nel Cuore”, dedicata alla memoria di Stefano Tedde. Sarà un momento di condivisione, unione e solidarietà, valori che da sempre contraddistinguono la famiglia FC Alghero. Durante l’evento sarà possibile effettuare una donazione libera a favore della Fondazione AIRC, a sostegno della ricerca sul cancro. Il vicepresidente Gianluca Marras ha voluto lanciare un
messaggio a tutto il mondo giallorosso: “Chiediamo la partecipazione di tutte le componenti del nostro mondo giallorosso: atleti, atlete, tecnici, dirigenti, famiglie, genitori, amici. Essere presenti significa stringerci come comunità, sostenere una causa che riguarda tutti e onorare il ricordo di Stefano nel modo più autentico possibile: insieme. Grazie a chi potrà esserci, grazie a chi contribuirà, grazie a chi continuerà a portare avanti i valori di questo club, dentro e fuori dal campo”. Guardando all’impegno contro l’Atletico Sorso, Marras aggiunge: “Ci aspettiamo di scendere in campo in 12 perché Stefano sarà con noi. È forte dentro di noi il suo ricordo, la sua forza e tenacia. Elementi che dovranno darci una spinta in più. La speranza è che il pubblico di casa sia non il dodicesimo, ma il tredicesimo uomo in campo. Per questo mi rivolgo a tutti gli sportivi anche per sostenere l’AIRC”.

Quando lo sport educa: ad Alghero l’esempio di un campione

Il lavoro di sensibilizzazione tra scuole e Polizia Locale prende forza dall’esperienza di Marcello Manca, campione del mondo di free boxe, che riporta lo sport alla sua funzione più vera: formare persone, prima ancora che atleti.

Ad Alghero lo sport torna a fare quello che ha sempre fatto quando è preso sul serio: educare, prevenire, tenere insieme le persone.

Nei giorni scorsi è partito un lavoro di sensibilizzazione condiviso tra scuole e Polizia Locale, un percorso che mette al centro i più giovani e usa lo sport come linguaggio comune. Niente slogan. Niente passerelle. Solo un’idea semplice, ma concreta: lo sport non è solo movimento. È formazione.

Come ha ricordato Marcello Manca, lo sport è prima di tutto benessere globale. Non allena solo i muscoli, ma la testa. Insegna a stare dentro le regole, a gestire la pressione, a perdere senza crollare e a vincere senza montarsi la testa. Cose utili sul campo, ma soprattutto fuori. Nella vita vera.

Portare questo messaggio nelle scuole, con il coinvolgimento diretto delle istituzioni locali, significa fare prevenzione prima che servano le sanzioni. Significa parlare di rispetto, autocontrollo, responsabilità. Senza moralismi. Senza lezioncine dall’alto.

È un lavoro silenzioso, che non fa notizia facile. Ma è quello che lascia tracce. Perché quando un ragazzo capisce che lo sport può essere una bussola — non solo un gioco — allora qualcosa si muove davvero.

Ad Alghero si è scelta questa strada. È una strada antica, in fondo. Ma oggi, più che mai, è quella giusta.

La rondine e la quercia, una favola che prende tempo

Al Teatro Civico di Alghero una prima seguita con attenzione e salutata da lunghi applausi

Il Teatro Civico di Alghero ha ospitato la prima de La rondine e la quercia, favola teatrale di Luca Scognamillo, portata in scena attraverso l’adattamento di Marco Nateri e Andreina Uldanck. Uno spettacolo che arriva sul palco con scelte sobrie e rigorose, lasciando parlare la scena e il tempo del racconto.

Non è una favola per bambini, anche se parla la lingua della favola. Racconta di radici e di volo, di attesa e di scelta, di chi resta e di chi parte. Temi essenziali, che sulla scena acquistano peso e silenzio.

La regia e l’impianto scenico, firmati da Marco Nateri, lavorano per sottrazione. La scena resta pulita, mai invasiva, costruita per accompagnare la narrazione senza sovrastarla. Le coreografie di Manolo Perazzi e Valeria Russo dialogano con lo spazio e con i corpi, seguendo un ritmo misurato, fatto più di pause che di slanci.

In scena sono gli stessi Perazzi e Russo, interpreti capaci di tenere la tensione senza forzature, affidandosi a una presenza fisica controllata e coerente con il tono dello spettacolo. A sostenere il racconto contribuiscono le voci misurate e puntuali di Maria Pia Di Meo e Domenico Surace, in dialogo con la scena.

I costumi, curati da Marco Nateri insieme ad Alberto Sinpatron, seguono la linea generale dello spettacolo: essenziali, funzionali, mai decorativi. Le musiche originali di Marco Caredda accompagnano la narrazione con discrezione, senza guidare emotivamente lo spettatore.

La scenografia, realizzata da Roberta Serra Corda con il coinvolgimento della classe 4ªF del Liceo Artistico Fois, aggiunge un ulteriore livello al progetto, intrecciando lavoro artistico e formazione.

La platea del Teatro Civico, praticamente al completo, ha seguito lo spettacolo con attenzione dall’inizio alla fine. Al termine, applausi lunghi e una standing ovation hanno salutato il lavoro della compagnia, restituendo il segno più concreto della serata.

La produzione è di CRID Sardegna, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna.

In-canti di Natale in Borgata.

A Tottubella una serata di musica, solidarietà e memoria nel ricordo di Fabrizio Calaresu

Lo scorso 13 dicembre, la borgata di Tottubella ha vissuto una serata intensa e partecipata grazie alla manifestazione natalizia “In-canti di Natale in Borgata”, un evento carico di emozione dedicato al ricordo di Fabrizio Calaresu. La manifestazione, promossa con il contributo del Comune di Sassari e il sostegno della Fondazione di Sardegna, ha saputo unire lo spirito del Natale alla musica, alla solidarietà e al raccoglimento, coinvolgendo grandi e piccoli in un clima di autentica comunità. Il pomeriggio si è aperto con i momenti dedicati ai bambini, tra la presenza di Babbo Natale e i suoi elfi, animazione, truccabimbi e magie, regalando sorrisi e leggerezza. A seguire, uno dei passaggi più sentiti della serata, la benedizione del presepio e l’accensione dell’albero di Natale, simboli di speranza e condivisione. Momento di profonda commozione è stato la proiezione di un video che ha ripercorso, attraverso immagini e fotografie, il vissuto di Fabrizio Calaresu. Un racconto per immagini che ha restituito alla comunità il ritratto di un ragazzo esemplare, studente modello, campione di Taekwondo dell’ASD TKD di Olmedo, animato da valori di disciplina, impegno e rispetto. Un giovane che coltivava con determinazione un sogno, quello di indossare un giorno la divisa da Carabiniere, mettendo la propria vita al servizio degli altri. Cuore dell’evento è stato poi il Concerto di Natale in ricordo di Fabrizio Calaresu, che ha visto esibirsi numerose realtà corali del territorio: il Coro voci bianche dell’Istituto Comprensivo N.1 di Alghero, il Coro S’Ena Frisca di Putifigari e il Coro polifonico Incantos di Olmedo. Le esibizioni, presentate da Tonino Sanna, hanno creato un momento di grande intensità emotiva, trasformando la musica in un linguaggio universale capace di unire memoria e speranza. Durante tutta la manifestazione è stata inoltre attiva una raccolta di viveri e donazioni, organizzata dalla famiglia di Fabrizio e in collaborazione con la Caritas, destinata alle persone e alle famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che ha dato ancora più valore al messaggio della serata, ricordare attraverso il bene. “In-canti di Natale in Borgata” non è stata soltanto una festa, ma un atto collettivo di affetto, solidarietà e memoria, che ha dimostrato come il ricordo di Fabrizio Calaresu continui a vivere nei valori che incarnava e nell’abbraccio sincero della sua comunità.

Il La Palma conquista il cuore di Sassari

Seconda Categoria Sardegna

Centro Storico battuto 2–1: tre punti pesanti per la salvezza in un Girone F equilibrato e mai scontato

Il La Palma viola il campo del Centro Storico Sassari e conquista tre punti pesanti, fondamentali in chiave salvezza, al termine di una partita combattuta, mai scontata, giocata con attenzione e carattere in un campionato equilibrato come pochi.

Sugli spalti pubblico numeroso e corretto, sportivo e ospitale, e tra i presenti anche il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia. Un contesto caldo ma leale, degno di una gara sentita da entrambe le parti.

Il primo tempo scorre su binari di grande equilibrio. Ritmi alti, molti duelli, poche occasioni nitide. Le squadre si studiano, si rispettano, senza scoprirsi troppo. Si va all’intervallo sullo 0–0.

Nella ripresa la partita si accende.

Il La Palma passa in vantaggio con Madeddu, bravo a finalizzare una manovra insistita. Poco dopo gli ospiti hanno l’occasione di chiudere la gara dal dischetto: Casula si presenta sul punto di rigore, ma il suo tiro si stampa sul palo alla destra del portiere.

Il raddoppio arriva comunque ed è firmato da Scheffer, che sfrutta una fase favorevole del La Palma e dà l’impressione di mettere la partita sui binari giusti.

Ma il Centro Storico non molla. Una disattenzione difensiva degli ospiti permette ai padroni di casa di accorciare le distanze con Gabriele Pinna, riaprendo il match.

Nel finale i sassaresi spingono con generosità, cercando fino all’ultimo secondo il gol del pareggio. Il La Palma soffre, si compatta e resiste, portando a casa una vittoria meritata per quanto visto nell’arco dei novanta minuti.

Un successo importante in un Girone F equilibrato, con una classifica corta e risultati mai scontati, come dimostra anche la sconfitta interna del La Palma contro la Viddalbese della settimana precedente.

Tre punti che pesano.
Per la classifica, certo.
Ma soprattutto per la testa.

FC Alghero cade anche a Valledoria

Prima Categoria Sardegna

Sconfitta esterna per la FC Alghero, superata per 3-0 dal Valledoria nella 12a giornata del
campionato di Prima Categoria, girone D.

La gara si mette subito in salita per i giallorossi: al 6’ il Valledoria passa in vantaggio al primo tiro in porta. Elisii, ben appostato in area, svetta di testa e supera Serra per l’1-0. I padroni di casa continuano a spingere e al 19’ vanno nuovamente vicini al gol con Chiaramonti che, servito da Depalmas, colpisce di testa costringendo Francesco Serra a un intervento difficile. Al 24’ arriva il raddoppio del Valledoria: uscita a vuoto del portiere algherese, la palla termina sui piedi di Burrelli che deposita in rete a porta sguarnita. Nel finale di primo tempo la
formazione di casa cala il tris: al 45’, su punizione di Murru, Serra tenta la presa aerea ma il pallone gli sfugge dalle mani e finisce in rete per il 3-0 con cui si va al riposo. Nella ripresa la FC Alghero prova a reagire. Al 55’ arriva la prima vera occasione per i giallorossi: Zanda recupera palla sulla trequarti e serve Matteo Federici che, solo in area di rigore, calcia però fuori. Il Valledoria sfiora nuovamente il gol all’80’ con Campus che di testa colpisce il palo, con la difesa algherese pronta a liberare, e al 92’ lo stesso Campus centra la traversa con una conclusione dalla lunga distanza.
Archiviata la sconfitta di Valledoria, la FC Alghero è ora chiamata a voltare pagina e a concentrarsi
sul prossimo impegno di campionato: domenica prossima i giallorossi torneranno in campo tra le
mura amiche contro l’Atletico Sorso. Una sfida da vincere obbligatoriamente in chiave salvezza.
Tabellino
VALLEDORIA: Nieddu, Depalmas, Cacace (40’ st Deperu), Mulas (30’ st Demontis A.), Ligios
(16’ st Demontis D.), Campus, Burrelli (26’ st Baldino), Murru, Ruzzu, Elisii, Chiaramonti.
A disposizione: Deana, Sau, Licheri, Era, Zirattu.
Allenatore: Massimiliano Nieddu
FC ALGHERO: Serra F. (1’ st Sotgiu), Peana, Cingotti, Mameli (26’ st Pintus), Correddu, Nuoto
(43’ pt Carbone), Federici (32’ st Ardu), Puledda, Zanda, Pinna (11’ st Riu), Serra R.
A disposizione: Quintilio, Marrosu, Gnani, Cherchi.
Allenatore: Andrea Peana
Arbitro: Giuseppe Cadoni di Sassari
Reti: 6’ Elisii, 24’ Burrelli, 45’ Murru

La rondine e la quercia

La favola di Luca diventa teatro

ALGHERO – La storia nasce da un libriccino trovato in una libreria della città. La favola della Rondine e della Quercia che Luca Scognamillo aveva scritto da ragazzo. Parole semplici, già mature. Marco Nateri le legge quasi per caso. E capisce che non possono restare chiuse lì.

Il CRID Sardegna decide di portarle in scena.
Il debutto è domenica 14 dicembre, alle 18.00, al Teatro Civico di Alghero.

Nateri firma regia e impianto scenico insieme ad Andreina Uldanck.
Manolo Perazzi e Valeria Russo costruiscono la coreografia e la interpretano.
Le voci di Maria Pia di Meo e Domenico Surace accompagnano il racconto con passo leggero.

La favola mette a fuoco due movimenti opposti: la rondine che parte e la quercia che resta. La vita ridotta all’essenziale. Il bisogno di andare. Il bisogno di restare.
Tocca al pubblico riconoscersi da qualche parte.

La scenografia di Roberta Serra Corda, realizzata con la 4ªF del Liceo Artistico Fois, sceglie pochi segni e spazi che respirano. La musica di Marco Caredda tiene insieme i passaggi senza invadere.

E poi c’è Luca.
La sua voce. La sua scrittura. Quella maturità precoce che oggi torna in scena senza effetti, senza nostalgie forzate. Torna perché certe parole chiedono di essere ascoltate. E qui lo fanno: nel gesto, nei silenzi, nei rallentamenti che restano sospesi.

Il pubblico lo sente.
E, quando si spegne la sala, rimane un’eco secca. Le presenze non se ne vanno: cambiano forma. E restano.


RICONOSCIMENTI

Favola d’una rondine e una quercia — Testo di Luca Scognamillo

Adattamento – Marco Nateri, Andreina Uldanck
Regia e impianto scenico – Marco Nateri
Coreografia – Manolo Perazzi, Valeria Russo
Interpreti – Manolo Perazzi, Valeria Russo
Voci – Maria Pia di Meo, Domenico Surace
Costumi – Marco Nateri, Alberto Sinpatron
Musiche – Marco Caredda
Scenografia – Roberta Serra Corda con la classe 4ªF del Liceo Artistico Fois
Produzione – CRID Sardegna
Con il sostegno del MIC e della Regione Autonoma della Sardegna


INFO BIGLIETTI

Biglietto unico: 13 €
Prevendita e informazioni: 340 1846468
Botteghino (14 dicembre): 10:00–13:00 / 15:00–18:00
Luogo: Teatro Civico di Alghero