L’aeroporto di Alghero si rinnova

Ma chi torna a casa a piedi la sera cerca ancora un passaggio sicuro

All’aeroporto di Alghero i lavori si vedono eccome. Recinzioni arancioni, barriere metalliche, pali con le luci rosse e bianche che di notte segnano i confini del cantiere. Un intervento importante, atteso, che cambierà in meglio la viabilità e gli accessi all’aerostazione. Fin qui tutto bene.

Il problema emerge quando ci si sposta a piedi, di sera, verso la zona dell’ex scuola di volo Alitalia. Lì, sul lato nord dell’aerostazione, il cantiere ha chiuso il marciapiede che costeggiava la recinzione aeroportuale. Un centinaio di metri, forse meno. Ma erano l’unico percorso pedonale protetto tra la fermata del bus e le abitazioni dei residenti che vivono oltre l’area aeroportuale.

Quel passaggio non c’è più. E al suo posto non è stato messo niente.

Chi scende dall’autobus — compreso l’ultimo della sera, intorno alle 23 — e deve andare a casa, si trova a dover percorrere un giro enormemente più lungo e camminare direttamente sulla strada, in mezzo alle auto che transitano anche a velocità sostenuta e alle vetture in sosta lasciate da chi aspetta i passeggeri in arrivo. Niente marciapiede alternativo, niente percorso segnalato, niente che separi fisicamente il pedone dal traffico.

Di notte, in quel tratto, ci si sente esposti. Perché lo si è.

Non sono grandi numeri, ma sono persone reali: famiglie, lavoratori, anziani, ragazzi che usano il bus tutti i giorni e che adesso devono fare i conti con una situazione che nessuno aveva probabilmente messo in conto quando il cantiere è stato organizzato. «Cammini in mezzo alla strada», dice chi lo fa ogni sera. «Le macchine passano vicine, quelle parcheggiate tolgono ancora più spazio. Non sai dove metterti».

La cosa che colpisce è che la soluzione non sembra lontana. Il marciapiede originale esiste ancora — è stato chiuso, non demolito.

Basterebbe un varco protetto, anche stretto, anche provvisorio, per ridare ai pedoni un passaggio separato dalla carreggiata. Se per ragioni di cantiere non fosse possibile, si potrebbe pensare a un percorso temporaneo segnalato, oppure — soluzione forse ancora più semplice — aggiungere provvisoriamente una fermata del bus verso l’ex scuola di volo, fronte distaccamento dei Vigili del Fuoco aeroportuali, così da avvicinare il punto di discesa alle abitazioni ed evitare il tratto più critico.

Nessuna di queste cose fermerebbe i lavori. Richiederebbero un sopralluogo, qualche ora di lavoro, una decisione.

I cantieri grandi a volte hanno questo effetto: si guarda al risultato finale — giusto farlo — e qualche dettaglio sfugge. Questo è uno di quei dettagli. Non è una colpa, è una di quelle cose che succedono.

Ma adesso che è evidente, vale la pena trovare una soluzione.

Perché ogni sera, a quell’ora, c’è qualcuno che deve solo tornare a casa.

E dovrebbe poterlo fare senza doversi guardare le spalle.

Le fotografie che accompagnano questa segnalazione sono state scattate nell’area interessata dai lavori, nelle ore serali e notturne del 06 giugno 2026 da alcuni residenti che subiscono il disagio.

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