Al teatro di Alghero l’omaggio di una figlia al padre cantautore
nella foto Anna Maria Multineddu durante l’esibizione al teatro di Alghero, nella serata dedicata alla canzone d’autore algherese “Pino Piras”.
È andata in scena ieri, domenica 19, al Teatro Civico di Alghero, la serata conclusiva del Festival Mare Llengua, rassegna dedicata alla canzone d’autore nelle lingue minoritarie europee.
Un appuntamento che quest’anno ha riservato un momento speciale alla canzone d’autore algherese intitolato a Pino Piras, simbolo della tradizione musicale cittadina.
Sul palco, tra i protagonisti, Anna Maria Multineddu, figlia del compianto cantautore Pino Multineddu, che ha presentato un brano firmato insieme a Marco Lai e Marco Baroni, autore degli arrangiamenti.
Una canzone nata dal cuore e accolta da un applauso lungo, sincero.
Il brano è un dialogo diretto tra Anna Maria e suo padre, Pino, storico cantautore algherese, quello de “El pascarò a una ma”.
Non è un ricordo malinconico, ma una conversazione tra due mondi: una figlia che parla con il padre scomparso, raccontandogli ciò che non funziona più quaggiù — nelle persone, nei valori, nel modo di stare al mondo.
Nel testo si toccano temi forti: le guerre, le ingiustizie, e quella macchina che trasforma la sofferenza in guadagno.
E c’è anche lo sguardo rivolto ad Alghero, con la disoccupazione, i giovani che studiano ma non trovano lavoro, le difficoltà quotidiane.
Eppure, in mezzo a tutto questo, la canzone resta luminosa.
C’è sempre una finestra aperta verso la speranza, “verso la Muralla”, la zona storica dei Bastioni algheresi — parte pulsante del centro antico, simbolo di bellezza e di resistenza.
Un raggio di sole che attraversa la musica e prova a tenere insieme ciò che resta.
Nel finale, la voce si fa preghiera: la figlia chiede al padre se può parlare con Dio “per mettere pace in tutto il mondo”.
Un desiderio semplice, sincero, che suona quasi profetico.
Non c’è ancora la pace, ma almeno uno spiraglio sì: una tregua, un ritorno a casa, un respiro.
Il teatro ha capito.
E ha risposto con caloroso e intenso applauso.
Perché certe canzoni non si ascoltano: si sentono dentro.
E da ieri, Alghero ne ha una in più.
Nota
Il brano depositato in SIAE è firmato dai tre autori Marco Lai, Anna Maria Multineddu e Marco Baroni.