La strada si arrampica, la roccia da una parte, il vuoto dall’altra. Poi il faro e il mare che ti si spalanca.
Il video ti prende prima ancora di dire qualcosa.
Sotto ci sono le Grotte di Nettuno. Ci arrivi in battello da Alghero o scendendo i gradini della scala del Cabirol, centinaia, uno dopo l’altro. Dentro, stalattiti e stalagmiti che ti fanno guardare in alto e in basso senza sosta.
C’è anche la Grotta Verde. Meno conosciuta, più difficile da raggiungere. L’acqua cambia colore con la luce: dal turchese al verde scuro. Qui, migliaia di anni fa, entravano uomini del Neolitico. Hanno lasciato ceramiche, graffiti, ossa. Resti di riti e sepolture che oggi stanno al Museo Sanna di Sassari.
Dal belvedere vedi Foradada, un arco di roccia in mezzo al mare. Poi la baia di Porto Conte: grande, riparata, piatta come uno specchio. Negli anni Trenta e Quaranta qui c’era un idroscalo dell’aviazione, civile e militare. Gli edifici ci sono ancora, nascosti nella vegetazione.
Chi arriva parcheggia e fa due foto. Qualcuno resta, seduto sul muretto a guardare. Nessuno sembra di fretta.
Da quel muretto, dall’altra parte della baia, si vede Punta Giglio.
Ma questa è un’altra storia, e la racconteremo un’altra volta.
Musica e immagini, senza parole
Un regalo della redazione di Algherolive.it