FC Alghero cade anche a Valledoria

Prima Categoria Sardegna

Sconfitta esterna per la FC Alghero, superata per 3-0 dal Valledoria nella 12a giornata del
campionato di Prima Categoria, girone D.

La gara si mette subito in salita per i giallorossi: al 6’ il Valledoria passa in vantaggio al primo tiro in porta. Elisii, ben appostato in area, svetta di testa e supera Serra per l’1-0. I padroni di casa continuano a spingere e al 19’ vanno nuovamente vicini al gol con Chiaramonti che, servito da Depalmas, colpisce di testa costringendo Francesco Serra a un intervento difficile. Al 24’ arriva il raddoppio del Valledoria: uscita a vuoto del portiere algherese, la palla termina sui piedi di Burrelli che deposita in rete a porta sguarnita. Nel finale di primo tempo la
formazione di casa cala il tris: al 45’, su punizione di Murru, Serra tenta la presa aerea ma il pallone gli sfugge dalle mani e finisce in rete per il 3-0 con cui si va al riposo. Nella ripresa la FC Alghero prova a reagire. Al 55’ arriva la prima vera occasione per i giallorossi: Zanda recupera palla sulla trequarti e serve Matteo Federici che, solo in area di rigore, calcia però fuori. Il Valledoria sfiora nuovamente il gol all’80’ con Campus che di testa colpisce il palo, con la difesa algherese pronta a liberare, e al 92’ lo stesso Campus centra la traversa con una conclusione dalla lunga distanza.
Archiviata la sconfitta di Valledoria, la FC Alghero è ora chiamata a voltare pagina e a concentrarsi
sul prossimo impegno di campionato: domenica prossima i giallorossi torneranno in campo tra le
mura amiche contro l’Atletico Sorso. Una sfida da vincere obbligatoriamente in chiave salvezza.
Tabellino
VALLEDORIA: Nieddu, Depalmas, Cacace (40’ st Deperu), Mulas (30’ st Demontis A.), Ligios
(16’ st Demontis D.), Campus, Burrelli (26’ st Baldino), Murru, Ruzzu, Elisii, Chiaramonti.
A disposizione: Deana, Sau, Licheri, Era, Zirattu.
Allenatore: Massimiliano Nieddu
FC ALGHERO: Serra F. (1’ st Sotgiu), Peana, Cingotti, Mameli (26’ st Pintus), Correddu, Nuoto
(43’ pt Carbone), Federici (32’ st Ardu), Puledda, Zanda, Pinna (11’ st Riu), Serra R.
A disposizione: Quintilio, Marrosu, Gnani, Cherchi.
Allenatore: Andrea Peana
Arbitro: Giuseppe Cadoni di Sassari
Reti: 6’ Elisii, 24’ Burrelli, 45’ Murru

La Palma vs Viddalbese 0 – 2

FINO AL 25’ È CALCIO VERO. POI CAMBIA TUTTO

seconda categoria Sardegna

Il La Palma parte con la faccia giusta.
Pressione alta, idee chiare, e quella sensazione che “oggi ci siamo”.
Però il pallone, si sa, ha una sua ironia crudele.


4’ — Pinna sfiora il gol

Punizione di Guerriero: palla tesa, di qualità.
Pinna la prende di testa, colpo perfetto.
Il portiere vola e la leva dall’angolino.
Prima occasione bruciata, ma l’intensità è quella giusta.


8’ — Guerriero e Pinna

Guerriero tira dal limite, il portiere la sporca in angolo.
Sul corner arriva Pinna, sempre di testa, sempre cattivo.
E anche stavolta il portiere lo stoppa.
Giornata in cui devi sudare il triplo per buttarla dentro.


14’ — Rigore per il La Palma

Azione confusa, punizione centrale, palla dentro.
Rimbalzo strano, Mannu si inventa una semi-rovesciata.
Il difensore la prende col braccio: rigore evidente.

Mannu va sul dischetto:
tiro forte, traversa, palla fuori.
Terza occasione pesante: niente gol.


18’ — Rigore per la Viddalbese

Uscita del portiere del La Palma un po’ troppo decisa: l’arbitro indica il dischetto.
È un momento delicato, perché il match è ancora apertissimo.

Il rigorista della Viddalbese prende la rincorsa…
e la tira fuori.
Palla che esce a lato.
Si resta 0–0.
Equilibrio totale, tensione altissima.


23’ — L’episodio che rompe la partita

Il difensore del La Palma Martino Mastroleo prende una pedata seria, non da gioco ma da far male.
Reagisce d’istinto.
L’arbitro vede solo la reazione: rosso diretto.

La Palma in dieci al 20º del primo tempo.
Partita che cambia tono in un attimo.

Punizione per gli ospiti.


25’ — Viddalbese passa in vantaggio

Sugli sviluppi della punizione la palla viene rimessa dentro.
Cross teso e incornata precisa e vincente di Oggiano.
La Palma 0 Viddalbese 1.

Fin lì partita equilibrata, tosta, con occasioni da entrambe le parti.
Dopo questo gol, cambia tutto.


Il resto è un’altra storia

Oltre il 25’ non è più calcio da raccontare. Da qui in avanti la partita esce dai binari del gioco.
Nervosismo, ritmi spezzati, poca lucidità.
Non avrebbe senso farne cronaca come se fosse ancora calcio.

Sul secondo gol degli ospiti resta un’evidente irregolarità nel controllo iniziale, un chiaro episodio di fallo di mano nel controllare la palla stoppandola, uno di quegli episodi che alimentano discussioni da campo e da bar.
Uno di quegli episodi che le domeniche storte sanno servire con una puntualità quasi fastidiosa.

Dopo il 25’ il La Palma perde ordine e carattere.
La gara diventa impulsiva, frammentata, difficile da leggere e da gestire in inferiorità numerica.

In momenti così si vede quando manca un po’ di carattere: più che ripartire, serve prenderne atto e tenerlo a mente per le prossime battaglie.

EBADOTTU CARLO FRESU – FERTILIA 1-0

terza categoria Sardegna

Novanta minuti di equilibrio, sudore e poche scintille. Il primo tempo scorre così, senza che nessuno riesca a mettere davvero il muso davanti: due lampi del Fertilia, un palo clamoroso dell’Ebadottu su azione d’angolo e tante corse a vuoto.

Nella ripresa il copione si sporca. L’Ebadottu entra più convinto, spinge, tenta qualche imbucata, ma il Fertilia tiene botta e quando può prova a ripartire.
La palla più grande ce l’ha il Fertilia: contropiede pulito, l’attaccante salta il portiere, porta vuota… e un difensore che arriva da dietro e cancella il gol fatto.
Quella palla pesa. Anzi, pesa fino all’ultimo minuto.

Perché quando sembra scritto lo 0-0, e si guarda già al recupero, loro trovano la giocata che spacca tutto: calcio d’angolo, spizzata sul primo palo, tocco sul secondo.
Minuto 90.
È la mazzata che decide la partita.

Cronaca gialloblù (Fertilia)

Il Fertilia non molla mai, neanche quando le gambe si induriscono e gli avversari provano a prendere campo. La squadra soffre ma resiste, costruisce un’occasione gigantesca e va a un soffio dal colpire in contropiede.
Il finale è una coltellata: prendere gol al 90’ fa sempre male, ma la partita vera l’avevano avuta prima, sulla palla della vita non sfruttata.

La differenza, stavolta, è un secondo.
Quello in cui loro spingono la palla dentro e i gialloblu restano fermi a chiedersi perché.
Il calcio è questo: chi sbaglia la sua occasione, prima o poi la paga.

FC Alghero sconfitta che brucia contro il Lauras

prima categoria Sardegna

La FC Alghero esce sconfitta dal match casalingo contro il Lauras con il punteggio di 1-2, al termine di una gara combattuta, interpretata con grande determinazione, ma condizionata dall’inferiorità numerica per oltre metà incontro. Nonostante tutto, la squadra ha mostrato carattere, compattezza e volontà fino all’ultimo minuto. Fin dalle prime battute il Lauras ha puntato sulla propria fisicità, mentre la FC Alghero ha risposto con ordine, aggressività e rapido gioco di ripartenza. Al 25’ un pallone perso a centrocampo da Zanda ha innescato il contropiede ospite con Guimaraes, il cui diagonale da sinistra è terminato di poco sul fondo. Al 39’ gli ospiti trovano il vantaggio in una situazione molto contestata: una mischia in area, un giocatore giallorosso a terra e Sotgiu che insacca. Nonostante le proteste per un presunto fallo, l’arbitro convalida la rete. Nel finale di primo tempo la FC Alghero resta in dieci uomini per l’espulsione di Molinari per proteste, episodio che complica ulteriormente la gara. Nella ripresa, nonostante l’inferiorità numerica, la squadra reagisce con grande personalità. Al 51’ Raimondo Serra sfiora il pari presentandosi davanti a Savinelli, bravo a deviare in uscita. Dieci minuti più tardi arriva il meritato 1-1: Serra viene atterrato in area e dal dischetto trasforma con freddezza. Il Lauras, forte della superiorità, aumenta la pressione e al 67’ colpisce il palo con Santos. Garofalo mantiene a galla i giallorossi con un grande intervento su conclusione di Scano, ma all’84’ arriva l’episodio che decide il match: un sfortunato autogol di Peana nel tentativo di liberare l’area. Nel finale la FC Alghero tenta il tutto per tutto. Raimondo Serra trova anche la via del gol, ma la rete viene annullata per posizione irregolare.
Nonostante il risultato negativo, la squadra ha mostrato spirito di sacrificio. La speranza è recuperare gli infortunati e guardare con fiducia al proseguo del campionato.

Tabellino

FC ALGHERO: Garofalo, Molinari, Cingotti, Zanda, Correddu, Pinna (1’ st Peana), Nuoto, Puledda, Riu (21’ st Federici), Mameli, Serra Raimondo.
A disposizione: Serra Francesco, Cherchi, Orizi, Marrosu, Serra Federico, Carbone, Ardu.
Allenatore: Andrea Peana

LAURAS: Savinelli, Santos, Sotgiu, Lollia, Umpierrez, Magri (43’ st Zedditta), Scano, Guimaraes
(30’ st Farina), Del Soldato, Largacha.
A disposizione: Sanna, Casu, Brundu, Menconi, Orecchioni, Murgia.
Allenatore: Franco Scano

Arbitro: Alessandro Saba di Ozieri
Reti: 39’ Sotgiu, 61’ Serra R. (rig), 84’ Peana (aut.)

La Palma corsara a Valledoria: basta un gol nel primo tempo

A Valledoria non si gioca una partita leggera: campo pesante, ritmi alti, due squadre che si studiano poco e si picchiano molto sul piano agonistico.
Il Codaruina prova a costruire senza esporsi, La Palma invece resta ordinata e colpisce quando trova lo spazio.

Il gol-partita nasce al 36′ del primo tempo: lettura intelligente di Ruben Arca sull’arco della trequarti, palla di prima per Andrea D’Antonio messo davanti al portiere. Controllo, tiro, rete. Per d’Antonio è un rigore in movimento, chirurgico.

I padroni di casa reagiscono: al 40’ l’esterno destro sfonda sulla fascia, cross teso che attraversa l’area e tap-in mancato per centimetri.
La Palma ricambia subito: al 42’ azione corale, davanti al portiere che compie un doppio miracolo — primo sul tiro, poi sull’esterno sinistro accorso a rimorchio.

Nel recupero ancora il La Palma: contropiede, cross, D’Antonio di testa manda fuori di poco.

Nella ripresa cambia tutto. Per mezz’ora è dominio del Codaruina: pressione, ritmo, calci piazzati.
Al 10’ un tiro destinato in rete viene cancellato dall’ennesimo miracolo di Marcomini, oggi monumentale.

La difesa regge, sbaglia poco, non concede varchi facili.

Nell’ultimo quarto d’ora il La Palma rialza la testa, esce D’Antonio ed entra Ousmane, insolitamente davanti a disturbare la difesa. Mossa azzeccata, il La Palma si distende, crea due occasioni per chiuderla.
E qui arriva la parte che fa saltare i nervi a tutti.
Il Codaruina spinge, cross da destra e mischia davanti alla porta del La Palma: l’arbitro ferma tutto per un fuorigioco dell’attaccante, mentre l’azione è ancora viva. Niente di fatto, ma dalla panchina dei padroni di casa partono proteste pesanti. L’arbitro non ci pensa due volte: rosso diretto all’allenatore. Si riparte con una punizione dal fondo.

Siamo al 41’.
Ousmane, Guerriero e Giuffrida costruiscono un’azione pulita: tre passaggi, verticalizzazione e sono davanti alla porta avversaria.
Guerriero insacca, ma anche stavolta il direttore di gara annulla tutto per un presunto fuorigioco dell’attaccante rossoblù.

La panchina del Codaruina esplode di nuovo: altre proteste, altro rosso. L’allenatore in seconda va a far compagnia al mister negli spogliatoi.

La partita si trascina fino al 98’, con gli animi accesi e due punizioni dal limite – una per parte – entrambe di poco alte sopra la traversa.

Finisce 0-1.
Vittoria sporca, pesante, presa con i denti.
La Palma è corsara a Valledoria.

La cronaca secca:

Gara di sofferenza ma anche di lucidità.
Primo tempo ordinato, secondo tempo di trincea. La difesa, stavolta, non si distrae. Il portiere tiene in piedi tutto: almeno tre interventi da copertina.

Davanti, Ruben Arca e Andrea D’Antonio confezionano un gol da manuale.
D’Antonio lotta, fa metri, arriva vicino al raddoppio due volte.

Non è stata una partita bella.
È stata una partita da portare a casa.
Missione compiuta.

Così Angelo Bardini a fine partita:

“A volte basta un gol.
Il resto lo fanno cuore e fatica.
La Palma oggi aveva entrambi”.

Per la FC Alghero buon pareggio sul campo del Ploaghe

nella foto l’autore del primo gol Francesco Zanda

La FC Alghero torna da Ploaghe con un 2-2 che lascia qualche rammarico, al termine di una gara
intensa e ben giocata dai giallorossi.

La squadra ha mostrato personalità, ordine tattico e grande
spirito combattivo. Partenza sprint dei giallorossi: dopo appena un minuto, da un corner di Mameli, due giocatori sfiorano il pallone di testa mancando di un soffio il vantaggio. La risposta del Ploaghe arriva al 7’, prima con Oggiano e poi con Annunziata, che dal limite colpisce una traversa rumorosa. Al 18’ Porcu ha una buona occasione ma, da pochi passi, calcia alto. Il vantaggio algherese arriva comunque al 25’: assist perfetto di Roberto Correddu per Zanda, che controlla e insacca l’1-0. Al 33’ viene annullato per fuorigioco il gol del possibile raddoppio firmato da Fabio Puledda. Nella ripresa la FC Alghero riparte forte: al 52’ Porcu si trova ancora a tu per tu con il portiere, ma il suo tiro centrale viene bloccato. Al 67’ il Ploaghe sfiora la rete con Masala, che da fuori area sfiora la traversa. Un minuto più tardi è Zanda a creare pericoli dalla parte opposta: entra in area e calcia, trovando però la deviazione in angolo della difesa. Al 78’ i padroni di casa trovano il pareggio con un tiro dalla distanza di Frongia, e appena due minuti più tardi ribaltano il risultato: un’indecisione difensiva permette a Oggiano di entrare in area e battere Serra con un diagonale preciso. La FC Alghero non molla e si lancia all’attacco fino alla fine. Al 94’ arriva il gol del meritato 2-2: cross di Pinna e stacco di Puledda, che di testa firma un pareggio fondamentale. Nonostante il risultato, la prestazione dell’FC Alghero è stata convincente e ricca di segnali positivi. In particolare, da sottolineare l’impatto del nuovo acquisto, il centrocampista Mameli, e il rientro, dopo la breve parentesi al Malaspina, del terzino sinistro Cingotti, che hanno offerto un contributo prezioso. Cresce anche l’attesa per il nuovo attaccante Matteo Federici, che sarà disponibile dalla prossima sfida casalinga contro il Lauras.

Tabellino

PLOAGHE: Accardo, Annunziata, Muggiolu, Pala, Fele, Palmisano, Oggiano, Tedde (21’ st Nuvoli), Pace, Frongia (40’ st Pilo), Masala Piero. A disposizione: Camboni, Sechi, Masala Davide, Cedrello, Demurtas, Olmetto, Padedda.

Allenatore: Elia Uleri

FC ALGHERO: Serra Francesco, Cingotti, Zanda (44’ st Marrosu), Spanu (44’ st Cherchi), Correddu, Molinari, Porcu (14’ st Riu), Puledda, Nuoto (30’ st Serra Federico), Mameli (25’ st Pinna), Serra Raimondo. A disposizione: Sotgiu, Peana, Ardu, Quintilio.

Allenatore: Andrea Peana

Arbitro: Elia Cabiddu di Cagliari

Reti: 25’ Zanda, 78’ Frongia, 80’ Oggiano, 94’ Puledda

Fertilia–Audax: Una Sfida che Mancava

Un derby che riporta Alghero ai tempi del Don Poddighe e delle maglie biancoverdi.

La vittoria del Fertilia passa in secondo piano davanti al ritorno dell’Audax 1976: l’eredità di Ampelio Sanna torna in campo con il figlio Pietro Paolo, primo portiere della storia biancoverde.
RIQUADRO STORICO — Chi era Ampelio Sanna

Ampelio Sanna, maresciallo, uomo asciutto, concreto, uno di quelli che costruivano prima con le mani e poi con le parole.
Negli anni ’70 prese il campo di Don Poddighe — terra, vento e pochi mezzi — e gli diede un’identità.
Disciplina, metodo, presenza: così nacque l’Audax 1976, una maglia biancoverde che ad Alghero non fu mai solo sport, ma appartenenza.

Il primo a difendere quei pali?
Pietro Paolo Sanna, suo figlio.
Oggi è proprio lui a rimettere in moto la macchina, riportando sul campo una storia che per la città non era un ricordo: era un debito.

Un padre che costruisce.
Un figlio che riapre.
Una città che riconosce le sue radici.

Audax Alghero 1976, una storia che riparte

L’Audax è un frammento di memoria algherese: rioni, ragazzi che arrivavano al campo in bici, genitori che tracciavano le linee col gesso, panchine di legno e scarpe sporche.
Una società nata dal basso, cresciuta con valori semplici: rispetto, sudore, identità.

Dopo anni di silenzio, tornare non significa solo iscriversi a un campionato:
significa rimettere in piedi un pezzo di storia cittadina.
E la gente, ieri, lo ha sentito.

Non un debutto.
Un ritorno.

AUDAX vs FERTILIA: LA CRONACA

Primi minuti equilibrati, poi il Fertilia apre il campo e impone ritmo e gioco.
Più rapido, più preciso, più pronto: trova subito la strada e la percorre fino in fondo.
L’Audax resta ordinata, nonostante il rodaggio e il peso emotivo di un ritorno atteso da tanto.

Nella ripresa il copione resta lo stesso: Fertilia in scioltezza, Audax che continua a correre e a non tirare mai indietro lo sguardo.
Impegno e carattere, comunque vada.

Il punteggio finale è largo, largissimo — lo sanno tutti.
Ma non è questo il centro della giornata.

Il cuore della storia è nel ritorno congiunto di Audax e Fertilia, due società che nella stagione 2025/26 rientrano insieme nel panorama calcistico algherese.
Una doppia rinascita che non parla di numeri: parla di passione.

Due colori diversi, una stessa direzione:
riprendersi il loro posto nello sport cittadino.

Perché ci sono partite che non si misurano con il tabellino,
ma con ciò che fanno tornare a vivere.

Come una volta

Ci sono derby che vengono per ricordarti da dove vieni.
Il Fertilia ha fatto il suo, con solidità e organizzazione.
L’Audax ha rimesso in moto una storia che sembrava assopita, riportando sul campo una tradizione che ad Alghero vale come un patrimonio.

Due squadre che mancavano, due storie che si ritrovano, una città che applaude.
Il calcio vero — quello dei campetti, delle radici, della comunità — è tornato.

Il risultato resta agli archivi.
Il resto resta dentro chi c’era.

FC Alghero si rinforza e va a far visita al Ploaghe

La FC Alghero torna in campo sabato nell’anticipo della decima giornata del campionato di Prima Categoria – Girone D, impegnata in una delicata trasferta sul campo del Ploaghe. La gara si disputerà allo stadio comunale “Bobore Piu” di Ardara, con fischio d’inizio fissato per le ore 15. In casa giallorossa assenti per infortunio il fantasista Carlo Pintus e il difensore Silvio Gnani. La squadra affronta la trasferta con determinazione e con l’obiettivo chiaro di conquistare punti preziosi in chiave salvezza. Nel frattempo, la società continua a lavorare sul mercato per rinforzare ulteriormente il gruppo. Nelle ultime ore sono arrivati due nuovi innesti: il centrocampista Andrea Mameli, proveniente dall’Olmedo, e il terzino sinistro Marco Cingotti, che rientra dopo la breve parentesi al Malaspina. Entrambi i giocatori saranno a disposizione già da questo sabato, garantendo nuove soluzioni in mezzo al campo e maggior profondità alla rosa. Un ulteriore importante colpo è atteso per la prossima settimana, quando sarà finalmente disponibile anche l’attaccante Matteo Federici, classe e esperienza al servizio dei giallorossi. Il centravanti laziale, reduce dalle prime gare stagionali disputate con il Sennori, ritrova Alghero dopo la precedente avventura in serie D, seguita da varie esperienze tra D, Eccellenza e Promozione nella penisola. L’arrivo di Federici rappresenta un significativo potenziamento del reparto offensivo, in vista del prosieguo della stagione. «Affrontiamo una gara difficile ma ci stiamo preparando con determinazione. – sottolinea l’allenatore giocatore Andrea Peana – Sappiamo che ogni punto è fondamentale per il nostro percorso e vogliamo dare continuità al lavoro delle ultime settimane. I nuovi arrivi ci daranno una mano importante, ma ciò che conta è l’atteggiamento del gruppo: serviranno compattezza, sacrificio e lucidità nei momenti chiave della partita». La FC Alghero si prepara dunque al confronto con il Ploaghe determinata a dare battaglia.

LA PALMA SPORTING – GSA LAERRU 2-2

Un punto che muove la classifica. Ma non ancora la testa.

Al “Pino Cuccureddu” si rivede una storia che ormai conosciamo a memoria.
La Palma parte male, concede spazio, sbaglia letture semplici e dopo mezz’ora è già sotto di due gol: una dormita difensiva, un rigore evitabile, quelle situazioni che ti fanno alzare le mani e sospirare. Il Laerru incassa e va al riposo in controllo.

Nella ripresa cambia tutto.
Il La Palma entra con un’altra gamba, un’altra faccia. Spinge, lotta, si prende ogni pallone sporco. Non è perfetta, ma è viva. Accorcia con Ousmane, continua a macinare metri, non si arrende neanche quando il cronometro dice che non c’è più tempo. E invece il tempo c’è: all’ultimo respiro Carboni infila il 2-2 che rimette tutto in equilibrio.

È un pareggio che pesa. Non per la classifica, che si muove di poco, ma per la testa: perché dimostra che la squadra, quando decide di restare dentro la partita, può ribaltare anche gli scenari peggiori.

Resta però il nodo che si portiano dietro da settimane: gli inizi molli, gli errori che costano, la sensazione di doversi complicare la vita da soli prima di reagire.
La strada è lunga, certo. Ma la direzione è questa: carattere, orgoglio, continuità. Quel pezzo di continuità che ancora manca.

Non era la vittoria che serviva.
Ma è un punto preso con le unghie, con la testa bassa e con la voglia di non sparire dal campo.
La Palma è viva. Adesso deve imparare a partire prima, non sempre dopo.

Fertilia, passo falso che brucia

Fertilia – Monserrato 0-2: partita equilibrata, gol annullato a Martínez, nervi tesi e un finale deciso in contropiede.

Partita vera, giocata senza paura da entrambe le squadre.
Nel primo tempo il Fertilia resta in gara grazie a due belle parate del suo portiere: interventi sicuri, che tengono la squadra lucida quando il Monserrato prova ad alzare i giri.

La ripresa segue lo stesso ritmo: contrasti, corsa, occasioni a strappi.
Il Monserrato la sblocca con Maninchedda su azione, senza episodi particolari.

Il Fertilia reagisce subito. Martínez segna, ma l’arbitro annulla per un presunto fallo. Da lì la gara si incattivisce e la direzione arbitrale non aiuta a riportare calma.

Nel finale il Fertilia si sbilancia per cercare il pareggio: squadra alta, baricentro avanzato, palloni dentro a cercare la deviazione giusta ma la partita si chiude nel modo più amaro: palla persa, contropiede, ed è lo 0-2 per il Monserrato firmato Pintus.

Cronaca Giuliana

Fertilia presente, vivo, mai fuori dal match.
Due interventi importanti del portiere nel primo tempo danno ossigeno, la squadra tiene il campo, risponde colpo su colpo.

Il gol annullato a Martínez pesa. La partita si accende, aumentano i falli e il clima si fa nervoso. In un clima così la direzione si complica, e anche l’arbitro deve gestire episodi non semplici.

Negli ultimi minuti il Fertilia si sbilancia: squadra alta, baricentro avanzato, dentro tutto quello che c’è per cercare il pareggio.
Qualche mischia, qualche pallone buttato in area, la sensazione che una deviazione possa premiarti.

Invece arriva la palla persa.
Il contropiede del 0 a 2 subito nel caos dell’assalto finale è un pugno allo stomaco, ma non cancella la prestazione.

Il risultato fa male, la prova un po’ meno.
Il Fertilia ha tenuto botta, ha reagito, ha provato a riprenderla.
A volte però basta un episodio — e la partita ti scappa.
Si riparte senza tragedie: lavoro, calma e la testa dritta.