terza categoria Sardegna
Novanta minuti di equilibrio, sudore e poche scintille. Il primo tempo scorre così, senza che nessuno riesca a mettere davvero il muso davanti: due lampi del Fertilia, un palo clamoroso dell’Ebadottu su azione d’angolo e tante corse a vuoto.
Nella ripresa il copione si sporca. L’Ebadottu entra più convinto, spinge, tenta qualche imbucata, ma il Fertilia tiene botta e quando può prova a ripartire.
La palla più grande ce l’ha il Fertilia: contropiede pulito, l’attaccante salta il portiere, porta vuota… e un difensore che arriva da dietro e cancella il gol fatto.
Quella palla pesa. Anzi, pesa fino all’ultimo minuto.
Perché quando sembra scritto lo 0-0, e si guarda già al recupero, loro trovano la giocata che spacca tutto: calcio d’angolo, spizzata sul primo palo, tocco sul secondo.
Minuto 90.
È la mazzata che decide la partita.
Cronaca gialloblù (Fertilia)
Il Fertilia non molla mai, neanche quando le gambe si induriscono e gli avversari provano a prendere campo. La squadra soffre ma resiste, costruisce un’occasione gigantesca e va a un soffio dal colpire in contropiede.
Il finale è una coltellata: prendere gol al 90’ fa sempre male, ma la partita vera l’avevano avuta prima, sulla palla della vita non sfruttata.
La differenza, stavolta, è un secondo.
Quello in cui loro spingono la palla dentro e i gialloblu restano fermi a chiedersi perché.
Il calcio è questo: chi sbaglia la sua occasione, prima o poi la paga.