La Parrocchia Santa Maria la Palma di Alghero celebra la Natività di Maria: una due giorni di festa, sport e comunità

La Parrocchia di Santa Maria la Palma di Alghero è lieta di annunciare la Festa
Parrocchiale della Natività di Maria, un evento che unisce tradizione religiosa,
intrattenimento per famiglie e momenti di sport, in programma per il 6 e 7 settembre.

Sabato 6 settembre: Fede e Musica

La celebrazione prenderà il via alle ore 10:00 con il primo evento del Mamatita Festival, Circobus, uno spettacolo pensato per grandi e piccini. Nel pomeriggio, alle 18:30, si terrà un momento di profonda spiritualità con la Messa, seguita dalla tradizionale Processione e dalla Benedizione dei Bambini sul sagrato della chiesa. La serata si concluderà in allegria alle ore 21:00 con la Serata Musicale che offrirà l’occasione per stare insieme e festeggiare.

Domenica 7 settembre: Sport e Comunità

La seconda giornata sarà all’insegna dello sport e della condivisione.

Si inizia alle ore 18:00 con il secondo spettacolo del Mamatita Festival: Brigitte et le Petit Bal Perdu.

A partire dalle ore 20:00 avrà luogo la Serata Sportiva. Sarà un momento clou per gli
appassionati di arti marziali, che potranno assistere al Trofeo Boxe Olimpica Luigino
Salis – dedicato a un grande pugile delle nostre borgate – e a un’Esibizione di Kick
Boxing a cura della scuola Real Sport.

Durante la serata, verrà anche presentata la squadra di calcio della borgata: La Palma Sporting Alghero.

La festa sarà accompagnata dalla musica del DJ Francesco Monti e si concluderà con l’Estrazione dei Biglietti Vincenti della Lotteria, offrendo a tutti i partecipanti la possibilità di vincere premi e sostenere le attività dell’Oratorio “Marco 10” in favore dei bambini e dei ragazzi.

L’evento è organizzato dalla Parrocchia Santa Maria la Palma in collaborazione con
Oratorio Interparrocchiale S. Maria la Palma – Villassunta “Marco 10” ANSPI, il Comitato di Borgata di S. Maria La Palma, l’A.S.D. Boxe Torres, la Real Sport, la società sportiva la Palma Sporting Alghero, con il patrocinio del Comune di Alghero e la Fondazione Alghero.
L’organizzazione ringrazia sentitamente le tante persone che hanno collaborato
generosamente alla realizzazione di questo importante evento comunitario.
L’intera comunità è invitata a partecipare a questi due giorni di festa e condivisione, per celebrare la Natività di Maria e rafforzare i legami comunitari.



Santa Maria La Palma, il ring è pronto: il 7 settembre il 1° Trofeo “Luigino Salis – Li Misteri”

Santa Maria La Palma si prepara a una serata che profuma di storia e di sport.
Domenica 7 settembre 2025, in Piazza Olbia, la festa patronale diventa ring. Otto incontri di boxe olimpica per ricordare Luigino Salis, per tutti “Li Misteri”, il pugile di borgata che ha lasciato il segno.

Non è solo un evento sportivo: è un omaggio, è memoria viva, è il ritorno della boxe dove tutto era iniziato.

Boxe, Kickboxing e tanto spettacolo

La serata non si ferma al pugilato.
Il ring ospiterà anche alcuni match dimostrativi di Kickboxing, per portare ancora più energia e coinvolgere anche chi non ha mai visto questo sport dal vivo.
Un mix di tecnica, potenza e spettacolo che promette di tenere tutti con il fiato sospeso.

La grande festa del calcio: La Palma Sporting

Come se non bastasse, la serata segnerà anche un momento speciale per la comunità:
la presentazione ufficiale della squadra di calcio della borgata, che da quest’anno festeggia il ritorno alla denominazione storica “La Palma Sporting”.
Un ritorno alle origini che profuma di appartenenza e orgoglio, davanti ai tifosi e a tutta la borgata.

Un evento che diventerà tradizione

L’oratorio interparrocchiale Marco 10, il comitato della festa patronale e la Boxe Torres Mario Murittu hanno un obiettivo chiaro: far diventare il Trofeo Luigino Salis un appuntamento fisso.
Con un’organizzazione curata, sicurezza garantita e uno staff tecnico di primo livello, questa prima edizione ha tutte le carte in regola per diventare un punto fermo del calendario sportivo algherese.

Perché esserci

Perché non è solo sport.
È aggregazione, è disciplina, è la comunità che si stringe intorno ai suoi simboli. È la boxe che unisce generazioni, la kickboxing che entusiasma, e il calcio che torna con il nome di sempre: La Palma Sporting.
Una serata per chi ama le emozioni vere, per chi è curioso di vedere il ring da vicino, per le famiglie che vogliono vivere insieme un evento che resterà nella storia.

Appuntamento in Piazza Olbia

📅 Domenica 7 settembre 2025
📍 Piazza Olbia – Santa Maria La Palma
🕗 Dalle ore 20:00

Otto match di boxe, esibizioni di kickboxing e la presentazione ufficiale della squadra: una serata che promette adrenalina, orgoglio e appartenenza.

#LaPalmaInFesta | #LaPalmaSporting | #LiMisteriVive

DA GAZA A SA SEGADA

Dal racconto delle ferite di Gaza al desiderio di pace che nasce anche nelle borgate sarde

Il 21 agosto, nella borgata rurale di Sa Segada, ad Alghero, si terrà un incontro dal forte valore umano e comunitario: la presentazione del libro Sotto il cielo di Gaza, alla presenza degli autori Nandino Capovilla e Betta Tusset.

L’iniziativa, organizzata dalla Parrocchia di N.S. di Loreto e dal Comitato Sa Segada Tanca Farrà, in collaborazione con il gruppo Alghero per Gaza, nasce dalla volontà di offrire un momento di riflessione condivisa sul tema della pace e della dignità umana.

Non è un evento politico.
Non è una presa di posizione ideologica.
È una comunità che sceglie di ascoltare, capire, fare memoria.
Perché la pace non si costruisce nei palazzi, ma nei territori. A partire dalle borgate.


Un libro che raccoglie voci

Sotto il cielo di Gaza è il risultato di una lunga conversazione con un funzionario dell’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari. Un racconto diretto, concreto, che dà voce a chi vive quotidianamente dentro un conflitto troppo spesso ridotto a numeri o titoli di giornale.

Nel libro si intrecciano storie vere, memorie, approfondimenti giuridici e le preghiere di Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme. È un lavoro che invita a comprendere, non a schierarsi. A riflettere, non a giudicare. A riconoscere l’umanità prima di qualsiasi altra cosa.

Gli autori si definiscono “raccoglitori di storie”: hanno ascoltato la voce dell’OCHA, trasformando conversazioni e testimonianze in racconti e riflessioni. Sotto il cielo di Gaza è un invito a non dimenticare i volti delle vittime ridotte a numeri, un richiamo forte a riflettere, pregare e dire la verità, fondamento di ogni pace. Il volume è arricchito da due mappe elaborate dall’OCHA che mostrano, tra 2023 e 2024, i cambiamenti nelle condizioni di accesso e libertà di movimento a Gaza e in Cisgiordania.


I bambini, il futuro che non può aspettare

In ogni guerra ci sono sempre i più fragili. I bambini.
Perdono la scuola, il gioco, quella normalità che dovrebbe essere scontata. Crescono troppo in fretta, con ferite che non si vedono subito ma che restano.

Ed è pensando a loro che anche comunità piccole come le nostre sentono il dovere di fare la propria parte. Non servono grandi proclami, basta un gesto semplice: fermarsi, ascoltare, non girarsi dall’altra parte.

Perché l’infanzia non dovrebbe mai essere rubata, da nessuna parte del mondo. E la pace deve essere qualcosa di più di una semplice idea.


Una borgata che apre le porte

Che l’incontro si tenga a Sa Segada non è un caso. Qui, nelle borgate, la comunità sa ancora riunirsi attorno a valori semplici ma essenziali: l’ascolto, la solidarietà, il prendersi cura.
Accogliere questo libro significa dire che la pace non è lontana né astratta: si costruisce anche qui, nei luoghi che spesso non fanno notizia ma che custodiscono il senso della comunità.


Gli autori

Nandino Capovilla, parroco a Marghera, è da anni impegnato in progetti di inclusione sociale e nel dialogo tra culture e religioni. È stato coordinatore nazionale di Pax Christi e continua a portare avanti iniziative concrete a favore delle persone fragili.
Betta Tusset, coautrice, si occupa da tempo di scrittura sociale, in particolare legata a storie di migrazione, resistenza civile e dignità.


Un invito aperto a tutti

L’incontro è aperto alla cittadinanza. Tutti sono invitati a partecipare.

📅 21 agosto – ore 19.30
📍 Sa Segada – Alghero
📧 algheropergaza@gmail.com
🎟 Ingresso libero

Un gesto piccolo, ma necessario.
Il 21 agosto, a Sa Segada, sarà quel gesto.

Capo Caccia e musica

La strada si arrampica, la roccia da una parte, il vuoto dall’altra. Poi il faro e il mare che ti si spalanca.
Il video ti prende prima ancora di dire qualcosa.

Sotto ci sono le Grotte di Nettuno. Ci arrivi in battello da Alghero o scendendo i gradini della scala del Cabirol, centinaia, uno dopo l’altro. Dentro, stalattiti e stalagmiti che ti fanno guardare in alto e in basso senza sosta.

C’è anche la Grotta Verde. Meno conosciuta, più difficile da raggiungere. L’acqua cambia colore con la luce: dal turchese al verde scuro. Qui, migliaia di anni fa, entravano uomini del Neolitico. Hanno lasciato ceramiche, graffiti, ossa. Resti di riti e sepolture che oggi stanno al Museo Sanna di Sassari.

Dal belvedere vedi Foradada, un arco di roccia in mezzo al mare. Poi la baia di Porto Conte: grande, riparata, piatta come uno specchio. Negli anni Trenta e Quaranta qui c’era un idroscalo dell’aviazione, civile e militare. Gli edifici ci sono ancora, nascosti nella vegetazione.

Chi arriva parcheggia e fa due foto. Qualcuno resta, seduto sul muretto a guardare. Nessuno sembra di fretta.
Da quel muretto, dall’altra parte della baia, si vede Punta Giglio.
Ma questa è un’altra storia, e la racconteremo un’altra volta.

Musica e immagini, senza parole

Un regalo della redazione di Algherolive.it

Alghero al tramonto. Uno scatto che ci riguarda.

Tutto nasce da una foto

Ieri sera fa, su Facebook, mi è comparsa una foto. Tramonto su Alghero, 5 agosto 2025.

Lo scatto è semplice: la cupola di San Michele, il profilo dell’Alguer Vella, Capo Caccia in fondo, cielo carico. Niente di nuovo, ma l’immagine colpisce. Non per l’estetica. Perché mostra un posto che conosciamo, e che ci rappresenta.

Ho contattato l’autore. Ci ha dato l’ok a pubblicarla su La Veu. E da lì è nata questa riflessione.

Alghero è un incrocio

Non è una città qualsiasi. Qui si mescolano cose diverse, e si vede: sardo e catalano, vecchio e nuovo, pietra e mare. Niente linea dritta. Un equilibrio un po’ storto, ma vero.

Ogni volta che qualcuno la fotografa — soprattutto al tramonto — non sta facendo solo una foto. Sta dicendo: “Guarda dove siamo.” E anche chi ci vive da anni, certe volte, ci si ritrova dentro.

Quella foto, nello specifico

Primo piano: l’Alguer Vella, con i tetti stretti tra loro. Fondo: Capo Caccia che chiude l’orizzonte. Sopra: cielo pieno, arancio che sfuma nel blu. Zero filtri.

Non è solo una bella immagine. Dentro c’è un pezzo di identità, visiva e concreta.

Il turismo che resta

Chi arriva ad Alghero lo fa per il mare, per il cibo. Ma chi torna, lo fa per l’atmosfera.

Stare fermi a guardare il tramonto con gli altri, senza dire niente, è un’esperienza che resta. Oggi la chiamano “turismo lento” o “esperienziale”. Ma è semplicemente vivere un posto con attenzione, senza rumore.

Perché vale la pena parlarne

Una foto così non è solo da postare.

– Mostra il territorio com’è.

– Parla senza bisogno di slogan.

– Aiuta a riconoscersi.

Ed è quello che vuole fare La Veu: dare spazio a sguardi autentici, farli circolare, farli diventare racconto.

Tramonto su Alghero, 5 agosto 2025 – pubblicata con autorizzazione dell’autore.

Una voce dal territorio. Nessuna frase fatta, solo quello che c’è. La Veu serve a questo: far girare cose vere.

Hai uno scatto che racconta? Mandalo. Se parla chiaro, lo pubblichiamo.

Sa Segada – Il presente in bianco e nero

Di fronte al tempo che passa, ci sono luoghi che sembrano dissolversi nel silenzio. Ma Sa Segada non scompare: resta. Parla. Con voce sommessa, ma presente. Una voce che ha ancora qualcosa da dire.

Il cuore della comunità: la fede che resiste

Nella piazza centrale, la chiesa di Nostra Signora di Loreto è chiusa da anni. Le crepe nei muri sono diventate parte del paesaggio, come se il tempo avesse inciso la sua firma sull’intonaco. Ma se la struttura è inagibile, lo spirito della comunità è più saldo che mai. Le funzioni religiose, i funerali, i momenti più solenni e intimi si celebrano in una sala raccolta, accanto al bar, che un tempo ospitava le attività della Pro Loco. È lì che la borgata si ritrova, in una sacralità fatta di semplicità, rispetto, necessità. Il parroco, don Lorenzo, continua a esserci, senza clamore. Come un guardiano silenzioso che conosce il valore delle piccole fedeltà.

ex ritrovo ora adibito per la messa

Il bar di Patrizia: più di un locale, una comunità

C’è un luogo, a Sa Segada, che non ha mai smesso di essere vivo. Il Bar dello Sport. Lo gestisce Patrizia, con una presenza che non ha bisogno di scenografie. È lì, ogni giorno, come una pagina che si riapre all’alba. Patrizia è originaria della borgata, e nel suo locale non si entra solo per un caffè. Ci si va per parlare, per scambiare un saluto, per sentirsi meno soli. Il bar è un presidio umano, un punto di riferimento che ha resistito alle chiusure, agli inverni lunghi, ai cambiamenti. Accanto al bar un tempo si giocava a bocce, si correva sul campo di calcetto, si tifava, si festeggiava. E anche se oggi quei rumori si sono attenuati, il calore che attraversa quel piccolo spazio racconta una vitalità che non si è spenta. Patrizia è, senza volerlo, la custode di un’intera stagione della borgata. E continua a esserlo, ogni volta che apre la porta, ogni volta che ascolta.

storico campo di bocce di Sa Segada

Il Comitato di Borgata: la memoria in azione

Se il bar è il cuore pulsante, il Comitato di Borgata di Sa Segada – Tanca Farrà è la memoria che cammina. La sua sede si trova nell’ex scuola elementare: un edificio che da tempo ha smesso di accogliere bambini, ma che ha ritrovato nuova vita grazie ad attività culturali, ricreative e sociali. Sotto la guida del presidente Antonio Zidda, il Comitato non si limita a organizzare eventi: raccoglie storie, tiene insieme le generazioni, costruisce legami. La Festa della Fragola, ogni primavera, è molto più di una sagra: è un rito collettivo. Famiglie, visitatori, bambini, anziani – tutti tornano per condividere un’atmosfera che ha il sapore genuino dell’identità. È anche grazie a questo impegno costante che Sa Segada continua a sentirsi una comunità, e non soltanto un punto sulla mappa.

I servizi perduti: una piazza che cerca risposte

Ci sono segni che parlano più delle parole. L’ex ambulatorio medico. L’ex ufficio postale. Lo spaccio alimentare di Onelio e Raffelina, un tempo presidio quotidiano e affettivo. E la scuola elementare, oggi diventata sede del Comitato di Borgata. Un pezzo alla volta, molti servizi sono andati via. Ma non tutto è perduto. La scuola materna è ancora attiva, grazie al servizio comunale che garantisce il trasporto con un’assistente a bordo del pulmino. È una piccola cosa, ma è anche un segno concreto di attenzione. Un filo sottile che lega i bambini al territorio, e quindi al futuro.

Sport e identità: gli impianti dimenticati

Chi ricorda Sa Segada negli anni Ottanta e Novanta, la ricorda anche per il suo spirito sportivo. I campi di bocce, tra i più frequentati dell’agro. Il campo di calcetto, teatro di serate vivaci, grida gioiose, sfide appassionate. Il campo sportivo, ancora lì, ma spesso usato come parcheggio. Sono spazi che hanno plasmato un’identità collettiva, e che oggi meritano una nuova possibilità. Potrebbero essere centri per giovani, luoghi di benessere e incontro. Invece, per ora, restano sospesi. Come in attesa di un nuovo fischio d’inizio.

il campo sportivo

Il paradosso dello sviluppo: attraversata ma invisibile

La posizione di Sa Segada è strategica. L’aeroporto “Riviera del Corallo” sorge nel suo territorio. La nuova linea ferroviaria a idrogeno e la futura arteria stradale veloce passeranno proprio da qui. Tutto intorno corre veloce. Eppure, il rischio è che Sa Segada venga attraversata ma non vissuta, inclusa ma dimenticata. La modernità avanza, ma senza toccare il cuore delle persone che abitano queste borgate. È il paradosso del progresso: passare ovunque, tranne dove serve fermarsi davvero.

Foto: Michiel1972 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

La voce che non smette

Sa Segada non ha megafoni. Ma ha memoria. Ha volti, storie, abitudini. Ha luoghi che resistono e persone che non mollano. È una comunità che non si lamenta: semina. Non urla: attende. Non dimentica: trasmette.

La sua voce è fatta di silenzi che chiedono ascolto. Di finestre ancora aperte. Di bambini che salgono sul pulmino la mattina. Di Patrizia che accende la macchina del caffè. Di un parroco che celebra Messa in una sala adattata. Di un campo sportivo che aspetta solo un pallone. Di una chiesa che attende di rinascere, come tutto il resto.

“Una chiesa in attesa. Una comunità che non ha mai smesso di crederci.”

Luglio 2025: il successo diffuso di Alghero e territorio

Luglio 2025 si è chiuso con risultati incoraggianti e conferma Alghero e il suo comprensorio – da Fertilia a Maristella, da Sa Segada a Santa Maria La Palma, fino alla Piana di Porto Conte – come una delle realtà più dinamiche dell’estate sarda.

Musica, cultura e intrattenimento distribuiti

Il fulcro del successo è stato un calendario ricco e ben calibrato. I concerti live all’Anfiteatro Ivan Graziani di Maria Pia (Loredana Bertè il 26 e Edoardo Bennato il 27 luglio) hanno registrato il tutto esaurito grazie a una promozione attenta e a un pubblico variegato.

Festival come JazzAlguer, Melos e Corpi in Movimento hanno valorizzato strutture come Lo Quarter, il Chiostro di San Francesco e il Nuraghe Palmavera, offrendo una proposta culturale di alto livello, perfettamente integrata nel contesto ambientale e storico.

Eventi identitari e di gusto

La rassegna Birralguer ha portato musica, street food e birre artigianali sulle banchine del porto, mentre Akènta Day e Alguer Wine Week hanno promosso le eccellenze enogastronomiche locali mescolando tradizione popolare e sapore identitario.

Gran Prix Corallo: Fertilia protagonista

Il Grand Prix Corallo, condotto da Claudio Lippi e dal giornalista Nicola Nieddu, si è svolto il 5 luglio in Piazza San Marco a Fertilia, trasformando la borgata in un palcoscenico nazionale: ospiti illustri, premi assegnati a figure del cinema, musica, giornalismo, scienza e sport, il tutto con una cornice scenografica che unisce cultura e territorio. La location razionalista della borgata, affacciata sulla Rada, ha valorizzato l’identità dell’intero comprensorio Facebook+11Alghero Turismo+11AlgheroLive+11Alghero Eco+2Centro Commerciale Naturale di Fertilia+2Wikipedia+2.

Premiati: Gavino Sanna, Anna Mazzamauro, Silvia Mezzanotte, Alice Maselli, Tommaso Ghidini, Sabina Stilo, Veronica Voto, Lorenzo Santamaria, più riconoscimenti speciali come il progetto FC Alghero Special “Vanni Sanna” AlgheroLive+5Alghero Turismo+5Grand Prix Corallo+5. Gli ospiti musicali, come il soul di Ronnie Jones e il tributo algherese di Aurora Bassu, hanno impreziosito la serata Sky TG24+4Alghero Turismo+4Alghero Eco+4.

Offerta territoriale ben bilanciata

La programmazione si è estesa oltre Alghero città: le frazioni di Maristella, Guardia Grande, Sa Segada e Santa Maria La Palma hanno ospitato sagre, eventi culturali e serate a tema, contribuendo a un’assimilazione integrata del territorio. Anche il Parco di Porto Conte ha beneficiato dell’attenzione con iniziative legate all’ambiente e al turismo outdoor.

Strategia comunicativa e risultati

L’insieme degli eventi ha favorito un turismo strutturato, capace di offrire proposte per differenti target: famiglie, giovani, viaggiatori enogastronomici, amanti della cultura e della natura. La comunicazione coordinata ha veicolato messaggi efficaci, favorendo la diffusione degli eventi su più media e migliorando l’accessibilità dell’offerta anche fuori dal centro storico.

Prospettive per agosto

  • Nuovi appuntamenti musicali all’Anfiteatro Ivan Graziani e spettacoli decisamente capitali.
  • Sagre, feste di borgata e mercatini serali tra le frazioni: promozione delle produzioni tipiche e intrattenimento popolare.
  • Escursioni notturne e attività nel Parco Porto Conte, con percorsi naturalistici e visite guidate.
  • Eventi culturali e mostre artistiche diffuse anche in zone come Maristella, Fertilia e Santa Maria La Palma.

L’estate 2025 ha dimostrato che un modello turistico integrato – basato su eventi di qualità, distribuzione territoriale e un’efficace comunicazione – produce risultati tangibili in termini di coinvolgimento, immagine e crescita economica. Agosto si presenta come il banco di prova della massima espansione. E settembre, se proseguirà su questa strada, segnerà l’ingresso in una stagione turistica matura e fidelizzata.

SANTA MARIA LA PALMA, VIA AI LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DEL CAMPO SPORTIVO

Il presidente del Comitato di Borgata Amabile Simbula: “Un’infrastruttura importante per i giovani e per tutta la comunità”

Sono iniziati i lavori di riqualificazione del campo sportivo di Santa Maria La Palma, struttura di riferimento per l’attività calcistica e giovanile della borgata. L’intervento, promosso e gestito dall’Amministrazione Comunale, prevede una serie di operazioni suddivise in due lotti.

A fare il punto della situazione è Amabile Simbula, presidente del Comitato di Borgata, che segue da vicino l’evoluzione del cantiere.

Presidente Simbula, cosa prevede il primo lotto?

«Il primo lotto ha riguardato la demolizione della recinzione perimetrale, dei pali parabolici, dei vecchi pali di illuminazione e il ripristino della parete di contenimento sul lato est. Si tratta di un’opera necessaria, che elimina strutture ormai obsolete e prepara il terreno per la fase successiva.»

Quali interventi sono previsti nel secondo lotto?

«Il secondo lotto prevede la ricostruzione dell’intera recinzione, l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione, la sostituzione del manto con erba sintetica di ultima generazione e l’inserimento di un impianto idrico a servizio della struttura. Un progetto completo, che punta a restituire alla borgata un impianto moderno, funzionale e sicuro.»

Quanto è sentito, da parte della cittadinanza, questo intervento?

«È un tema molto sentito. Il campo è stato per anni un punto di aggregazione e formazione per i ragazzi della borgata. Vederlo in disuso è stato un dispiacere per tutti. Oggi c’è attenzione e interesse per i lavori, con l’auspicio che vengano completati nei tempi previsti.»

Nel frattempo, dove si allena la squadra locale?

«Grazie alla disponibilità dell’Alghero, la società La Palma ha trovato ospitalità presso il campo sportivo Pino Cuccureddu. Allenamenti e gare casalinghe si svolgono lì, con grande spirito di collaborazione da parte di tutte le parti coinvolte.»

Ci sono già obiettivi temporali per il completamento?

«L’auspicio condiviso è quello di inaugurare la nuova struttura prima dell’inizio della seconda parte della stagione sportiva. Sarebbe importante poter rientrare in tempi utili, restituendo ai ragazzi e alla comunità un impianto all’altezza delle necessità.»


La riqualificazione del campo di Santa Maria La Palma rappresenta un esempio concreto di come, attraverso la collaborazione tra amministrazione, realtà sportive e comitati locali, sia possibile ottenere risultati tangibili. In campo, come nei progetti, è la sinergia a fare la differenza.

Alghero d’estate: racconti incrociati tra chi ci vive, chi ci torna e chi ci passa

L’è bella sempre, ma d’estate si veste d’anima.”

Seduti al tavolino in Piazza Sulis, tra una birra fresca e una granita al limone, si chiacchiera dell’Alghero di oggi. Non con nostalgia, né con lamentele — ma con quel misto di orgoglio e sguardo curioso che viene naturale quando si parla di casa. O di un luogo che ti entra sotto pelle anche se non ci sei nato.

Il punto di vista dell’algherese

“A forza di sentirla cantare ai turisti, mi sono ricordato anch’io che Alghero è una parola dolce. La città sta riscoprendo le sue radici catalane, il suo dialetto, la sua identità. C’è fermento culturale: concerti, mostre, serate in piazza, festival. A volte mancano le strutture, altre volte mancano le informazioni. Ma chi cerca trova. E chi ama, costruisce.”

Il turista con il cuore in città

“Vengo qui ogni estate da più di dieci anni. Vedo che qualcosa cambia sempre: nuove attività, qualche evento in più, qualche angolo risistemato. L’atmosfera però resta quella: accogliente, vera, con quella luce che non si trova altrove. Vorrei solo che si comunicasse meglio tutto quello che c’è. Perché c’è tantissimo, ma spesso lo scopri per caso. E oggi, con i social, il passaparola digitale vale quanto le guide turistiche di una volta.”

Il turista di passaggio

“Sono arrivato ieri. Ho camminato lungo i bastioni, ho mangiato una paella guardando il tramonto. Mi ha colpito il contrasto: storia viva da una parte, movida giovane dall’altra. C’è vita. C’è calore. Forse non è tutto perfetto, ma chi se ne frega? Qui ci si sente ospiti veri, non clienti da spennare. E per me, questo conta più di tutto.”

Chi guarda Alghero da lontano

“Seguo le pagine locali su Instagram, Facebook, perfino TikTok. Ho visto che c’è un torneo di calcetto giovanile, una rassegna teatrale in lingua algherese, artisti che espongono in cantine trasformate in gallerie. Il turismo lento, quello vero, qui trova spazio. Magari non si vede nei grandi numeri, ma si sente nei dettagli. E questo è ciò che rende Alghero diversa da tutto.”


Sport, cultura, spettacolo, turismo: il cuore pulsa

Alghero non è una cartolina: è una città che si muove. Lo sport si vede nei campetti pieni di ragazzi anche col sole a picco, nei tornei estivi, nelle passeggiate in bicicletta lungo il lungomare. La cultura si respira nei vicoli, nelle librerie indipendenti, nei cori che si esercitano in chiesa, nelle poesie in algherese recitate al tramonto.

Il turismo è presente, certo. A volte affolla, a volte risveglia. Ma quando è fatto di ascolto e rispetto, diventa un motore gentile, non un’invasione. C’è chi sogna un turismo più organizzato, chi uno più autentico. La verità? Forse serve un po’ di entrambi.

E lo spettacolo… beh, quello è ovunque: nelle chitarre sotto l’arco, nei balli in spiaggia, nei tramonti da applauso sui bastioni.


Un brindisi al territorio

Alghero è come una persona che conosci da una vita ma che ogni tanto ti sorprende. E se ci fermiamo un attimo a guardarla con occhi puliti — non da tecnici, non da politici, non da critici — ma da persone vere, ci accorgiamo che c’è tanta bellezza da raccontare. Basta sedersi, ascoltare, condividere. Magari proprio come in questa chiacchierata al bar.

E allora sì: brindiamo a ciò che c’è, a ciò che manca, e a tutto ciò che può ancora fiorire. Perché Alghero, anche quando sembra ferma, respira sempre.


✒️ A cura di Fabio Cortese
Per La Veu – La voce del territorio