DA GAZA A SA SEGADA

Dal racconto delle ferite di Gaza al desiderio di pace che nasce anche nelle borgate sarde

Il 21 agosto, nella borgata rurale di Sa Segada, ad Alghero, si terrà un incontro dal forte valore umano e comunitario: la presentazione del libro Sotto il cielo di Gaza, alla presenza degli autori Nandino Capovilla e Betta Tusset.

L’iniziativa, organizzata dalla Parrocchia di N.S. di Loreto e dal Comitato Sa Segada Tanca Farrà, in collaborazione con il gruppo Alghero per Gaza, nasce dalla volontà di offrire un momento di riflessione condivisa sul tema della pace e della dignità umana.

Non è un evento politico.
Non è una presa di posizione ideologica.
È una comunità che sceglie di ascoltare, capire, fare memoria.
Perché la pace non si costruisce nei palazzi, ma nei territori. A partire dalle borgate.


Un libro che raccoglie voci

Sotto il cielo di Gaza è il risultato di una lunga conversazione con un funzionario dell’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari. Un racconto diretto, concreto, che dà voce a chi vive quotidianamente dentro un conflitto troppo spesso ridotto a numeri o titoli di giornale.

Nel libro si intrecciano storie vere, memorie, approfondimenti giuridici e le preghiere di Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme. È un lavoro che invita a comprendere, non a schierarsi. A riflettere, non a giudicare. A riconoscere l’umanità prima di qualsiasi altra cosa.

Gli autori si definiscono “raccoglitori di storie”: hanno ascoltato la voce dell’OCHA, trasformando conversazioni e testimonianze in racconti e riflessioni. Sotto il cielo di Gaza è un invito a non dimenticare i volti delle vittime ridotte a numeri, un richiamo forte a riflettere, pregare e dire la verità, fondamento di ogni pace. Il volume è arricchito da due mappe elaborate dall’OCHA che mostrano, tra 2023 e 2024, i cambiamenti nelle condizioni di accesso e libertà di movimento a Gaza e in Cisgiordania.


I bambini, il futuro che non può aspettare

In ogni guerra ci sono sempre i più fragili. I bambini.
Perdono la scuola, il gioco, quella normalità che dovrebbe essere scontata. Crescono troppo in fretta, con ferite che non si vedono subito ma che restano.

Ed è pensando a loro che anche comunità piccole come le nostre sentono il dovere di fare la propria parte. Non servono grandi proclami, basta un gesto semplice: fermarsi, ascoltare, non girarsi dall’altra parte.

Perché l’infanzia non dovrebbe mai essere rubata, da nessuna parte del mondo. E la pace deve essere qualcosa di più di una semplice idea.


Una borgata che apre le porte

Che l’incontro si tenga a Sa Segada non è un caso. Qui, nelle borgate, la comunità sa ancora riunirsi attorno a valori semplici ma essenziali: l’ascolto, la solidarietà, il prendersi cura.
Accogliere questo libro significa dire che la pace non è lontana né astratta: si costruisce anche qui, nei luoghi che spesso non fanno notizia ma che custodiscono il senso della comunità.


Gli autori

Nandino Capovilla, parroco a Marghera, è da anni impegnato in progetti di inclusione sociale e nel dialogo tra culture e religioni. È stato coordinatore nazionale di Pax Christi e continua a portare avanti iniziative concrete a favore delle persone fragili.
Betta Tusset, coautrice, si occupa da tempo di scrittura sociale, in particolare legata a storie di migrazione, resistenza civile e dignità.


Un invito aperto a tutti

L’incontro è aperto alla cittadinanza. Tutti sono invitati a partecipare.

📅 21 agosto – ore 19.30
📍 Sa Segada – Alghero
📧 algheropergaza@gmail.com
🎟 Ingresso libero

Un gesto piccolo, ma necessario.
Il 21 agosto, a Sa Segada, sarà quel gesto.